CORONAVIRUS/ 800 ITALIANI BLOCCATI IN AUSTRALIA E NZ: GIACOBBE (PD) SCRIVE A DI MAIO PER SOLLECITARNE IL RIENTRO

CORONAVIRUS/ 800 ITALIANI BLOCCATI IN AUSTRALIA E NZ: GIACOBBE (PD) SCRIVE A DI MAIO PER SOLLECITARNE IL RIENTRO

ROMA\ aise\ - Il senatore PD eletto all'estero Francesco Giacobbe ha indirizzato una lettera al ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, per sollecitare un suo intervento e trovare “una soluzione immediata per il rientro dei tanti italiani temporaneamente in Australia e Nuova Zelanda”.
Un numero “crescente” quello dei nostri connazionali bloccati nei due Paesi oceanici, per i quali lo storico giornale bilingue di Sydney Il Globo-La Fiamma parla di circa 800 italiani con visti temporanei di studio e lavoro; “come crescente è il disagio di quanti non riescono a trovare posti nei pochi voli a disposizione” per tornare in Italia, sottolinea Giacobbe.
Il senatore, che proprio in Australia è stato eletto, ha voluto sottolineare che, “grazie all'eccellente lavoro portato avanti dalla rete consolare e diplomatica Italiana in Australia e Nuova Zelanda, la compagnia aerea Qatar Airways continua a mantenere (e potrebbe anche aumentare) i voli per l’Italia e l’Europa”.
Con la sua lettera Giacobbe ha però inteso “ribadire alcuni suggerimenti” al ministro Di Maio “affinché possa valutare per quanto di sua competenza l'intervento su alcune questioni”, ovvero: “continuare a monitorare l’operatività degli aeroporti in Australia, Nuova Zelanda e nei Paesi di transito per assicurare il mantenimento di voli commerciali; continuare a sensibilizzare la compagnia aerea Qatar Airways (ed altre compagnie aeree) a mantenere, anzi, aumentare, voli commerciali dalla Nuova Zelanda e dall’Australia per l’Europa e l’Italia; e valutare l'organizzazione di voli speciali per l'Italia”.
Il senatore Giacobbe ritiene “sia importante intervenire anche come Unione Europea o quantomeno promuovere azioni congiunte con altri Paesi Europei di origine dei giovani attualmente residenti temporaneamente in Australia e Nuova Zelanda”.
A chiusura della missiva, il senatore si augura che al più presto si possa trovare una soluzione, ribadendo che, per quanto nelle sue possibilità, rimarrà a fare da “sentinella” e “ponte” tra le nostre comunità e il Governo italiano. (aise)


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