9-11: GIORNO DI SILENZIO - DI STEFANO VACCARA

9-11: GIORNO DI SILENZIO - di Stefano Vaccara

NEW YORK\ aise\ - "La parola nel giorno del ricordo di questa tragedia epocale bisognerebbe lasciarla a chi perse un familiare o amico. Poi dovremmo porci una domanda". Così scrive Stefano Vaccara su La Voce di New York, che lui stesso dirige e che apre oggi ricordando così l’attacco alle Torri Gemelle del World Trade Center di 18 anni fa.
"9-11 per chi scrive resta il giorno in cui si dovrebbe, tutti, restar per quanto possibile in silenzio, a pensare alla memoria delle vittime di quella immane tragedia e alla sofferenza dei familiari e degli amici che da anni convivono con quel dolore. Ecco se proprio dobbiamo ascoltare qualcuno, bisognerebbe lasciare la parola a chi ha sofferto di più e resta lacerato da quel dolore. E così rifacciamo qui", attraverso un video della stessa Voce pubblicato su You Tube. Nel video si racconta attraverso le voci dei familiari la toccante storia di David De Feo, morto nel secondo schianto a pochi giorni dal suo 37 compleanno. Lavorava da cinque anni al 104° piano della Torre Sud e quella mattina si era recato prima al lavoro: voleva tornare presto a casa dove l’attendeva la moglie per traslocare.
"Poi", continua Vaccara, "si dovrebbe anche riflettere su come l’11 settembre 2001 a New York, questo evento epocale dell’umanità, ci abbia cambiati tutti: noi americani, noi italiani, noi tutti esseri umani nel mondo occidentale e non solo. Siamo diventati migliori o peggiori dopo quell’evento? Bisognerebbe oggi tutti riflettere molto su questo evento spartiacque della civiltà. Negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, nei parchi, nelle spiagge, nelle montagne, nei treni e metropolitane, negli aerei. Già anche in aereo. E quando ovunque noi fossimo in questo momento finalmente riuscissimo a darci una risposta sincera, non politica o di convenienza, sapremo anche chi ha prevalso quel giorno. E dovremmo poi scriverlo nei libri di storia. E impararlo, bene. E trasmetterlo a chi non lo sa. E cioè se prevalsero i terroristi e la loro sete di sangue e violenza, contagiandoci tutti. O se vinse alla fine il progresso e la civiltà. E, in caso, capire come prendersi la rivincita". (aise)


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