LA CHIESA NON È STATICA MA ITINERANTE

LA CHIESA NON È STATICA MA ITINERANTE

ROMA\ aise\ - “Il cristiano è un itinerante. La Chiesa per sua natura è in movimento, non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto”. Così Papa Francesco che ieri ha recitato l’Angelus insieme ai fedeli riuniti a piazza San Pietro. Richiamando la pagina del Vangelo di Luca con cui l’evangelista dà inizio al racconto dell’ultimo viaggio di Gesù verso Gerusalemme, il Papa ha spiegato che si tratta di “una lunga marcia non solo geografica e spaziale, ma spirituale e teologica verso il compimento della missione del Messia. La decisione di Gesù è radicale e totale, e quanti lo seguono sono chiamati a misurarsi con essa. L’Evangelista ci presenta oggi tre personaggi – tre casi di vocazione, potremmo dire – che mettono in luce quanto è richiesto a chi vuole seguire Gesù fino in fondo, totalmente”.
“Il primo personaggio Gli promette: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Generoso! Ma Gesù risponde che il Figlio dell’uomo, a differenza delle volpi che hanno le tane e degli uccelli che hanno i nidi, “non ha dove posare il capo”. La povertà assoluta di Gesù”, ha evidenziato Francesco. “Gesù, infatti, ha lasciato la casa paterna e ha rinunciato ad ogni sicurezza per annunciare il Regno di Dio alle pecore perdute del suo popolo. Così Gesù ha indicato a noi suoi discepoli che la nostra missione nel mondo – ha sottolineato – non può essere statica, ma è itinerante. Il cristiano è un itinerante. La Chiesa per sua natura è in movimento, non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto. È aperta ai più vasti orizzonti, inviata - la Chiesa è inviata! - a portare il Vangelo per le strade e raggiungere le periferie umane ed esistenziali. Questo è il primo personaggio”.
Il secondo personaggio che Gesù incontra, ha proseguito il Papa, “riceve direttamente da Lui la chiamata, però risponde: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. È una richiesta legittima, fondata sul comandamento di onorare il padre e la madre. Tuttavia Gesù replica: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Con queste parole, volutamente provocatorie, - ha spiegato Bergoglio – Egli intende affermare il primato della sequela e dell’annuncio del Regno di Dio, anche sulle realtà più importanti, come la famiglia. L’urgenza di comunicare il Vangelo, che spezza la catena della morte e inaugura la vita eterna, non ammette ritardi, ma richiede prontezza e disponibilità. Dunque, la Chiesa è itinerante, e qui la Chiesa è decisa, agisce in fretta, sul momento, senza aspettare”.
Il terzo personaggio, ha detto ancora il Papa, “vuole anch’egli seguire Gesù ma a una condizione: lo farà dopo essere andato a congedarsi dai parenti. E questo si sente dire dal Maestro: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”. La sequela di Gesù esclude rimpianti e sguardi all’indietro, ma richiede la virtù della decisione”.
Per seguire Gesù, ha quindi rimarcato il Santo Padre, “la Chiesa è itinerante, agisce subito, in fretta, e decisa. Il valore di queste condizioni poste da Gesù – itineranza, prontezza e decisione – non sta in una serie di “no” detti a cose buone e importanti della vita. L’accento, piuttosto, va posto sull’obiettivo principale: diventare discepolo di Cristo! Una scelta libera e consapevole, fatta per amore, per ricambiare la grazia inestimabile di Dio, e non fatta come un modo per promuovere sé stessi. È triste questo! Guai – l’ammonimento del Papa – a coloro che pensano di seguire Gesù per promuoversi, cioè per fare carriera, per sentirsi importanti o acquisire un posto di prestigio. Gesù ci vuole appassionati di Lui e del Vangelo. Una passione del cuore che si traduce in gesti concreti di prossimità, di vicinanza ai fratelli più bisognosi di accoglienza e di cura. Proprio come Lui stesso ha vissuto”.
“La Vergine Maria, icona della Chiesa in cammino, - ha concluso – ci aiuti a seguire con gioia il Signore Gesù e ad annunciare ai fratelli, con rinnovato amore, la Buona Notizia della salvezza”. (aise) 

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