A SAN GIOVANNI VALDARNO I “SEGRETI” E LE “MEMORIE” SOSPESE DI ANDREA SANTARLASCI

A SAN GIOVANNI VALDARNO I “SEGRETI” E LE “MEMORIE” SOSPESE DI ANDREA SANTARLASCI

AREZZO\ aise\ - Prosegue fino al 9 febbraio a San Giovanni Valdarno (Arezzo), la mostra di Andrea Santarlasci (Pisa 1964) dal titolo “In segreto”, curata da Saretto Cincinelli ed esposta nelle due sedi espositive di Palazzo Corboli e Casa Masaccio.
"È il luogo che suggerisce, che in qualche modo genera l’opera…” ha scritto Andrea Santarlasci, una riflessione che introduce in maniera adeguata ad una esposizione complessa dove si esplorano valenze introspettive e relazionali, e che ruota attorno ad una installazione: “Le nostre invisibili memorie”, 2019, realizzata dall’artista nello spazio seminterrato di Palazzo Corboli sede della Biblioteca Comunale in Via Alberti 17.
Un luogo, solitamente inaccessibile e interdetto al pubblico, una stanza segreta che custodisce i reperti dello scavo archeologico (macerie, ceramiche e resti umani) che ha coinvolto l’edificio di Palazzo d’Arnolfo e le sue adiacenze, viene parzialmente disvelato attraverso l’intervento site-specific incentrato sul tema della morte e del dolore, capace di attivare riflessioni e meditazioni sui motivi antropologici e sociali della storia della città.
L’esposizione prosegue a Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea, Corso Italia 83, attraverso un percorso articolato da diverse opere che include l’inedita installazione “L’altra luce del giorno”, 2019, che attraverso una presenza- assenza crea una simultaneità di tempi in un’unica visione. Un grande frammento di tronco eroso con le radici, un albero reciso, posto sorprendentemente in bilico ed in equilibrio, una massa sospesa che poggia esclusivamente su una cuspide della radice, dal tronco si proietta una sorta di ombra, l’immagine completa dell’albero con le sue ramificazioni e le sue foglie.
Il contrasto tra l’assenza materiale della parte superiore dell’albero e la completa presenza nell’immagine virtuale attiva un cortocircuito temporale, come dichiara l’artista: “qui si fonde un prima e un dopo: una simultaneità di tempi, una compresenza tra ciò che è stato e ciò che diverrà. L’installazione potrebbe evocare anche tutta la fragilità della vita con i suoi eventi tragici e umani. La mostra a Casa Masaccio comprende anche oggetti-scultura, fotografie ed acquarelli nei quali appaiono scritte che si sdoppiano, si rovesciano, si rompono o svaniscono, poste in sospensione sui vetri contenuti all’interno delle cornici.
Citazioni filosofiche oltre a parole tratte dalla letteratura classica come Lacrimae, fino ad alcune frasi riprese da scritti dell’artista stesso, in un continuo richiamo tra la scrittura e la sua ombra, tra immagine visuale e presenza testuale, rimandano alla poliedricità della pratica di Santarlasci e al suo doppio scavo nella lettura del flusso di diversi paradossi temporali.
Inoltre all’ultimo piano è proposta un’istallazione/performance: Le immagini invisibili dei luoghi, 2019, creata per l’occasione. L'opera si conforma come una porzione di labirinto costituita da lamiere metalliche, traforate e traguardabili, che al suo centro crea uno spazio chiuso e invalicabile fisicamente, ma non dallo sguardo. Qui una lettrice-performer, con una fioca fiamma in mano, recita alcuni frammenti di testi scritti dall’artista che evocano e inducono un percorso ed una meditazione sulle immagini invisibili, ma concrete dei luoghi.
La mostra “In segreto” è stata realizzata nell'ambito di Toscanaincontemporanea2019 con il generoso contributo di Fondazione Oelle, Catania. (aise) 

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