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ROMA – focus/ aise - Chiara Dellantonio e Nicola Giordani. Trentini di 30 e 29 anni che vivono a Monaco di Baviera. Ma prima erano stati a Padova, poi a Dublino, infine in Germania. Hanno raccontato la loro storia di italiani nel mondo in questi giorni a Mondo Trentino, ufficio della Provincia Autonoma di Trento impegnata a favore dell’emigrazione.
Di seguito l’intervista dove si raccontano pubblicato sul sito di Mondo Trentino:
“Siamo Nicola, 30 anni di Rovereto, e Chiara, 29 anni di Trento.
Qual è stato il vostro percorso di studi?
Nicola: Ho frequentato la triennale di Ingegneria Industriale a Trento e ho poi proseguito gli studi a Padova con la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica.
Chiara: Io invece ho studiato Matematica. Anch'io ho frequentato la laurea triennale a Trento e successivamente la magistrale a Padova, in parte seguendo Nicola.
Non avessimo studiato entrambi a Trento, non saremmo probabilmente insieme ora, visto che ci siamo casualmente conosciuti sull'autobus di linea che raggiunge la facoltà a Povo.
Dopo gli studi cosa avete fatto?
Dopo gli studi a Padova siamo tornati in Trentino e ci siamo stabiliti a Besenello, esattamente a metà strada fra le nostre città di origine dato che nessuno dei due voleva cedere. Abbiamo lavorato per alcuni anni in Trentino, Nicola come progettista meccanico e Chiara come programmatrice informatica. Nel 2018 abbiamo preso la decisione di trasferirci all'estero per cercare nuovi stimoli e avventure.
Attualmente cosa fate nella vita e dove vivete?
Attualmente abitiamo a Monaco di Baviera, ma non ci siamo arrivati direttamente dal Trentino.
Quando nel 2018 abbiamo preso la decisione di trasferirci all'estero, abbiamo scelto la Germania. Poi però a Chiara è stata offerta un'opportunità lavorativa a Dublino in Irlanda e l'abbiamo colta senza pensarci due volte. Dopo circa un anno, per quanto felici dell'esperienza irlandese, avevamo ancora il pallino della Germania. Chiara ha avuto la possibilità di chiedere alla sua azienda il trasferimento nell'ufficio di Monaco di Baviera e viviamo qui da inizio 2020. Nonostante i vari spostamenti, abbiamo sempre avuto la possibilità di lavorare nei nostri rispettivi campi.
Cosa vi ha portato a spingervi fuori dai confini nazionali italiani ed in particolare dal Trentino?
Il Trentino è meraviglioso dal punto di vista paesaggistico, ma a livello lavorativo offre una realtà che a lungo termine potrebbe risultare limitante. In alcuni ambiti tecnico-scientifici è difficile avere una prospettiva di crescita personale e lavorativa rimanendo in regione. Fuori dalla regione ci sono tante realtà con un respiro più internazionale e una mentalità più aperta che sono più idonee per un giovane ambizioso. Basti pensare come in grandi città con milioni di abitanti le aziende con 1000 dipendenti siano ancora considerate piccole.
Una volta presa la decisione di allontanarsi da Trentino, famiglia e amici, l'opzione estero non è poi un passo così grande. La differenza di stipendi tra Italia e altri paesi europei è senza dubbio un grande incentivo ad uscire dai confini nazionali. Per le nuove generazioni, del resto, la barriera linguistica è facilmente superabile.
Come passate il vostro tempo fuori dal lavoro, avete delle passioni che condividete di cui volete parlarci?
Condividiamo una grande passione per i giochi da tavolo e trascorriamo la maggior parte del tempo libero coltivando questa passione. Nella cultura popolare, ahimè, il termine "giochi da tavolo" è ancora associato ai classici Monopoli e Risiko, ma questi sono solo dei lontanissimi antenati dei giochi attuali, molto più curati, interessanti e stimolanti. Ogni anno vengono pubblicati più di 1500 nuovi giochi durante la fiera più importante del settore, "Internationale Spieltage" che ha luogo ad Essen, in Germania. Questo evento è per noi imperdibile ogni anno. La nostra scelta di dove vivere è stata in parte influenzata anche dal fatto che in Germania la cultura dei giochi da tavolo moderni sia ben radicata già da decenni.
Abbiamo due gatti che, inutile dirlo, ci hanno seguito in tutte le nostre avventure, Irlanda compresa. Avere loro in casa non aiuta con i giochi da tavolo visto che il loro scopo è quello di buttare tutto per terra mentre giochiamo...
