A BERLINO IL CASTELLO DI STELLA - DI ANDREA D’ADDIO

A BERLINO IL CASTELLO DI STELLA - di Andrea D’Addio

PADOVA\ aise\ - “Berlino avrà nuovamente il suo castello. Si chiamerà Humboldt-Forum. E il merito è di un architetto veneto, Franco Stella. Il progetto è maestoso: è il più grande cantiere mai aperto in città dai tempi della riunificazione. L’inaugurazione è in programma in primavera”. A scriverne è Andrea D’Addio per “Il messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero”.
“La costruzione, per quanto non ancora visitabile all’interno, ha già cambiato il volto del centro cittadino. Si trova sull’Isola dei Musei, esattamente dove sorgeva il vecchio castello imperiale bombardato durante la guerra, e poi definitivamente raso al suolo dalla Germania Democratica che, al suo posto, costruì il Palast der Republik, a sua volta distrutto nel 2008 con la scusa che era pieno di amianto.
Ciò che conta è che nel 2002 partì un concorso, aperto agli architetti di tutto il mondo, per ricostruire una versione contemporanea del vecchio castello prussiano.
A vincerlo fu il vicentino Franco Stella, 64 anni, che ci ha concesso, in anteprima, una visita alla costruzione.
“La ricomparsa del castello è fondamentale per capire la presenza degli altri edifici vicini – dice Stella –. Rappresenta il potere politico, ed è circondato, non a caso, dal Duomo, dall’Altes Museum e dall’Arsenale ovvero dai simboli della religione, della cultura e della forza militare. Persino la Porta di Brandeburgo, posta alla fine del viale Unter den Linden, fu immaginata all’epoca come i Propilei al castello, ovvero l’ingresso alla residenza dell’imperatore”.
Il costo del progetto è di circa 600 milioni di euro, di cui il 10 per cento raccolto grazie a donazioni private.
“Avevamo vincoli molto precisi: tre delle quattro facciate dovevano essere uguali alla preesistente costruzione barocca. La parte nuova, affacciata sul fiume, riprende un vecchio progetto dell’epoca mai realizzato dall’architetto Schlüter. È una sorta di completamento dell’antico, virato però al contemporaneo, una facciata di logge sull’esempio dei palazzi italiani rinascimentali e barocchi. Il nome del castello è dedicato ai due fratelli Wilhelm e Alexander von Humboldt. Al suo interno troveranno spazio sia un museo delle culture extraeuropee che un auditorium, sale di spettacoli e mostre temporanee, ristoranti e caffè. Molti ambienti saranno aperti al pubblico tutti i giorni, a tutte le ore. La speranza – conclude Stella – è quella di ricreare una sorta di piazza pubblica in cui i cittadini si ritrovino anche solo per sedersi e leggere un libro””. (aise) 

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