FRANCESCO: DOBBIAMO IMPARARE LA VIA DELL’UMILTÀ

FRANCESCO: DOBBIAMO IMPARARE LA VIA DELL’UMILTÀ

ROMA\ aise\ - “Dobbiamo imparare la via dell’umiltà, perché permette anche di avere relazioni autentiche”. Così Papa Francesco nell’Angelus recitato ieri a San Pietro dove è arrivato con un po’ di ritardo. Il perché l’ha spiegato lui stesso: “prima di tutto, devo scusarmi del ritardo, ma c’è stato un incidente: sono rimasto chiuso nell’ascensore per 25 minuti! C’è stato un calo di tensione e si è fermato l’ascensore. Grazie a Dio sono venuti i Vigili del Fuoco – li ringrazio tanto! – e dopo 25 minuti di lavoro sono riusciti a farlo andare. Un applauso ai Vigili del Fuoco”.
Tornando al Vangelo della domenica, Francesco ha ricordato che la pagina di Luca proposta ieri dalla Liturgia ha mostrato Gesù ad un banchetto nella casa di un capo dei farisei: “Gesù guarda e osserva come gli invitati corrono, si affrettano per procurarsi i primi posti. È un atteggiamento piuttosto diffuso, anche ai nostri giorni, - ha osservato il Papa – e non solo quando si è invitati a un pranzo: abitualmente, si cerca il primo posto per affermare una presunta superiorità sugli altri. In realtà, questa corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità. Tutti conosciamo queste persone: arrampicatori, che sempre si arrampicano per andare su, su… Fanno male alla fraternità, danneggiano la fraternità. Di fronte a questa scena, Gesù racconta due brevi parabole”.
“La prima parabola – ha proseguito – è rivolta a colui che è invitato a un banchetto, e lo esorta a non mettersi al primo posto, “perché – dice – non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Per favore, vai indietro, cedigli il posto!””. Una vergogna! “Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto”. Gesù invece insegna ad avere l’atteggiamento opposto: “Quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, veni più avanti!””. Dunque, - ha aggiunto – non dobbiamo cercare di nostra iniziativa l’attenzione e la considerazione altrui, ma semmai lasciare che siano gli altri a darcele. Gesù ci mostra sempre la via dell’umiltà - dobbiamo imparare la via dell’umiltà! – perché è quella più autentica, che permette anche di avere relazioni autentiche. La vera umiltà – ha sottolineato - , non la finta umiltà, quella che in Piemonte si chiama la mugna quacia, no, quella no. La vera umiltà”.
“Nella seconda parabola, - ha detto ancora il Papa – Gesù si rivolge a colui che invita e, riferendosi al modo di selezionare gli invitati, gli dice: “quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti”. Anche qui, - ha rimarcato il Santo Padre – Gesù va completamente contro-corrente, manifestando come sempre la logica di Dio Padre. E aggiunge anche la chiave per interpretare questo suo discorso. E qual è la chiave? Una promessa: se tu farai così, “riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. Questo – ha spiegato – significa che chi si comporta così avrà la ricompensa divina, molto superiore al contraccambio umano: io ti faccio questo favore aspettando che tu me ne faccia un altro. No, questo non è cristiano. La generosità umile è cristiana. Il contraccambio umano, infatti, di solito falsa le relazioni, le rende “commerciali”, introducendo l’interesse personale in un rapporto che dovrebbe essere generoso e gratuito. Invece Gesù invita alla generosità disinteressata, per aprirci la strada verso una gioia molto più grande, la gioia di essere partecipi dell’amore stesso di Dio che ci aspetta, tutti noi, nel banchetto celeste”.
“La Vergine Maria, “umile ed alta più che creatura” – ha concluso – ci aiuti a riconoscerci come siamo, cioè piccoli; e a gioire nel donare senza contraccambio”. (aise) 

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