Come avete vissuto l'emergenza Coronavirus e come la state vivendo ora?
Ci siamo trasferiti a Monaco poche settimane prima dell'inizio del primo lockdown. Per questioni logistiche avevamo raggruppato le nostre cose, dalle banali posate ai vestiti, in un garage a Trento anziché spedire tutto direttamente da Dublino a Monaco. Siamo partiti giusto con una valigia, fiduciosi di poter recuperare tutto facilmente in poche ore non appena avessimo trovato un appartamento da affittare. Ahimè abbiamo invece dovuto attendere la fine della prima ondata e questo ci ha limitato parecchio inizialmente.
Da lì in poi è stato tutto in discesa. Ovviamente l'emergenza ha reso molto diverso l'arrivo in questo nuovo paese, limitando le possibilità sia di esplorare e conoscere la città, sia di costruirsi un nuovo giro di conoscenze. Attualmente lavoriamo entrambi da casa.
Sappiamo che la Germania è stata particolarmente colpita, soprattutto nella seconda ondata della pandemia. Quali sono state le restrizioni in più rispetto alla prima ondata?
Ogni Bundesland (vagamente equivalenti alle nostre regioni, ma la Germania è una repubblica federale) ha adottato una politica leggermente diversa, seppur con dei criteri comuni a livello nazionale. In Baviera con quest'ultima ondata sono state applicate le misure più restrittive, ad esempio l'obbligo delle mascherine FFP2 anche al supermercato o sui mezzi pubblici. Altre novità dell'ultimo lockdown sono state il coprifuoco in certi orari e maggiori limitazioni sugli incontri con altre persone.
Ci volete raccontare quali sono per voi i luoghi più particolari e significativi della città che vi sta accogliendo, sia da un punto di vista culturale-turistico che personale?
Come detto prima, per via del virus non abbiamo avuto ancora la possibilità di conoscere Monaco a fondo. I nostri due posti preferiti al momento sono l'Olympiapark, area costruita per le Olimpiadi del '72, e il castello di Nymphenburg con il suo immenso parco.
Nel 2015 Monaco è stata riconosciuta da uno studio della società di consulenza globale Mercer come una tra le 20 città con la più alta qualità di vita al mondo, è ancora così?
Non abbiamo vissuto in un numero sufficiente di luoghi per valutare se sia tra le prime 20 o meno, certamente però la qualità di vita è alta dal nostro punto di vista. La rete di trasporti pubblici è eccellente e indubbiamente la migliore tra le città che abbiamo visitato, il sistema sanitario è ottimo e le qualità media delle case molto alta, anche se anche i prezzi degli affitti salgono sfortunatamente di pari passo.
In un futuro prossimo pensate di rimanere a Monaco o avete in previsione di trasferirvi nuovamente altrove?
Al momento siamo molto soddisfatti e pensiamo che rimarremo a Monaco a lungo termine. È difficile da prevedere con certezza dato che sappiamo potremmo essere influenzati da questioni lavorative.
Volete lasciare un messaggio alla Community di MondoTrentino?
Vorremmo lasciare un messaggio in particolare a chi ha una mezza idea di emigrare all'estero ma è indeciso se fare questo grande passo o meno. Uscire dalla comfort zone non solo sul lavoro ma nella vita in generale è sempre positivo per la propria crescita personale, non ve ne pentirete. È normale che l'incertezza su cosa succederà possa inizialmente spaventare e vi faccia desistere, ma non mollate! Non sarà tutto rose e fiori e dovrete affrontare infinite difficoltà, ma sono proprio queste le esperienze che, alla fine, vi faranno apprezzare la vostra decisione... vi faranno sentire vivi”.
Il Museo della Divina Commedia a Bossley Park ospita ora una copia della traduzione di Sir William Samuel Griffith (21 giugno 1845 – 9 agosto 1920) del capolavoro letterario di Dante. Il raro libro, intitolato “La Divina Commedia di Dante Alighieri“ è stato completato dal primo presidente della Corte Suprema d'Australia nel 1912.
“Questo è un altro grande pezzo per la nostra mostra su Dante. Siamo molto entusiasti di poter accogliere un libro così importante che traccia chiaramente una relazione vibrante tra Dante e l'Australia", ha affermato Giovanni Testa, presidente di CNA - Multicultural Services di Sydney.
