DALLA PARTE DEGLI ULTIMI

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ROMA – focus/ aise – Si svolgeranno a Volterra gli ultimi due appuntamenti con le “Cene galeotte” (www.cenegaleotte.it), progetto ideato dalla direzione della Casa di Reclusione di Volterra e realizzato in collaborazione con Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore Si Scioglie Onlus che dal 2006 fa della struttura toscana non solo un luogo unico di integrazione e solidarietà, ma anche un punto di riferimento per tanti altri istituti italiani che propongono oggi analoghi percorsi rieducativi. Un successo crescente raccontato dai numeri, con oltre 1.000 partecipanti la scorsa edizione e più di 16.000 visitatori dall'esordio di un'iniziativa che propone ai detenuti un percorso formativo attraverso cene mensili aperte al pubblico e realizzate con il supporto – a titolo gratuito - di chef professionisti. Venerdì 7 luglio e venerdì 9 agosto le due date che chiuderanno l'edizione 2019, che ad oggi ha fatto registrare il sold out in tutte le serate andate in scena dallo scorso gennaio. Si rinnova ancora la possibilità di un'esperienza irripetibile per i visitatori, ma anche un momento vissuto con grande coinvolgimento da parte dei detenuti, che grazie al lavoro di sala e cucina acquisiscono un vero e proprio bagaglio professionale. In oltre trenta casi questa esperienza si è infatti tradotta in impiego presso ristoranti e strutture esterne, a pena terminata o secondo l'art. 21 che regolamenta il lavoro al di fuori del carcere. Le “Cene galeotte” confermano la loro natura solidale: il ricavato di ogni serata – circa 120 i posti disponibili (45 euro il costo a persona, 35 per soci Coop) - è interamente devoluto dalla Fondazione “Il cuore si scioglie onlus” a progetti di beneficenza realizzati in collaborazione con il mondo del volontariato laico e cattolico. Questa edizione, in particolare, sta sostenendo organizzazioni onlus e iniziative di solidarietà di respiro nazionale ed internazionale dedicate al mondo dell'infanzia. Le “Cene galeotte” sono possibili grazie al sostegno economico di Unicoop Firenze, al fianco della struttura carceraria di Volterra fin dalla nascita del progetto, che oltre a fornire gratuitamente le materie prime necessarie alla preparazione dei menu assume regolarmente i detenuti per le giornate in cui sono impegnati nella realizzazione dell’evento. L'iniziativa è realizzata dalla Casa di Reclusione di Volterra con la supervisione artistica del giornalista Leonardo Romanelli. Ogni serata vede la partecipazione di importanti cantine, i cui vini – offerti gratuitamente - sono abbinati e serviti ai tavoli con il supporto dei sommelier della Fisar-Delegazione Storica di Volterra, dal 2007 partner storico del progetto impegnato anche nella realizzazione di corsi di avvicinamento al vino tesi a favorire il reinserimento dei carcerati.
Dalla cucina alla sanità, sempre nel segno della cooperazione.
Si è conclusa la scorsa settimana a Beira, in Mozambico, la missione del team italiano coordinato da funzionari del Dipartimento della Protezione Civile con la donazione alle autorità mozambicane da parte del Governo Italiano del Posto Medico Avanzato di Secondo Livello (PMA) istallato tre mesi fa dalla Regione Piemonte accanto all’ospedale della città africana particolarmente danneggiato dal ciclone Dai. Il team, composto in una prima fase da medici, infermieri e logisti della Regione Piemonte e successivamente della Croce Rossa Italiana, ha partecipato alla cerimonia di consegna svolta alla presenza del Direttore Generale dell’“Hospital Central da Beira”, Nelson Duarte Mucopo, dei primari di tutti i reparti, della Direzione provinciale della Salute e di una delegazione del Ministero della Salute del Mozambico. Insieme alla struttura sanitaria italiana sono state donate attrezzature mediche e farmaci.
La missione di assistenza internazionale, nata su richiesta della Commissione Europea agli Stati membri, ha visto su disposizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’attivazione del Servizio Nazionale di Protezione civile per supportare le autorità locali nelle attività di assistenza alla popolazione del Mozambico, colpita recentemente da catastrofiche alluvioni. Infine, Regione Emilia Romagna e Myanmar insieme per sviluppare e sostenere il sistema sanitario universalistico, basato sull’assistenza primaria quale garanzia del diritto alla salute per tutti. È questo il “patto” suggellato dalla stretta di mano tra l’assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna Sergio Venturi e Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e, attualmente, consigliere di Stato della Birmania, ministro degli Affari Esteri e ministro dell’Ufficio del Presidente.
L’incontro è avvenuto nei giorni scorsi durante la missione di Venturi in Myanmar. La missione dell’assessore, inoltre, è stata preceduta da diversi incontri: primo, la serie di visite istituzionali avvenute tra il 2016 e il 2018 da parte del Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar ai servizi sanitari dell’Emilia-Romagna. Secondo, le visite nel Paese asiatico da parte di membri dell’Università degli Studi di Parma e dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania Giuseppe Malpeli. Terzo, ci sono stati anche una serie di scambi, dunque, che hanno portato a mettere nero su bianco un progetto di cooperazione fra assessorato alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna e il Ministero della Salute e dello Sport del Myanmar.
L’obiettivo principale di tale “patto” è l’implementazione di sistemi sanitari universalistici basati sull’assistenza primaria, e cioè tutti quei servizi a cui il cittadino accede direttamente sul territorio (medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, guardia medica).
Con l’Università di Medicina di Yangon, era già stato firmato un accordo con l’università di Parma per erasmus e collaborazioni. (focus\ aise) 

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