DIETA MEDITERRANEA E DINTORNI

DIETA MEDITERRANEA E DINTORNI

ROMA – focus/ aise - L’Italia e la Fao organizzeranno insieme i "Giorni della Dieta Mediterranea", una serie di eventi che si terrà a settembre nell’arco di circa una settimana. L'annuncio è stato fatto dall’ambasciatrice Vincenza Lomonaco, rappresentante Permanente per l'Italia presso l'Onu a Roma, nel corso del convegno "The Future of Food", a Roma, nel quartier generale della Fao. L’evento iniziale dovrebbe essere incentrato sulla storia della Dieta Mediterranea, a partire dai tempi dell’antica Grecia e dell’Impero Romano. L’organizzazione di queste giornate è aperta ad altri Paesi e tra gli obiettivi c’è l’inclusione della Dieta Mediterranea tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ad illustrare le ragioni dell’iniziativa anche il direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, che ha segnalato la notevole perdita culturale, sociale e ambientale legata alla graduale scomparsa delle diete locali sostenibili, compresa la dieta mediterranea.
Il successo della dieta mediterranea sta nello sfruttare da migliaia di anni gli alimenti disponibili in quest'area geografica, spesso coltivati da piccoli agricoltori. "Se consentiamo che sparisca, ciò che andrà perso non è solo la dieta stessa, ma anche tutta la cultura e l'ambiente che hanno permesso il suo sviluppo", ha detto nel corso del simposio di alto livello che si era aperto lunedì presso la FAO. Graziano da Silva ha sottolineato che l'inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni culturali immateriali dell'umanità dell'UNESCO denota non solo i suoi valori in termini di salute e salubrità, ma sottolinea anche suoi i vantaggi culturali, ambientali, sociali ed economici. Raddoppiare gli sforzi per promuovere la dieta mediterranea potrebbe garantire una salute migliore per tutti e contribuire a contenere l'aumento dei livelli di obesità, promuovendo sistemi alimentari sostenibili, tutelando l'ambiente e responsabilizzando i produttori locali, ha aggiunto il Direttore della FAO. Dalla dieta mediterranea al Made in Italy, con Cibus Tec 2019 che, a 4 mesi dall’apertura, è praticamente già sold out. Nel complesso 1.300 aziende (+ 30% rispetto la precedente edizione) che potranno attingere, anche grazie al supporto di ICE-Agenzia, al più grande programma Top Buyer di tutte le fiere FoodTec con oltre 3.000 operatori internazionali provenienti da 70 paesi. Hanno già aderito brand internazionali come Coca Cola, Dean Foods, Del Monte, Fonterra, Jbs, Kraft Heinz, Lactalis, Nadec, PepsiCo, Pinar, Schreiber Foods, Smithfield, Tiger Brands.
E poi l’Italia, che oggi vanta la leadership indiscussa nelle tecnologie alimentari rappresentando, il 32% della produzione dell’UE28 con una occupazione di circa 30 mila addetti che dal 2013 al 2017 è cresciuta di 1812 unità. Più di Germania (1217) e Francia (550).
Sono stati questi, in sintesi, i temi proposti nella conferenza stampa di presentazione di Cibus Tec, dal 2016 braccio operativo di KPE - Koeln Parma Exhibitions Srl - tra le più importanti piattaforme globali dedicate alle tecnologie del Food & Beverage, che si svolgerà alle Fiere di Parma dal 22 al 25 ottobre. L’incontro con la stampa si è svolto la scorsa settimana a Milano alla presenza di Thomas Rosolia, Presidente Koeln Parma Exhibitions Srl -Ceo Koelnmesse Srl, Antonio Cellie Ceo Koeln Parma Exhibitions Srl - Ceo Fiere di Parma SpA e Maria Ines Aronadio, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia. La 52a edizione di Cibus Tec nasce nel segno dell’internazionalizzazione. Saranno presenti in fiera 400 brand esteri del Food & Beverage provenienti da 25 nazioni con una crescita del 30% rispetto al 2016. Tra i Paesi più rappresentati la Germania. Seguono Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera, Francia. Ben nutrite anche le partecipazioni di aziende provenienti da Cina, Usa e Turchia.
Per la prima volta, negli 80 anni di storia del salone, un intero padiglione sarà dedicato alle soluzioni tecnologiche più innovative per Succhi, Latte, Acque, Soft Drinks, Birra, Liquori e Vino potendo contare sulla presenza di oltre 150 tra i principali fornitori italiani ed internazionali tra cui Adue, CFT, Della Toffola, Krones e Sacmi.
Nell’anno dei grandi appuntamenti internazionali, cresce del 20% la sezione Meat forte di un distretto, quello di Parma, che vanta 500 aziende alimentari di settore, e best practice esportate in tutto il mondo. (focus\ aise) 

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