DISSERVIZI DELLE POSTE: TREVISANI E BELLUNESI NEL MONDO SCRIVONO AI RAPPRESENTANTI POLITICI

DISSERVIZI DELLE POSTE: TREVISANI E BELLUNESI NEL MONDO SCRIVONO AI RAPPRESENTANTI POLITICI

BELLUNO\ aise\ - “Le scriventi Testate giornalistiche vogliono mettere in luce il disservizio di Poste Italiane che stiamo subendo ormai da oltre un anno. Parliamo di una distribuzione di più di 100 mila riviste a cadenza settimanale, mensile e trimestrale. Una distribuzione che al momento avviene con enormi ritardi – anche un mese da città a città – o addirittura, in diversi casi, non avviene affatto”. Inizia così la lettera sottoscritta da 15 testate del Bellunese e del Trevigiano, tra cui le associazioni Bellunesi nel Mondo e Trevisani nel Mondo, hanno inviato a diversi Rappresentanti politici, tra cui il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, i parlamentari rappresentanti delle province di Treviso e Belluno, il Governatore del Veneto, Luca Zaia, e tutti i sindaci del due province, in merito al disservizio di Posta Italiane nei loro confronti e nei confronti dei loro abbonati.
“Situazione - continua la lettera - che genera disagi a noi, editori delle pubblicazioni, contro i quali giungono le inevitabili lamentele degli associati e spesso la disdetta degli abbonamenti. Altro problema: la legittima richiesta, da parte degli abbonati, degli arretrati non consegnati, con ulteriori costi di spedizione per le testate. Tutte questioni più volte portate all’attenzione di Poste Italiane, ma finora, nonostante le rassicurazioni a parole, rimaste irrisolte a livello concreto. Non basta inviare ogni settimana un report in cui si indicano a Poste Italiane le mancate consegne, anche perché, molti abbonati, ormai rassegnati, nemmeno lo comunicano.
Poste Italiane si giustifica con la mancanza di postini o la scarsa preparazione del personale, o ancora con il fatto che il comparto del servizio postale è in perdita. Risposte non accettabili, tanto più che il bilancio di Poste risulta in attivo e che l’azienda è beneficiaria di contributi statali per l’attività che svolge. Non dimentichiamo inoltre che è controllata per il 60% dallo Stato italiano.
Non possono essere gli utenti finali a pagare le problematiche gestionali interne di Poste. Per questo noi, rappresentanti di diversi periodici bellunesi e trevigiani, abbiamo deciso di intraprendere un’azione unitaria a livello politico. Si tratta infatti di un tema non prorogabile che interessa tutto il territorio e non solo qualche azienda o associazione privata, che riguarda la consegna di tutti i tipi di corrispondenza e non solo dei periodici. Ne va del futuro dell’informazione, ma anche di un servizio essenziale come quello della distribuzione postale. Anche perché non c’è ancora la possibilità di limitarsi a offrire un servizio digitale, dal momento che una grande fetta della nostra utenza è anziana e utilizza il mezzo cartaceo per informarsi; non garantire loro questo sevizio andrà di certo a ledere il futuro dell’informazione e non solo”.
Le testate, si sono dunque rivolte direttamente ai rappresentanti politici per chiedere il raggiungimento di due obiettivi principali: il primo è quello di ottenere un risarcimento da Poste Italiane per il danno d’immagine patito e per il costo aggiuntivo che le testate danneggiate si sono dovute sobbarcare per la ristampa delle riviste non consegnate e la loro relativa rispedizione; il secondo obiettivo, invece, è quello di avere da Poste Italiane un servizio puntuale e di qualità. (aise) 

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