APPENDINO A MADRID: EMIGRAZIONE, BISOGNA COMBATTERE L’IGNORANZA – DI MAURO BAFILE

APPENDINO A MADRID: EMIGRAZIONE, BISOGNA COMBATTERE L’IGNORANZA – di Mauro Bafile

foto dell'Ambasciata d'Italia a Madrid

MADRID\ aise\ - “Nel gestire i flussi migratori a Torino, le difficoltà sono dettate dalle paure. Le persone non conoscono le differenze, spesso non conoscono neanche le origini culturali e religiose degli immigrati e tendono ad attribuire loro dei cliché negativi. Tutto ciò genera diffidenza. Quindi, bisogna combattere l’ignoranza”. Lo afferma Chiara Appendino, il sindaco di Torino, “una delle città storicamente più importanti, complesse e dinamiche d’Italia”. E lo fa sollecitata da Mauro Bafile, direttore de La Voce d'Italia, storico giornale – ora on line – nato a Caracas, che l'ha incontrata durante l’elegante ricevimento offerto dall'ambasciatore d'Italia in Spagna, Stefano Sannino, nella sua residenza.
“La sindaca Appendino è a Madrid perché Torino partecipa come invitata d’onore al “Madrid Design Festival”. E lo fa, si legge nel portale della nostra Ambasciata, “portando la sua storia di design e innovazione creativa, innovazione tecnologica per la mobilità e l’automotive che nel 2014 gli hanno permesso di ottenere il riconoscimento di “Città Creativa UNESCO per il Design”, unica metropoli italiana all’interno di questa categoria”.
Intervenendo alla conferenza di presentazione, presso l’Ordine degli Architetti di Madrid, l’ambasciatore Sannino ha spiegato che quella offerta dal “Madrid Design Festival” è una “splendida occasione per raccontare Torino e la sua tradizione nel settore del design e per far conoscere come la città, oggi centro di eccellenze assolute nel settore, utilizzi il “design thinking” come metodo per essere sempre più accessibile, sostenibile e inclusiva”.
È quindi naturale che la nostra conversazione, prima di passare al tema “emigrazione”, inizi proprio dalla manifestazione “madrileña” alla quale la città di Torino è stata invitata.
– Quale importanza attribuisce al Festival Design Madrid?
– È un Festival molto importante – commenta la Sindaca Appendino -. É cresciuto in questi anni. Affronta il tema del design come strumento per cercare di far fronte alle sfide del futuro. Quindi penso che sia un bellissimo evento.
– Torino è famosa per lo slow-food. È considerata la città del cinema. È all’avanguardia nel design. Quali sono i motori che le permettono di essere presente e protagonista in tutti i settori?
– Senz’altro il suo tessuto culturale che è molto vivo – assicura -. Anche il fatto di essere stati invitati come città ospite del Festival del Design è per noi una risposta positiva al lavoro che è stato fatto negli anni. Agisce come un unico sistema in cui ci sono tanti soggetti che si muovono.
Torino non è solo cultura ed eccellenza. Come tutte le città italiane si trova ad affrontare anche le difficoltà che creano i flussi migratori. In particolare, quando a loro si attribuiscono tutti i problemi del Paese.
– Si parla tanto ogni giorno di emigrazione. Troppo spesso lo si fa in termini dispregiativi. Quali sono le politiche d’accoglienza e di integrazione della città di Torino volte a trasformare l’emigrazione in quello che realmente è: una ricchezza?
– Potremmo parlare per ore su questo argomento – è la risposta immediata, spontanea della Sindaca. Poi, dopo una breve pausa, prosegue: – La città di Torino cerca di essere accogliente e lo fa storicamente. Penso che una comunità sia fatta dalla somma di unità, ciascuna con la sua diversità. E questo è un fatto raggiunto. Noi, quello che cerchiamo di fare soprattutto in questo momento storico, è di costruire un tessuto culturale e sociale che non abbia paura delle differenze ma cerchi di valorizzarle. Nient’altro.
– Detto così sembra molto semplice, ma in effetti non lo è. Quali sono le difficoltà maggiori di gestione del flusso migratorio?
– Le difficoltà sono dettate dalle paure – ammette -. Le persone non conoscono le differenze, spesso non conoscono neanche le origini culturali e religiose degli immigrati. Per questo, attribuiscono loro dei cliché negativi. Ciò genera diffidenza. Quindi bisogna combattere l’ignoranza.
Paura, diffidenza, sospetti. Il populismo troppo spesso fa leva su questi sentimenti, questi stati d’animo. Ci sono leader che ne approfittano per proporsi paladini di un nazionalismo bieco e stantio.
– Quanta responsabilità ha la politica nella creazione di questi cliché negativi?
