CORONAVIRUS: LA GUIDA PER DISTRICARSI TRA I SOSTEGNI ECONOMICI DEL GOVERNO UK – DI BELLONI

CORONAVIRUS: LA GUIDA PER DISTRICARSI TRA I SOSTEGNI ECONOMICI DEL GOVERNO UK – di Belloni

LONDRA\ aise\ - “L’impatto del Coronavirus non riguarda soltanto la salute, ma anche il mondo del lavoro”. Come si legge in un articolo a firma Belloni oggi in primo piano sul portale di LondraItalia.com, “La crisi economica che si abbatterà sul Regno Unito rischia di essere pesante e la gente ha già cominciato a rendersene conto: negozi chiusi, attività sospese, impossibilità di lavorare in tanti settori. I dubbi adesso riguardano le prospettive presenti e future e spesso non sono semplici da chiarire. Ecco perché abbiamo cercato di elaborare una piccola guida in sei punti per aiutare gli italiani che magari sono arrivati da poco in questo paese e si spaventano di fronte a burocrazia e regole britanniche.
Lavoratori dipendenti di aziende private
Nel caso di lavoratori dipendenti da aziende private che non possano svolgere il loro incarico per via delle chiusure necessarie a ridurre la diffusione del contagio, il Governo ha attivato un sistema che prevede di pagare l’80 per cento del loro stipendio per un periodo fino a tre mesi, con un tetto massimo di 2500 sterline al mese. I dettagli tecnici di questo schema di sostegno non sono ancora stati definiti, ma in qualche caso si tratterà semplicemente di stare a casa e ricevere una paga ridotta del 20 per cento dal datore di lavoro che poi si organizzerà con il Governo per il rimborso. In qualche caso, in realtà, ci sono aziende che hanno deciso di corrispondere l’intero stipendio pagando di tasca propria il 20 per cento non assicurato dallo Stato.Le informazioni preliminari su questo schema si trovano a questo link.
I lavoratori con contratto a zero ore o senza tutele
Le persone che non sono dipendenti o hanno contratto a zero ore e non possono lavorare perché non appartengono alle categorie dei lavoratori fondamentali, nel caso in cui siano ammalati o isolati possono cercare di applicare per il sistema di benefit chiamato Universal credit, che assicura fino a 94,25 sterline a settimana. All’inizio questa forma, valida anche per i casi di malattia, si attivava dopo quattro giorni di assenza dal lavoro, adesso invece viene messo a disposizione dal primo giorno. Per applicare bisogna anzitutto ottenere un documento da NHS che conferma che si è malati o in isolamento. Il materiale informativo si trova a questo indirizzo.
Per i liberi professionisti
Le cose cambiano ancora per i circa 5 milioni di self employed o libero professionisti presenti nel Paese, per cui il cancelliere Rishi Sunak ha messo a punto un sistema specifico. Si tratta di un pacchetto di supporto di emergenza, che prevede di assegnare ai self-employed per tre mesi l’80 per cento della media del loro guadagno mensile, registrato nei tre anni passati attraverso il tax return presentato a HMRC, ovvero la dichiarazione dei redditi. Possono accedere allo schema coloro che hanno un guadagno annuale inferiore alle 50mila sterline e il tetto massimo concesso è di 2500 sterline. Se si hanno meno di tre anni di versamenti verrà fatta una media degli anni disponibili, mentre chi si è iscritto come self-employed da pochi mesi non potrà avere accesso allo schema. I soldi verranno assegnati da giugno in poi, per un minimo di tre mesi (ma la durata si può modificare a seconda di come andrà l’epidemia). Non bisogna applicare, ma aspettare che gli uffici di Hmrc mandino la documentazione a coloro che ne hanno diritto, poi compilarla e rispedirla. Nel frattempo, i liberoprofessionisti potranno fare appello all’Universal Credit che in questa fase è stato reso ancora più generoso e potrebbe arrivare anche ad offrire fino a 1800 sterline al mese a una famiglia con figli in cui i genitori non possono lavorare. Nel frattempo, per i liberoprofessionisti che avrebbero dovuto versare a luglio la seconda rata delle tasse è stato previsto un rinvio fino a gennaio del prossimo anno, in modo da non imporre spese ulteriori in un periodo già delicato. A questo indirizzo si possono trovare tutte le informazioni del caso.
Cosa succede a chi viene licenziato per il Coronavirus
Chi viene lasciato a casa dal lavoro per il Coronavirus ha diritto a una buonuscita se è un dipendente, nel caso abbia servito il datore di lavoro per due anni o più. Questa buonuscita è pari a metà della paga settimanale per ogni anno di dipendenza dall’azienda sotto l’età di 22 anni; a una settimana di paga per ogni anno in cui si è lavorato tra i 22 e i 40 anni e a una settimana e mezza all’anno per quelli che hanno più di 41 anni. Il massimo previsto è 15.750 sterline, con un tetto settimanale di 525 sterline.
I benefit a disposizione dopo il licenziamento
Dopo il licenziamento, poi, ci sono una serie di benefit a disposizione. L’Universal credit è pensato per chi non ha lavoro, ha più di 18 anni e meno di 16mila sterline sul conto in banca. Si tratta di uno schema di assistenza che prevede un pagamento mensile e tutti i dettagli per ottenerlo si trovano on line sul sito del governo a questo indirizzo.
Come dimostrare che si è malati
Chi deve dimostrare di essere malato, infine, può evitare di andare dal dottore (anche perché molti ambulatori sono chiusi) e deve compilare la nota di malattia o di quarantena che si trova a questo indirizzo”. (aise)


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