CORONAVIRUS: 3296 CONTAGIATI/ 414 I GUARITI

CORONAVIRUS: 3296 CONTAGIATI/ 414 I GUARITI

ROMA\ aise\ - Sale il numero dei contagiati dal coronavirus in Italia, ma cresce anche quello dei guariti. A dare i numeri, come di consueto, è il capo della Protezione civile Angelo Borrelli che nella conferenza da poco terminataha indicato in 3296 il numero dei contagiati, cioè 590 in più di ieri.
Borrelli, in realtà, ha esordito con il “dato positivo” e cioè la guarigione/dimissione di altre 138 persone, numero che fa salire a 414 il totale dei guariti.
41 i decessi: 25 in Lombardia, 8 in Emilia Romagna, 4 in Veneto, 2 in Liguria e 2 in Piemonte. Si tratta di persone che avevano dai 66 ai 94 anni, tutte “fragili”, dice Borrelli, cioè con “diverse patologie”.
L’aumento di contagi è molto rilevante in Lombardia: 280 più di ieri, per un totale di 1777 persone, pari al 54% del totale; in Emilia-Romagna ci sono 142 persone contagiate in più (totale di 658; pari al 20%); 35 in Veneto (totale di 380 persone, 11% del totale).
Il dato complessivo, spiega Borrelli, vede ricoverate con sintomi 1790 persone, in isolamento domiciliare 1155 persone e in terapia intensiva a 351 persone, cioè il 10% della popolazione che complessivamente è affetta dal coronavirus.
Il capo della protezione civile ha quindi assicurato che “non ci sono stati problemi nei nostri ospedali, neanche in quelli della Lombardia che sono particolarmente oberati di lavoro” e confermato che “è in atto un piano di potenziamento delle strutture di terapia intensiva e un’attività di potenziamento delle attrezzature”.
Tornando ai numeri, Borrelli – affiancato oggi da Silvio Brusaferri presidente dell’ISS – ha detto che “il totale dei guariti è il 10,73% rispetto al totale delle persone contagiate, mentre i deceduti rappresentano il 3,84%”. Ricordate e ringraziate le forze in campo – 2269 persone – Borrelli ha concluso citando l’incremento del numero delle tende che sono state destinate al triage (361 in totale).
A Brusaferro il compito di rispondere alle domande dei giornalisti su diversi casi di singoli contagi riportati dalla stampa, nazionale e locale. Il presidente dell’ISS è tornato, come promesso martedì, a parlare della morte del dottor Ivo Cilesi per spiegare che purtroppo il suo quadro clinico non era semplice come appariva, dunque un “fragile” anche lui.
Quanto al tempo che ogni malato passa in terapia intensiva, Brusaferro ha chiarito che, ovviamente, dipende da tante cose, in primis l’età, e che il dato è allo studio dell’IIS. Per avere un quadro di riferimento bisogna aspettare la prossima settimana: “non dimenticate che siamo in fase di chiusura delle prime due settimane”. L’Italia è il primo “Paese pilota” che sta raccogliendo dati che “rappresenteranno anche un patrimonio prezioso per gli altri Paesi oltre che per tutti i nostri sanitari e una garanzia per i nostri pazienti”.
Pazienti che potranno essere curati anche grazie ai nuovi macchinari per terapia intensiva che stanno per essere acquistati attraverso Consip, ha anticipato Borrelli, prima di ricordare che, qualora ce ne fosse bisogno, è pronta ad attivarsi anche la Cross che, in caso di necessità, “trova posti letto di rianimazione nei nosocomi delle regioni limitrofe”.
L’aumento dei contagi che sale di giorno in giorno, Brusaferro ha spiegato: “noi siamo partiti da una fase epidemica focalizzata in due aree ristrette, in Veneto e Lombardia. Quella veneta, per come sta evolvendo, ha avuto una diffusione un po' più rallentata ed è coinvolto un numero minore di casi; quella lombarda, invece, ha coinvolto persone anche delle zone, delle città vicine e si è espansa”. La maggior parte di casi di contagio è in questa “zona rossa” in cui “si stanno ancora sviluppando nuove positività, per via dei contatti tra le persone”.
Anche a causa “della mobilità dei cittadini nella loro normale attività” il virus “è in molte altre regioni, dove ci sono piccoli focolai che nascono perlopiù da contatti nelle zone di Lombardia o Veneto”.
Questo per dire che “è difficile oggi immaginare quali sono gli effetti dei contatti che abbiamo avuto nell'arco del tempo”.
Una considerazione che ha fornito a Brusaferro lo spunto per rilanciare un appello alla responsabilità di tutti: “è importante sottolineare il ruolo di ognuno di noi: perché le misure di contenimento sono importanti, sono necessarie, il Governo le sta adottando, ma è altrettanto vero che è importante come noi ci comportiamo”. Tutti, ha ribadito, “dobbiamo essere consapevoli che un nostro comportamento determina la possibilità di diffondere l’infezione. Nessuno può sentirsi immune dalla possibilità di contrarre l’infezione. Tutti dobbiamo essere coinvolti nell’adottare le misure che riducono la circolazione del virus. Solo questo ci può aiutare a rallentare la curva crescente”.
Infine, Brusaferro ha rilanciato le raccomandazioni igieniche ricordando come esse siano fondamentali per bloccare l’epidemia. (aise) 

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