APPROFONDIRE L'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA DELL'EUROPA: IL BILANCIO DELLA COMMISSIONE UE SUI PROGRESSI COMPIUTI

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BRUXELLES\ aise\ - In vista del vertice euro del 21 giugno prossimo, la Commissione europea ha tracciato un bilancio dei progressi compiuti nell'approfondimento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa dalla relazione dei cinque presidenti e invita gli Stati membri ad adottare ulteriori misure concrete.
Nei 4 anni successivi alla pubblicazione della relazione sono stati compiuti “notevoli progressi” nel rafforzamento della zona della moneta unica, per rendere l'Unione economica e monetaria dell'Europa più solida che mai. È stato fatto fronte a molte delle lacune che erano emerse con la crisi economica, finanziaria e sociale del periodo successivo al 2007, ma resta tuttora necessario compiere altri importanti passi. La moneta unica e il coordinamento delle politiche economiche sono mezzi per conseguire determinati obiettivi, vale a dire: più lavoro, crescita, investimenti, equità sociale e stabilità macroeconomica per i membri della zona euro e per l'UE nel suo complesso.
"Questa Commissione si è battuta con grande determinazione per portare a compimento l'Unione economica e monetaria: molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare”, ha sottolineato Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea. “Si tratta di creare posti di lavoro, crescita ed equità sociale per i nostri cittadini. Si tratta di preservare la stabilità e la resilienza delle nostre economie e della capacità dell'Europa di prendere in mano il suo futuro".
In vista del vertice euro del 21 giugno, secondo la Commissione i leader dell'UE dovrebbero avere quattro priorità.
La prima è quella di raggiungere un accordo sulle principali caratteristiche dello strumento di bilancio per la convergenza e la competitività al fine di favorirne la rapida adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio e concordarne le dimensioni nell'ambito del quadro finanziario pluriennale.
Al secondo posto la messa a punto delle modifiche al trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità in vista di una sua rapida ratifica da parte degli Stati membri della zona euro, che preveda un sostegno comune operativo ed efficace, l'apporto di liquidità in caso di risoluzioni e strumenti precauzionali attivi ed efficaci; in questo senso, si dovrebbe mantenere una ripartizione chiara delle responsabilità tra i vari attori come pure la possibilità di adeguare il corpus unico dell'UE per le banche secondo il metodo comunitario; e integrare progressivamente il meccanismo europeo di stabilità nel diritto dell'UE.
I leader Ue dovrebbero anche rinnovare gli sforzi volti a completare l'Unione bancaria iniziando dai negoziati politici sul sistema europeo di assicurazione dei depositi; e, infine, accelerare l'avanzamento dell'Unione dei mercati dei capitali e intensificare gli sforzi per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro.
La Commissione ha esaminato anche i principali progressi compiuti negli ultimi anni e, al di là dei risultati attesi al vertice euro del 21 giugno, e traccia il percorso da seguire nei prossimi anni.
Dal vertice euro del dicembre 2018 le discussioni sul futuro strumento di bilancio per la convergenza e la competitività per la zona euro sono andate avanti sulla scorta della proposta della Commissione relativa a un programma di sostegno alle riforme; sul tema si profila un compromesso che dovrebbe essere perseguito con determinazione.
Il dibattito ha anche riguardato la riforma del meccanismo europeo di stabilità, in particolare per prevedere un sostegno al Fondo di risoluzione unico sotto forma di una linea di credito. Tale dispositivo, che dovrebbe fungere da meccanismo di ultima istanza a sostegno di una gestione efficace e credibile delle crisi bancarie nell'ambito del meccanismo di risoluzione unico, sarà rimborsato attraverso i contributi del settore bancario europeo.
Il completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali (UMC) è altresì essenziale per rafforzare la resilienza e la stabilità dell'euro.
Notevoli progressi sono stati compiuti nel ridurre ulteriormente i rischi nell'Unione bancaria. L'ultima relazione della Commissione sui progressi compiuti indica che il tasso di crediti deteriorati di tutte le banche dell'UE è sceso al 3,3% nel terzo trimestre del 2018, proseguendo nella traiettoria discendente verso i livelli pre-crisi. Guardando al futuro, è essenziale progredire con il sistema comune di assicurazione dei depositi per la zona euro.
L'UMC favorirà ulteriormente l'integrazione del mercato e contribuirà a fare in modo che i mercati europei dei capitali possano resistere alle grandi sfide interne ed esterne alla stabilità dell'Unione economica e monetaria.
Sull'onda dell'invito a proseguire i lavori sul dossier espresso lo scorso dicembre dai leader, la Commissione traccia anche un bilancio degli sforzi in atto per sviluppare l'uso dell'euro a livello internazionale. Pur avendo soltanto vent'anni, l'euro è la seconda moneta a livello mondiale; una moneta che è rimasta forte anche al culmine della crisi finanziaria e del debito. Per capire meglio come promuovere l'uso dell'euro a livello globale e individuare gli eventuali ostacoli che vi si frappongono, negli ultimi mesi la Commissione ha consultato attivamente gli operatori del mercato di diversi settori (mercato valutario, energia, materie prime, prodotti agricoli e trasporti).
Dalle consultazioni è emerso che vi è ampio sostegno alla riduzione della dipendenza da una moneta globale unica; l'euro è l'unica valuta che possiede tutti gli attributi richiesti dagli operatori del mercato per l'utilizzo come alternativa al dollaro statunitense; il settore energetico continuerà ad essere un fattore cruciale per l'utilizzo dell'euro e determinerà un ulteriore aumento dell'impiego della moneta, ad esempio nel settore del gas. è riconosciuto che l'UE, attraverso l'euro, può rafforzare la propria sovranità economica e svolgere un ruolo più importante a livello mondiale a vantaggio delle sue imprese e dei suoi consumatori.
La Commissione, insieme alla Banca centrale europea, continuerà a lavorare con gli Stati membri, con gli operatori del mercato e con altri portatori di interessi e invita il Parlamento europeo, il Consiglio e tutte le parti interessate a sostenere gli sforzi volti ad elevare il ruolo internazionale dell'euro. (aise) 

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