“COME IN UNO SPECCHIO”: FORMA MERAVIGLI RIAPRE CON GIANNI BERENGO GARDIN

“COME IN UNO SPECCHIO”: FORMA MERAVIGLI RIAPRE CON GIANNI BERENGO GARDIN

MILANO\ aise\ - Forma Meravigli ha riaperto al pubblico il 20 maggio con la mostra “Come in uno specchio. Fotografie con testi d’autore” di Gianni Berengo Gardin, che sarà visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 20, fino al 2 agosto.
Gli spazi di Forma Meravigli sono stati predisposti in modo da consentire l’accesso dei visitatori in totale sicurezza, secondo le norme per la prevenzione e il controllo del Covid-19 nei luoghi di cultura.
È consigliato l’acquisto con prenotazione online del biglietto (questo il link), che consente di scegliere la fascia oraria della visita, organizzando gli ingressi in sicurezza.
Inoltre, la Print Room a cura di Contrasto Galleria offre una nuova opportunità per collezionisti, appassionati e per chi desidera visionare opere in vista di un possibile acquisto. Per garantire la massima sicurezza in questa fase e per offrire una visione esclusiva e personalizzata, l'accesso è su appuntamento scrivendo all’indirizzo contrastogalleria@contrastobooks.com.
“Come in uno specchio. Fotografie con testi d’autore”, inaugurata a Forma Meravigli lo scorso febbraio, è un omaggio a Gianni Berengo Gardin nell’anno del suo novantesimo compleanno e nella sua città d’adozione, Milano. Un progetto espositivo prodotto da Contrasto in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia.
In oltre sessant’anni di carriera, gli scatti del maestro della fotografia hanno raccontato un’epoca. E molti sono stati gli incontri che hanno caratterizzato la sua vita. Proprio da questi ha origine l’idea di questa mostra: ventiquattro protagonisti dell’arte e della cultura hanno scelto e commentato una fotografia dell’immenso corpus fotografico di Gianni Berengo Gardin. Si tratta di registi come Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Franco Maresco e Carlo Verdone, architetti come Stefano Boeri, Renzo Piano e Vittorio Gregotti, artisti come Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis; e poi di Lea Vergine e di Goffredo Fofi, del sociologo Domenico De Masi, di un giovane fotografo come Luca Nizzoli Toetti o di grandi maestri come Ferdinando Scianna e Sebastião Salgado, di scrittori come Maurizio Maggiani e Roberto Cotroneo, di giornalisti come Mario Calabresi, Michele Smargiassi e Giovanna Calvenzi, di Peppe Dell’Acqua, psichiatra dell’equipe di Franco Basaglia, di Marco Magnifico, vicepresidente del FAI e di una street artist come Alice Pasquini. I loro testi, accostati a ciascuna delle 24 foto selezionate, permettono ancor di più di ragionare sul valore di testimonianza sociale ed estetica delle immagini esposte.
Accompagna la mostra il libro “Vera fotografia” pubblicato da Contrasto. L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.
Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentato le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. Gianni Berengo Gardin ha pubblicato oltre 250 volumi e le sue opere sono state organizzate in molte importanti mostre internazionali. Tra i diversi libri, con Contrasto ha pubblicato: Gianni Berengo Gardin (2005), Il libro dei libri (2014), Manicomi (2015), Venezia e le grandi navi (2015), Vera fotografia (2016), La più gioconda veduta del mondo (2019). (aise)


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