La italofilia di Sir Griffith, grande federalista australiano, era ben nota ai suoi contemporanei: egli impiegò il suo tempo libero per tradurre non solo la Divina Commedia, ma anche una serie di poesie d'amore tratte dalla Vita Nova di Dante. L'opera letteraria di Griffith dimostra che Dante non è solo per gli italiani. Come sostiene Julius Braun, traduttore e studioso tedesco del diciannovesimo secolo, “Dante è troppo grande per essere il poeta solo della sua nazione. Appartiene all'universo”.
“Nel 2021, CNA ha lanciato il programma “Culturality”, con l'obiettivo di promuovere la cultura italiana oltre la comunità”, ha ricordato Testa. “L'Australia multiculturale continua ad adottare aspetti della cultura italiana e farli propri. Questa tendenza deve essere riconosciuta e incoraggiata e l'anniversario di Dante è una grande opportunità per farlo”.
La traduzione di Griffith trasmette la mente giuridica dell'autore, in particolare quando afferma nella sua prefazione che “una traduzione dovrebbe presentare una vera fotografia dell'originale“. La competenza di Sir Griffith nella lingua italiana è iniziata in gioventù, mentre viaggiava attraverso l'Europa con una borsa di studio e dedicava una parte della giornata allo studio dell'italiano.
“Parla così modestamente del suo lavoro nella prefazione che sembra quasi sgradevole criticarlo“, scrive un recensore dell'epoca. La corrispondenza di Griffith rivela spesso quanta poca soddisfazione egli ottenesse dal suo lavoro di routine come avvocato; la sua traduzione di Dante fu una delle sue uniche consolazioni.
La traduzione di Sir William sarà presentata nell'ambito degli eventi della Dante 700 Week, organizzato dalla Marco Polo - The Italian School of Sydney, che è parte dalla CNA, nell'evento online di mercoledì 24 marzo intitolato “Reading Dante“ di Gianna Di Genua e Marco Testa.
In occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta Dante Alighieri, la Marco Polo - The Italian School of Sydney organizza una settimana culturale dal 22 al 27 marzo 2021 con eventi dedicati alla comunità italofona.
L’iniziativa gode della collaborazione di Allora! Italian Australian News e della Casula Powerhouse e si svolge sotto gli auspici del Com.It.Es. NSW e del Consolato Generale di Svizzera a Sydney, nonché della disponibilità del Club Marconi.
Il primo appuntamento, lunedì 22 marzo, alle 18.30, al Club Marconi prevede un documentario narrativo in italiano dal titolo “Alighieri Durante, detto Dante” sulla vita di Dante, realizzato da Rai Cultura con un’introduzione di Franco Baldi, editore, giornalista e direttore di Allora! Italian Australian News.
Martedì 23 marzo, sempre alle 18.30, presso il Multicultural Community Garden della CNA di Bossley Park, avrà luogo “Dante: The Lecture”, una conferenza sulla vita di Sommo Poeta da parte dell’accademico fiorentino Gianluca Alimeni, professore associato di Studi Italiani alla Macquarie University.
Mercoledì 24 marzo, Marco Testa e Gianna Di Genua presentano online, via Facebook, “Reading Dante” una selezione di letture e commenti dai testi de La Divina Commedia, Vita Nova e Convivio in italiano e inglese, con estratti dal primo traduttore australiano di Dante, Sir Samuel Walker Griffith.
Giovedì 25 marzo, alle 20.00, in occasione del Dantedì, la Casula Powerhouse proietta “La Solita Commedia - Inferno” (2015), una commedia contemporanea in cui Dante viene rimandato sulla Terra per classificare nuovi peccati perché non c'è più spazio all'Inferno.
Venerdì 26 marzo, alle 18.30, al Centro Italia della CNA, prende vita l’apertura ufficiale del Museo della Divina Commedia, ospitante una collezione replica di 115 miniature incorniciate da un’edizione del XV secolo commissionata da Alfonso d'Aragona, Re di Napoli.
Infine, sabato 27 marzo, alle 18.30, la settimana termina con “A cena con Dante”. Cosa avrebbe mangiato il Sommo Poeta? L’evento prevede una tipica e squisita cena fiorentina, con una serie di ricette gustose e raffinate nella loro semplicità per riportare i commensali al XIII secolo d.C.
Le istituzioni, la comunità italofona e le associazioni sono invitate a partecipare. Maggiori informazioni sul programma di eventi sono disponibili sul sito web www.cnansw.org.au/dante700.htm, oppure è possibile contattare (02) 8786 0888 durante gli orari d’ufficio. Gli eventi culturali rimangono soggetti a cambiamenti e alle restrizioni relative al coronavirus. (focus\ aise) 

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