CONTRATTISTI IN OLANDA E GERMANIA: MERLO RISPONDE A GARAVINI (IV)

CONTRATTISTI IN OLANDA E GERMANIA: MERLO RISPONDE A GARAVINI (IV)

ROMA\ aise\ - Senatrice eletta in Europa, Laura Garavini (Iv) nei mesi scorsi ha presentato due diverse interrogazioni sulle tutele previdenziali del personale a contratto impiegato dalla Farnesina in Germania e nei Paesi Bassi. A rispondere ad entrambe, ieri, è stato il sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo, intervenuto ai lavori della Commissione Esteri del Senato.
Sul fronte-Olanda, Garavini nella interrogazione denunciava “sperequazioni” ai danni dei contrattisti e chiedeva che potesse essere data loro la “possibilità contrattuale della partecipazione ai fondi pensionistici complementari”.
La tutela previdenziale degli impiegati a contratto in servizio presso le rappresentanze diplomatiche all'estero, ha ricordato Merlo, “è assicurata nelle forme previste dalla normativa locale. Così prevede il Decreto del Presidente della Repubblica, che disciplina l'organizzazione del Ministero degli Affari esteri, n. 18 del 1967, all'articolo 158”.
Tale articolo “consentirebbe, nel caso la normativa non preveda forme di tutela previdenziale o statuisca in modo manifestamente insufficiente, di stipulare un'assicurazione presso enti italiani o stranieri. La Ragioneria Generale dello Stato ha, però, più volte ribadito che non è consentito stipulare trattamenti previdenziali diversi ove il sistema locale non consenta di sottrarsi al trattamento base in quanto obbligatorio. E questo è proprio il caso della pensione di vecchiaia statale olandese, che è obbligatoria”, ha precisato il sottosegretario.
“La Ragioneria Generale dello Stato – ha aggiunto – potrebbe autorizzare il Maeci a pagare fondi pensionistici complementari, in aggiunta alla pensione di base olandese, solo se fosse dimostrata l'esistenza di una norma olandese imperativa in tale senso. I capitoli di bilancio per la tutela previdenziale sono, infatti, destinati unicamente a spese di natura obbligatoria”.
La Farnesina, ha informato Merlo, “ha avuto conferma, tramite l'Ambasciata a L'Aja, della non obbligatorietà del trattamento integrativo riconosciuto dalla quasi totalità dei datori di lavoro olandesi, come del resto ricordato dalla senatrice. È in corso un approfondimento al fine di studiare ogni possibile soluzione alternativa che consenta, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, della normativa olandese e delle condizioni imposte dagli Organi di controllo, di garantire a tale personale un trattamento pensionistico adeguato e soddisfacente”.
Quanto alla Germania, Garavini chiedeva chiarimenti circa l’impatto sui contrattisti dell’entrata in vigore del Regolamento 883/2004 - sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale – che entrerà in vigore il prossimo 1° maggio.
Regolamento, ha ricordato Merlo, che “stabilisce che gli impiegati delle rappresentanze diplomatiche italiane negli altri Stati membri dell'Unione europea, nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera, attualmente soggetti al regime di sicurezza sociale italiano, dovranno transitare al sistema del Paese in cui lavorano a partire dal 1° maggio 2020, interrompendo quindi l'iscrizione al regime INPS”.
Secondo il Regolamento, ha sottolineato, “i dipendenti possono fare espressa opzione per rimanere soggetti al solo sistema italiano, anche oltre il termine del 1° maggio 2020. Per permettere tale deroga è tuttavia necessaria la conclusione di un accordo bilaterale tra l'Italia e il Paese dove prestano servizio. La competenza a stipulare l'accordo è del Ministero del lavoro”.
“Per facilitare la conclusione di tali accordi, e, quindi, esonerare i dipendenti a contratto iscritti INPS dall'imperativa applicazione del regime di sicurezza sociale locale”, ha detto ancora il sottosegretario Merlo, la Farnesina “ha avviato, a partire dal 2014, un dialogo con le competenti Autorità degli altri Paesi Ue, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera. Le autorità tedesche hanno sinora dichiarato la volontà di concedere ai contrattisti a legge locale la possibilità di rimanere iscritti all'INPS, oltre il 1° maggio 2020, solo per coloro che andranno in pensione entro il 30 aprile 2025”.
“Per superare questo limite, - ha informato Merlo – l'Ambasciata a Berlino ha incontrato, il 17 gennaio scorso, il locale Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Governo tedesco ha fermamente ribadito la propria posizione, confermando la possibilità di deroga solo ai dipendenti il cui pensionamento è previsto entro il 30 aprile 2025, con qualche limitatissima possibilità di ulteriori eccezioni nel caso in cui tale termine venga superato solo di qualche mese”.
“Per quanto concerne, invece, la diversa posizione degli impiegati con contratto regolato dalla legge italiana, attualmente destinatari di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nel 2015, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviò uno specifico quesito all'Avvocatura generale dello Stato sulla adattabilità dei loro contratti al sistema locale”, ha precisato Merlo, ricordando che l'Avvocatura “confermò la possibilità per il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di dare vita ad un contratto ibrido, modificando parzialmente il contratto a legge italiana, "...ivi introducendo clausole di sicurezza sociale disciplinate dalla normativa locale, in base a quanto previsto dalla normativa europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale...". I contratti a legge italiana degli impiegati che non dovessero rientrare nella deroga parziale concessa dalle autorità tedesche dovranno, quindi, essere adattati per recepire questa normativa”.
Merlo ha anche chiarito che “l'applicazione del Regolamento UE 883/2004 comporta spese inderogabili e obbligatorie, alle quali il Maeci farà fronte sulla base di quanto previsto dalla legge, attingendo al capitolo per il pagamento degli oneri sociali a carico dell'Amministrazione, a prescindere dalla quantificazione degli importi”.
Quanto, infine, alla tutela degli stipendi dei dipendenti a contratto della rete diplomatica in Germania, assunti prima del 1° maggio 2010, Merlo ha sostenuto che “i parametri stabiliti dall'articolo 157 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 consentono eventualmente di rivedere la retribuzione a prescindere dal regime fiscale o previdenziale applicato, nei limiti delle risorse finanziarie previste nella legge di bilancio”. (aise)

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