FRANCESCO: UNA VITA TUTTA PRESA DAL DENARO È MESCHINA

FRANCESCO: UNA VITA TUTTA PRESA DAL DENARO È MESCHINA

ROMA\ aise\ - “Chi non si è mai sentito cercato dalla misericordia di Dio, fa fatica a cogliere la straordinaria grandezza dei gesti e delle parole con cui Gesù si accosta a Zaccheo”. Così Papa Francesco che, ieri nell’Angelus recitato insieme ai fedeli riuniti a piazza San Pietro, ha richiamato la pagina del Vangelo di Luca sull’incontro di Gesù con Zaccheo, salito sul sicomoro per vedere il Signore.
“Il Vangelo di oggi ci pone al seguito di Gesù che, nel suo cammino verso Gerusalemme, fa tappa a Gerico”, ha esordito il Santo Padre. “C’era tanta folla ad accoglierlo, tra cui un uomo di nome Zaccheo, capo dei “pubblicani”, cioè di quei giudei che riscuotevano le tasse per conto dell’impero romano. Egli era ricco non grazie a un onesto guadagno, ma perché chiedeva la “tangente”, e questo aumentava il disprezzo verso di lui. Zaccheo “cercava di vedere chi era Gesù”; non voleva incontrarlo, ma era curioso: voleva vedere quel personaggio di cui aveva sentito dire cose straordinarie. Era curioso. Ed essendo basso di statura, “per riuscire a vederlo” sale su un albero. Quando Gesù arriva lì vicino, alza lo sguardo e lo vede”.
“E questo è importante: il primo sguardo – ha sottolineato il Papa – non è di Zaccheo, ma di Gesù, che tra tanti volti che lo circondavano – la folla - , cerca proprio quello. Lo sguardo misericordioso del Signore ci raggiunge prima che noi stessi ci rendiamo conto di averne bisogno per essere salvati. E con questo sguardo del divino Maestro comincia il miracolo della conversione del peccatore. Infatti Gesù lo chiama, e lo chiama per nome: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Non lo rimprovera, - ha annotato Francesco – non gli fa una “predica”; gli dice che deve andare da lui: “deve”, perché è la volontà del Padre. Nonostante le mormorazioni della gente, Gesù sceglie di fermarsi a casa di quel pubblico peccatore”.
“Anche noi – ha detto ancora il Santo Padre – saremmo rimasti scandalizzati da questo comportamento di Gesù. Ma il disprezzo e la chiusura verso il peccatore non fanno che isolarlo e indurirlo nel male che compie contro sé stesso e contro la comunità. Invece Dio condanna il peccato, ma cerca di salvare il peccatore, lo va a cercare per riportarlo sulla retta via. Chi non si è mai sentito cercato dalla misericordia di Dio, fa fatica a cogliere la straordinaria grandezza dei gesti e delle parole con cui Gesù si accosta a Zaccheo”.
“L’accoglienza e l’attenzione di Gesù nei suoi confronti – ha detto ancora Bergoglio – portano quell’uomo a un netto cambiamento di mentalità: in un attimo si rende conto di quanto è meschina una vita tutta presa dal denaro, a costo di rubare agli altri e di ricevere il loro disprezzo. Avere il Signore lì, a casa sua, gli fa vedere tutto con occhi diversi, anche con un po’ della tenerezza con cui Gesù ha guardato lui. E cambia anche il suo modo di vedere e di usare il denaro: al gesto dell’arraffare si sostituisce quello del donare. Infatti, decide di dare la metà di ciò che possiede ai poveri e di restituire il quadruplo a quanti ha rubato. Zaccheo – ha sottolineato ancora il Papa – scopre da Gesù che è possibile amare gratuitamente: finora era avaro, adesso diventa generoso; aveva il gusto di ammassare, ora gioisce nel distribuire. Incontrando l’Amore, scoprendo di essere amato nonostante i suoi peccati, diventa capace di amare gli altri, facendo del denaro un segno di solidarietà e di comunione”.
“La Vergine Maria – ha concluso – ci ottenga la grazia di sentire sempre su di noi lo sguardo misericordioso di Gesù, per andare incontro con misericordia a quelli che hanno sbagliato, perché anche loro possano accogliere Gesù, il quale “è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto””. (aise) 

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