COMITES BASILEA: NUOVE MISURE DEL CONSIGLIO FEDERALE CONTRO LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS

COMITES BASILEA: NUOVE MISURE DEL CONSIGLIO FEDERALE CONTRO LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS

BASILEA\ aise\ - Le nuove misure disposte dal Consiglio Federale contro la diffusione del nuovo coronavirus nel territorio elvetico, sintetizzabili nell’impartivo categorico “distanza sociale”, sono state al centro del messaggio che il Comites di Basilea ha voluto mandare oggi agli italiani residenti nella propria circoscrizione.
I nuovi provvedimenti per prevenire i contagi e contenere la diffusione del nuovo COVID-19 a tutela della salute della popolazione, riguardano, in primis, una “maggiore responsabilità”, la quale deve essere “assunta da parte della Confederazione nel fronteggiare il nuovo coronavirus attraverso misure più incisive richiede un importante coinvolgimento da parte di tutta la società civile”.
“Siamo tutte e tutti chiamati ad un sacrificio importante” spiegano ancora dal Comites elencando le principali misure adottate: le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse fino al 4 aprile, così come gli istituti di formazione, su tutto il territorio svizzero. Per la scuola dell’obbligo, i Cantoni possono prevedere offerte di custodia. Ristoranti, bar e discoteche resteranno aperti fino a nuovo ordine, ma con il divieto assoluto di accogliere più di 50 persone. Gli avventori devono inoltre poter osservare le raccomandazioni di igiene e di comportamento dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), in particolare quella di mantenere la distanza reciproca di sicurezza. L’uso dei trasporti pubblici, così come gli spostamenti in generale, devono essere ridotti al minimo e solo nei casi di assoluta necessità. Chi ha sintomi di una malattia respiratoria e chi ha più di 65 anni è invitato a non usufruire dei mezzi pubblici. I datori di lavoro sono invitati a concedere ai loro dipendenti orari di lavoro più flessibili al fine di consentire loro di evitare le ore di punta. L’invito della Confederazione ai datori di lavoro è altresì di accordare, ove possibile, ai dipendenti il telelavoro.
Il Consiglio federale ha, inoltre, introdotto controlli e limitazioni alle frontiere con effetto immediato. Dall’Italia possono entrare in Svizzera soltanto i cittadini svizzeri, le persone con regolare permesso di soggiorno e per motivi professionali (transfrontalieri). Continuano a essere permessi il traffico di transito e il trasporto di merci. - il Consiglio federale ha stanziato 10 miliardi di franchi per attenuare in modo rapido e non burocratico le ripercussioni economiche della pandemia. L’obiettivo primario è continuare a garantire gli stipendi di tutti i lavoratori e lavoratrici fornendo indennità di lavoro. Il Comites ha inoltre invitato “i Connazionali colpiti da eventuali ingiuste interruzioni di salario a segnalarlo alle autorità Cantonali competenti così come alle Istituzioni Diplomatiche italiane presenti nel territorio”, incluso lo stesso Comites.
Tutte le misure di cui sopra prevedono un imperativo categorico: “la distanza sociale”. Il comitato degli italiani all’estero invita dunque tutte e tutti i Connazionali, nel rispetto della salute dell’intera popolazione “ad agire responsabilmente, limitando le uscite ai casi strettamente necessari o per ragioni di lavoro, e soprattutto mantenendo la reciproca distanza di sicurezza, evitando assembramenti, ovvero occasioni di contagio.
Il Consolato d’Italia di Basilea, a partire dal 12 marzo 2020, “ha assunto nuove modalità di ricezione del pubblico presso i propri Uffici, ampliando al contempo il servizio di risposta telefonica 061 689 96 26 e via e-mail segreteria.basilea@esteri.it; e che il Consolato di Basilea ha altresì predisposto sulla propria pagina web una un’apposita sezione costantemente aggiornata. È anche attivo un servizio di sostegno telefonico straordinario per tutti i Connazionali, il lunedì, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18 ai seguenti numeri 076 432 34 66 e 076 441 29 53. “Osservare le misure contro il COVID-19 è un impegno civile in primis nei confronti della nostra vita e di quella dei nostri cari - conclude il Comites -. Che l’esempio dei nostri Connazionali in Italia sia presente nelle azioni quotidiane di tutte e tutti noi. Il nuovo coronavirus è pericoloso ma uniti e forti andrà tutto bene”. (aise) 

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