A PALERMO UN MONDO A MISURA DI GIOVANI – DI VALERIA ZIMOTTI

A PALERMO UN MONDO A MISURA DI GIOVANI – di Valeria Zimotti

SAN GALLO\ aise\ - “Abbiamo da sempre sentito parlare di un’altra Italia che vive fuori dai confini nazionali “un’Italia fuori dall’Italia”, e negli ultimi tempi noi giovani, abbiamo usato, in molti, tale locuzione anche in pubblici discorsi. Ma, credo che solo con il Seminario Giovani di Palermo abbiamo acquisito piena cognizione di causa dell’argomento, pur facendo noi stessi parte di quell’ “altra Italia”. A Palermo eravamo oltre 115 giovani italiani provenienti da tutto il mondo, caratterizzati da un’identità multipla, da tanta ricchezza, espressa nelle nostre emozioni, nell’energia ed entusiasmo, nei pensieri, nella nostra diversità seppur uguali, nello stile e nel caloroso modo di rapportarci gli uni con gli altri”. Tra loro anche Valeria Zimotti che firma questo articolo per “Solidali e Insieme”, pubblicazione del Movimento Solidarietà e Progresso della Svizzera Orientale.
“Non avevo mai intravisto e nemmeno immaginato che ci fosse così tanta ricchezza al mondo, mi sono detta: “eppure ogni giorno, tale ricchezza è sotto la portata degli occhi di tutti, ma nonostante ciò non riusciamo a coglierla. È un nostro limite, forse il più grande e dannoso”. Quel giorno non ho potuto fare a meno di notarla e mi sono ancora detta: “ci sarebbe sicuramente un mondo migliore, se solo noi tutti riuscissimo a notarla anche in riferimento ad altre realtà”.
Tuttavia, siamo tutti “sparsi, ma non persi” perché anche se lontani ci sono tante cose che ci accomunano ed esaltano la nostra italianità radicata nel nostro DNA.
La scelta di ospitare l’evento nella città di Palermo è stata, ad avviso di tutti, la più appropriata perché Palermo è una “città aperta”, è una città ospitale che fa della diversità una ricchezza, ma è anche una città “razzista” perché come ha ricordato il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, apparteniamo tutti ad una razza, la stessa razza: quella umana! E chiunque va a Palermo, a prescindere da quale parte del mondo proviene, diventa Palermitano.
Circa il 60% dei giovani presenti erano italiani all’estero di seconda, terza o quarta generazione, molti di loro hanno riferito di aver imparato la lingua italiana non tramite i genitori, ma frequentando i corsi di lingua e cultura italiana organizzati all’estero.
L’evento è stato organizzato in quattro giornate lavorative molte intense e organizzate ogni giorno in sedi diverse al fine di farci conoscere al meglio la città; inoltre, la nostra giornata non terminava certamente con i lavori perché a fine lavoro erano previste, dopo le squisite cene le cui bontà ci deliziavano il palato, dei bellissimi eventi a cui partecipare. Peraltro, poiché l’evento è capitato nella settimana santa, il giovedì sera siamo stati in giro per la città anche per far visita ai Santi Sepolcri allestiti nelle varie chiese.
In quei quattro giorni abbiamo interagito molto tra di noi, abbiamo espresso le problematiche che affliggono i giovani italiani all’estero, abbiamo elaborato delle proposte e dialogato molto con le istituzioni presenti, che ci hanno incoraggiato a non perderci mai d’animo, a lottare sempre per far ascoltare la nostra voce. Tanti sono stati gli interventi a proposito, ad esempio “Palermo”, ha detto il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, rivolgendosi ai giovani, “ha avuto le sue primavere. Oggi, però, è il vostro momento. Siate paladini del senso più alto di libertà”. “A noi resta il compito arduo di creare attraverso il sistema la rete che voi state costruendo, facilitando gli scambi, la conoscenza, la formazione, il lavoro…”
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, impossibilitato a prendere parte ai lavori, per i suoi impegni istituzionali, tramite il consigliere Simone Guerrini, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa e a tutti i partecipanti ha inviato il suo più sincero augurio di successo per l’incontro. L’incontro si è concluso con la stesura di una Carta, la “Carta di Palermo”, in cui si esalta la mobilità come una ricchezza e in cui si esprime la volontà ad impegnarsi per accorciare le distanze tra gli italiani fuori dall’Italia e le istituzioni, con azioni concrete e con l’obiettivo di rendere protagonisti tutti i giovani.
Il nostro lavoro non si è di certo esaurito a Palermo perché in questi mesi e per gli anni a venire ci aspetta non solo il compito di trasformare queste proposte in progetti, in collabo-razione con i Comites e gli altri giovani che a Palermo abbiamo rappresentato, ma anche di alimentare la rete dei giovani italiani spar-si nei diversi territori. Infatti, proprio a tal proposito in questa settimana, in collaborazione con il Comites e il Centro Culturale Italiano di San Gallo, stiamo organizzando degli incontri per realizzare alcuni eventi che coinvolgano i giovani presenti sul territorio: “Un mondo a misura di giovani: due serate in musica”, e… una bella partita di calcio”. (aise) 

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