– La politica ha la sua parte di responsabilità – commenta -. Ma anche ciascuno di noi che facciamo parte di una comunità. Cioè la politica può dettare… cercare di avere dei tipi di atteggiamenti. Ma poi è la società civile quella che fa la differenza. Io arrivo da Torino dove abbiamo avuto, ad esempio, dei brutti episodi di antisemitismo. Come stiamo rispondendo? Cercando di riunire la società civile per ribadire quali sono i nostri valori. Quindi, è vero che la politica ha le sue responsabilità; ma anche tutti i cittadini e cittadine le hanno nel linguaggio che usano, nei valori che vogliono in qualche modo far affermare.
– Si parla molto di emigrazione extracomunitaria. Purtroppo, però, si è ravvivata l’emigrazione dal sud al nord, un fenomeno che pensavamo ormai di esserci lasciati alle spalle. Come state affrontando questa realtà?
– Torino ha vissuto anni anche grazie alla Fiat – ci dice facendo riferimento alle masse di lavoratori del sud che trovavano lavoro negli stabilimenti automobilistici -. Dire flussi migratori – si sofferma -… Io li definirei semplicemente flussi dal sud al nord. A Torino, in questo momento, abbiamo un problema diverso. E cioè che la città, negli ultimi trent’anni ha perso circa 300.000 abitanti. Noi stiamo cercando di invertire questa tendenza. Come? Cerchiamo di essere accoglienti. Vediamo questo fenomeno sud-nord come un’opportunità. Non ci sono preoccupazioni sotto questo punto di vista.
La sindaca Appendino parla spedita. Ma misura le parole. Sa quanto pesino in politica. La nostra conversazione, nonostante i molti invitati all’elegante ricevimento offerto dall’ambasciatore Sannino che vorrebbero avvicinarla, esprimerle i propri apprezzamenti o semplicemente salutarla, non subisce interruzioni. Per concludere, chiediamo:
– Anche se nelle ultime elezioni para ci sia stata una svolta a destra, il Piemonte è una regione del Nord che tradizionalmente non vota Salvini né Lega. Quali sono le ragioni a suo avviso di questo atteggiamento contro il populismo e la demagogia…
– In Piemonte, purtroppo, ha appena vinto il centrodestra nelle regionali – precisa immediatamente. Quindi, aggiunge: – Detto ciò Torino, è una città, come d’altronde tutte le città d’Italia, dove il tema delle paure nei confronti dei flussi migratori sta crescendo. E sta crescendo soprattutto nelle periferie dove c’è disagio sociale. Noi come città stiamo cercando di rispondere a queste paure con i fatti. Le faccio un esempio. A Torino, dal 2013 abbiamo assistito alla più grande occupazione d’immobili d’Europa, con più di mille persone provenienti dall’Africa che occupavano intere palazzine. Potete immaginare quanto fosse forte il conseguente disagio sociale. E, quindi, quanti cortei di Forza Nuova, ecc. Un passo alla volta, a poco a poco, abbiamo risolto il problema creando dei percorsi di autonomia per queste persone che hanno lasciato liberamente, senza necessità di ricorrere all’uso della forza, le palazzine che oggi non sono più occupate. E Forza Nuova lì non c’è più. Bisogna avere la forza e la volontà di risolvere i problemi.
Tornando al “Madrid Design Festival”, Torino è presente a Madrid con numerose attività volte a promuovere le eccellenze del suo design. Tra queste, la mostra “Marca” promossa e sostenuta dalla Camera di Commercio di Torino in collaborazione con il Centro Estero per l’internazionalizzazione. Questa, attraverso una collezione di oggetti che sono parte della nostra quotidianità, mostrerà alcune delle ultime novità nate dalla collaborazione tra istituzioni, designer e aziende torinesi.
Il “Madrid Design Festival”, poi, è anche l’occasione per la celebrazione di una nuova edizione dell’“Italian Design Day”. È questa un’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri. L’obiettivo, promuovere il design italiano nel mondo.
In particolare, durante la giornata dedicata al design italiano saranno presentati i risultati del progetto ITmakES “Il Design – Un viaggio tra Italia e Spagna”, realizzato dall’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con “INTERNI Magazine”, l’Ordine degli Architetti di Madrid, l’Associazione Designer di Madrid e con l’Associazione per il Design Industriale della Promozione delle Arti e del Design di Barcellona. È questo un concorso che invita gli studenti spagnoli e giovani creativi sotto i 35 anni a proporre un progetto dedicato al tema “L’oggetto identitario””. (aise)


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