CORONAVIRUS: 7985 CONTAGIATI/ ALTRI 102 GUARITI E 97 MORTI

CORONAVIRUS: 7985 CONTAGIATI/ ALTRI 102 GUARITI E 97 MORTI

ROMA\ aise\ - Altre 102 persone in Italia sono guarite dal coronavirus. In totale, i guariti diventano 724. Parte da qui, dalla “buona notizia”, il presidente della protezione civile Angelo Borrelli che nella conferenza stampa pomeridiana – affiancato oggi prima dal ministro Boccia e poi dal Direttore del dipartimento malattie infettive dell’ISS Giovanni Rezza – ha dato i numeri aggiornati della diffusione del virus in Italia. 97 le persone morte oggi, quasi tutte in Lombardia; dall’inizio dell’epidemia in Italia sono morte 463 persone. Quasi tutte molto anziane e con diverse patologie.
Attualmente le persone positive al coronavirus sono 7985, 1598 in più di ieri: 4316 sono in ricovero in strutture ospedaliere con dei sintomi; il 10% è in terapia intensiva e subintensiva, mentre circa 3000 sono in isolamento domiciliare.
Prosegue su tutto il territorio anche l’attività di distribuzione dei materiali: Borrelli ha spiegato che questa sera inizierà la consegna dei 325 ventilatori respiratori per le terapie intensiva e subintensiva. Prosegue la consegna delle mascherine e degli altri dispositivi protezione individuale (al momento ne sono state consegnate più di un milione).
Domani – ha anticipato Borrelli – ci sarà una consegna importante di circa 100.000 mascherine negli istituti penitenziar, dove sono state montate anche 80 tende per il pre triage.
Intervenuto brevemente prima di Borrelli, il Ministro Boccia ha spiegato che, d’accordo con tutti i presidenti regionali, si è deciso di chiudere le stazioni sciistiche in Italia per via della “irresponsabilità” riscontrata nei giorni scorsi.
“Abbiamo dovuto prendere atto, nostro malgrado, dopo le segnalazioni di alcuni amministratori e presidenti di regione che il buon senso che spesso abbiamo chiesto non solo non c'è stato, ma in alcuni casi c'è stata anche un'operazione di marketing a dir poco vergognosa”, ha detto Boccia riferendosi ad una pubblicità di vacanze sull’Abetone rivolta agli studenti, viste le scuole chiuse. Una cosa “inammissibile” che è stata “stigmatizzata all'unanimità”. Persone che invitavano a “vacanza assolutamente fuori luogo” così che, per tagliare la testa al toro, come si dice, “abbiamo deciso all'unanimità con le regioni e con il governo di chiudere tutti gli impianti sciistici del paese attraverso una ordinanza protezione civile”.
Anche Boccia, come altri prima di lui, ha voluto sottolineare l’importanza delle scelte personali: “l'assunzione di responsabilità delle famiglie e dei singoli è il primo impegno che deve essere mantenuto. Quando non c'è, allora interviene lo Stato con tutta la sua forza”.
Il professor Rezza, invece, è intervenuto, interpellato dai giornalisti, sul tasso di mortalità e sulle differenze tra Italia e Cina.
“Se noi andiamo a stratificare i dati abbiamo dati anche un po' più bassi di quelli che erano stati riportare in Cina”, ha detto Rezza. I deceduti in Italia, poi, hanno un’età media più alta perché “purtroppo o per fortuna popolazione abbiamo una popolazione anziana. Tanto è vero che l'età media di decesso è superiore agli 80. Il che non è una consolazione”.
Avere dati sui contagiati che, almeno all’inizio, sembrano più alti di quelli della Cina, secondo Rezza è anche dovuto al fatto che “in Italia si è deciso di fare il tampone solo ai sintomatici, restringendo così il denominatore a persone che hanno sintomi e vengono ospedalizzate. Automaticamente, il tasso di letalità della malattia e dell'infezione in generale sembra più alto di quello che è”.
Rezza ha comunque rivendicato la scelta italiana di fare tamponi solo ai sintomatici “per massimizzare i vantaggi” di questa azione.
Quanto alla situazione a Roma, l’esponente dell’ISS ha lanciato una sorta di “allarme preventivo”.
“Abbiamo visto quello che è successo a Codogno”, ha spiegato: “lì era del tutto inatteso che si creasse una situazione così drammatica. Chiaramente non si sapeva che il virus stesso circolando. Adesso, però, è chiaro”. Quindi “se vediamo anche un piccolo aumento in un'altra località che è lontana dalla zona rossa secondo me è giusto attenzionarla subito, visto che adesso “siamo avvertiti””.
La scelta di fare di tutta l’Italia una zona “gialla” va in questa direzione: “preveniamo piuttosto che intervenire dopo”. (aise) 

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