CARÈ (PD): RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI ALL’ESTERO UNA SCELTA ANTICOSTITUZIONALE E ANTIDEMOCRATICA

CARÈ (PD): RIDUZIONE DEI PARLAMENTARI ALL’ESTERO UNA SCELTA ANTICOSTITUZIONALE E ANTIDEMOCRATICA

ROMA\ aise\ - “Questa settimana è stata scandita dall’acceso dibattito in Aula sulla Legge n. 1585 di Riforma Costituzionale degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Il Governo, ostinatamente cieco verso i reali problemi del Paese, ha intrapreso una insensata battaglia verso la rappresentanza parlamentare estera, ingaggiando, in realtà, una lotta contro tutta la numerosa comunità di italiani residenti oltre confine. Una maggioranza, quella attuale, che ignora totalmente il fenomeno migratorio, indifferente al Sistema-Italia che prospera all’estero, apatico verso settori economici prestigiosi e attivi: ferma nella volontà di recidere dei legami che al contrario dovrebbe valorizzare e proteggere”. Così Nicola Carè, eletto in Australia per il PD, il giorno dopo l’approvazione della Camera alla riduzione del numero dei parlamentari.
“Condivido queste riflessioni”, aggiunge Carè, “basandole sulla mia esperienza umana e professionale: in 25 anni a capo della Camera di Commercio Italiana in Australia, ho maturato una profonda conoscenza non solo della comunità italiana, ma anche della sua imprenditoria, principalmente composta da piccole e medie aziende. I dati pubblicati dall’A.I.R.E., Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, presentano un quadro preciso del Paese, in cui sei milioni di italiani risiedono oltre i confini nazionali; con essi una vasta presenza di concittadini di seconda e terza generazione, perfettamente integrati, eppure legati all’Italia da radici e tradizioni. Essenziali ambasciatori e consumatori del Made in Italy: promuovono le nostre eccellenze nella comunità di appartenenza, ma soprattutto in quella straniera in cui vivono. Sono una delle principali forze trainanti dell’economia di questo Paese: diffondono il Softpower italiano, stabiliscono primati e contribuiscono a creare ricchezza per l’Italia e gli italiani in Italia”.
“A supporto di queste affermazioni”, prosegue il deputato PD, “vi sono i dati economici relativi all’assetto del nostro Paese: contrazione economica dello 0,2 per cento, deficit in salita, calo dell’occupazione a cui contrapporre l’export, presente ovunque con successo a livello internazionale.
Un valido e moderno sistema costituito interamente dai nostri concittadini che lavorano e prosperano all’estero e per l’estero: abili nel coniugare globalizzazione e identità nazionale; una forza motrice di cui abbiamo indispensabile bisogno. Il nostro compito, quali parlamentari e italiani, è sostenerli, tutelandone le strutture e la rappresentanza parlamentare, già striminzita e insufficiente. E’ opportuna, in realtà, una riforma che consideri i numeri attuali sul fenomeno migratorio italiano in costante crescita: sei milioni di persone che hanno un indispensabile bisogno di Com.It.Es., Co.As.It., C.G.I.E., Strutture Diplomatiche, Camere di Commercio: la rappresentanza che tutti i giorni è la loro voce e opera continuamente con quell’imprenditoria che è nostro dovere rafforzare e premiare”.
“Un universo vastissimo dove spiccano anche gli Istituti Italiani di Cultura, la Dante Alighieri Society, le scuole di lingua: illustri testimonial di cultura e insegnamento delle nostre tradizioni; creatori di ricchezza per il Paese, nonché di radici solide che rinforzano il cordone ombelicale con la madrepatria.
Sono trend maker dell’Italia: strumenti cruciali di divulgazione e benessere. Tutti loro necessitano di collaborazione per accrescere l’internazionalizzazione del Paese e delle imprese. A sostegno di queste affermazioni, i dati economici: nel 2019 abbiamo avuto un più 2,9 per cento (430 miliardi di euro), un terzo del PIL nazionale.
È imperativo sostenere un’eredità, che nessun altro possiede: una risorsa, che tutti ammirano e che proprio le istituzioni governative intendono danneggiare. Ridurre la rappresentanza parlamentare all’estero priverà tutta la cittadinanza del raccordo con la Madrepatria, inviando a livello internazionale un palese messaggio di sfiducia ed incertezza verso i propri figli lontani e investitori”.
“Una forte negatività”, conclude Nicola Carè, “a cui dobbiamo contrapporre entusiasmo, impegno, idee: le chiavi di volta per un incredibile ritorno economico per l’Italia e gli italiani”. (aise) 

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