CORONAVIRUS: 2263 I CONTAGIATI/ 160 GUARITI E 79 MORTI

CORONAVIRUS: 2263 I CONTAGIATI/ 160 GUARITI E 79 MORTI

ROMA\ aise\ - Sale a 2263 il numero delle persone contagiate dal coronavirus in Italia. 160 i guariti, 11 in più rispetto a ieri; 79 i morti, 27 in più di ieri, di età compresa tra i 51 e 101 anni. Questi i dati confermati oggi pomeriggio dal capo della protezione civile Angelo Borrelli nell’ormai consueto aggiornamento pomeridiano, che oggi l’ha visto affiancato dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro.
La situazione più critica rimane quella in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto dove si concentra l’88% dei contagiati e dove sono stati confermati i 27 nuovi decessi: 17 in Lombardia, 7 l'Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 1 nel Veneto e uno in Liguria.
Dei 2263 contagiati, ha detto Borrelli, “mille sono in isolamento domiciliare, 1034 sono ricoverati con sintomi e 229 sono in terapia intensiva”. Questi ultimi sono il 10% delle persone che sono positive al coronavirus.
Quanto all’assistenza alla popolazione, Borrelli ha detto che anche oggi “è proseguita l'attività nella zona rossa garantita dal servizio nazionale della Protezione Civile. In particolar modo, i nostri volontari hanno provveduto a distribuire anche le mascherine chirurgiche nei comuni dei paesi della zona rossa del Lodigiano”.
Oltre 400.000 le mascherine distribuite negli ospedali nelle regioni interessate, ha aggiunto Borrelli, spiegando che “prosegue l'attività di ricerca delle mascherine: stiamo individuando i fornitori ed effettuando altri ordini, così come stanno autonomamente procedendo anche le regioni”. Le 400 distribuite vengono dal Sud Africa, ha confermato il capo della protezione civile, perché “in Italia non c’è un produttore di mascherine”.
A supporto dei medici scendono in campo i sanitari militari: “voglio ringraziare il Ministero della Difesa che ha risposto a una richiesta di supporto da parte della Regione Lombardia”, ha detto Borrelli, spiegando che “sono stati messi a disposizione medici e operatori sanitari della Sanità Militare” che affiancheranno i colleghi lombardi.
Quanto al numero dei tamponi ad oggi “ne sono stati effettuati 25856, con un incremento del 10% rispetto a ieri”.
Il numero delle persone e degli esami risultati positivi anche all’ISS è di 778: numero, ha spiegato Brusaferro, che si discosta leggermente, “nell’ordine della decina”, dal 100% riscontrato nei giorni scorsi. Questo perché, ha chiarito il presidente dell’Istituto, di recente altri laboratori si sono affiancati a quelli del Sistema Sanitario Nazionale: “cominciamo ad avere piccole discrepanze”, ha detto Brusaferro. “Questo è dovuto probabilmente anche al fatto che, per facilitare la tempestiva esecuzione di questi esami, sono stati inseriti nei circuiti anche altri laboratori, oltre a quelli strettamente membri della rete delle Regioni”. Un elemento “estremamente importante che ci consente di differenziare. Parliamo però di piccoli numeri, nell'ordine della decina, che però rende ancora più importante avere una validazione del dato”.
In attesa di avere dati più precisi su casi specifici come la morte di Ivo Celesi e la positività al virus di una neonata, Brusaferro ha invece confermato che si sta “analizzando insieme alla Regione Lombardia, con grande attenzione, l'evoluzione dei nuovi casi nei comuni della cintura bergamasca”. Alla verifica “l’incidenza” dei contagi per “valutare l’opportunità” di allargare la zona rossa.
Sulla approvvigionamento delle mascherine, Borrelli ha detto che oltre alle 400mila dal Sudafrica “credo che ne avremo altre 500.000 fra due giorni. Noi stiamo cercando in tutto il mondo le mascherine e devo dire che stiamo facendo una ricerca capillare. Come sapete in Francia il presidente Macron ha bloccato la vendita delle mascherine per riservarle al loro personale sanitario paese. Noi non abbiamo aziende che le producono, quindi viviamo di importazione”.
Sulle tende che la Protezione civile sta installando per i triage negli ospedali al momento ne sono 309, anche nelle carceri: “è un attività in evoluzione”, ha detto Borrelli. “Ed è più semplice reperirle perché sono le strutture che noi abbiamo come Protezione civile”.
Se tutte queste misure stanno funzionando lo sapremo solo da questo fine settimane.
“Nessuno di noi può avere la certezza dell'evoluzione” del virus, ha detto Borrelli, confermando che “questa settimana è importante per vedere qual è la diffusione del contagio nel nostro paese. Siamo pronti a rivedere le nostre azioni” con maggiore o minore “severità” sulla base “degli scenari”.
Brusaferro, dal canto suo, ha ribadito ancora una volta che “occorre del tempo per capire l'efficacia o l'impatto di alcune misure; c'eravamo dati un arco di tempo di 14 giorni per valutarne l'impatto”, ricordando che c’è un “dato obiettivo” e cioè che i contagi sono “nei focolari primari, con pochi casi in altre parti del Paese”.
“Credo che sia importante, in questo momento, veicolare questo concetto: l’importanza dei comportamenti e della consapevolezza di ciascuno di noi. Non dobbiamo percepire false sicurezze, dobbiamo essere tutti molto attenti ad adottare le raccomandazioni che stiamo condividendo”, ha sottolineato Brusaferro. “lavarsi le mani, distanziamento di almeno un metro, evitare luoghi affollati, avere rispetto degli altri se si hanno sintomatologie respiratorie; l'igiene degli ambienti; evitare abbracci o contatti stretti impersonali”. Tutte queste raccomandazioni sono importanti “per evitare una rapida diffusione dell'infezione”. Questo è l’obiettivo che “vale indipendentemente dal monitoraggio che stiamo facendo nelle aree rosse”.
Dunque rispettare le regole per interrompere il contagio: in questo siamo tutti in prima fila, dentro o fuori la zona rossa. (aise) 

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