CARÈ (PD): GLI ATENEI ITALIANI PROMUOVANO L’ACCESSO DEI NOSTRI STUDENTI RESIDENTI ALL’ESTERO

CARÈ (PD): GLI ATENEI ITALIANI PROMUOVANO L’ACCESSO DEI NOSTRI STUDENTI RESIDENTI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ - “Sempre più studenti italiani decidono di affidare parte della loro preparazione accademica ad esperienze oltre confine: il 14% dei ragazzi compresi tra i 15 e i 29 anni, il 30% degli universitari”. Così Nicola Carè, eletto all’estero per il Partito democratico.
“Il programma Erasmus”, prosegue Carè, “costituisce solo parte di questo processo: circa 20 mila iscritti nei nostri Atenei partecipano ogni anno a questa opportunità dall’ampio respiro europeo. La richiesta di inserimento nel progetto è aumentata considerevolmente in meno di un ventennio, per l’attrattiva di una preparazione culturale dal respiro internazionale, per questo più completa e valida”.
“Parallelamente, le Università italiane continuano a conquistare studenti stranieri per l’indiscutibile ricchezza culturale del Paese attraverso architettura, design, innovazione, con eccellenze indiscusse nel settore della ricerca scientifica e tecnologica. L’Italia detiene un record indiscusso nel campo delle pubblicazioni accademiche e delle riviste di ricerca in Europa: un primato irraggiungibile nel settore medico, delle scienze naturali, delle scoperte farmacologiche e matematiche”.
“Sono, pertanto, in solido aumento”, spiega il deputato Pd, “i tanti studiosi e universitari residenti all’estero che desiderano acquisire un titolo o un post-diploma nei nostri Istituti: tra questi spiccano i nostri concittadini di seconda e terza generazione che, non dimenticando le proprie origini, desiderano rafforzare la loro identità culturale.
Tuttavia l’accesso a specializzazioni e studi, potrebbe essere frequentemente pregiudicato a causa dell’esistenza del ‘numero chiuso’ in alcuni settori: posti limitati che priverebbero, di fatto, tanti connazionali all’estero dell’opportunità di usufruire di determinati corsi”.
“È pertanto indispensabile” precisa Carè, “intervenire sulla quota loro destinata, incrementandola: operare direttamente sulla legge n. 264 del 1999 che regola l’accesso ai corsi universitari italiani, modificandone il secondo comma dell’articolo 4. Questa mia proposta di riforma di legge scaturisce dall’impegno verso la nostra vasta comunità oltre confine: inserimento agevolato a facoltà di laurea e specializzazioni con una riserva di posti a loro dedicata del 7 per cento”.
“Questa doverosa e necessaria modifica sulla quota riguardante i posti disponibili a concorso”, conclude il deputato, “è il risultato del coro di voci degli italiani ovunque residenti: una richiesta di considerazione e cura. Un’opportuna rettifica sulla legge, totalmente esente da costi aggiuntivi per il bilancio statale: importante dimostrazione e simbolo di protezione e attenzione. Un piccolo eppur grande gesto di riconoscenza verso chi costantemente promuove e diffonde eccellenze e Made in italy nel mondo”. (aise) 

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