DL CODICE ROSSO: L’INTERVENTO IN AULA DI FANTETTI (FI)

DL CODICE ROSSO: L’INTERVENTO IN AULA DI FANTETTI (FI)

ROMA\ aise\ - Il senatore Raffaele Fantetti, eletto all’estero con Forza Italia, è intervenuto nella discussione generale in Assemblea sul D.L. cosiddetto "Codice Rosso" contro la violenza sulle donne, al quale il Senato ha dato ieri il via libera.
Ricordando l’impegno delle Nazioni Unite con la Dichiarazione del 1993 contro la violenza di genere e quello dell’Unione Europea che 2011 ha siglato la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, la cosiddetta Convenzione Istanbul, Fantetti ha volto lo sguardo all’Italia, dove Istat e Cnr hanno tentato di rilevare un fenomeno "di difficile misurazione nella realtà, perché in larga parte sommerso".
"In Italia la cosiddetta legge sul femminicidio (legge n. 119 del 2013), disposta a seguito della ratifica della Convenzione di Istanbul, ha previsto l'adozione di un piano straordinario contro la violenza sessuale di genere, oltre a una serie di misure in campo penale", ha rammentato Fantetti. "Il primo piano, di durata biennale, è stato adottato nel 2015 e finanziato con circa 40 milioni di euro, di cui però solo la metà è stata effettivamente poi impiegata. Nel 2018 sono stati finanziati 31 milioni. Il sottosegretario Spadafora, presente in Aula, ci ha appena aggiornato sul prossimo piano strategico, in via di approvazione definitiva, che dovrebbe cominciare a essere implementato a breve, e prevede 37 milioni di euro: una cifra in leggero aumento - e questo è positivo - divisa tra interventi specifici (7 milioni) e uno di carattere più generale di 30 milioni, sul quale il Governo relazionerà a breve".
Il disegno di legge ieri all'esame del Senato "riproduce, invece, il testo approvato dalla Camera lo scorso 3 aprile, emendando quello di iniziativa del Governo sul cosiddetto codice rosso. Viene previsto l'obbligo per il pubblico ministero di sentire entro tre giorni le vittime di presunti maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, atti persecutori e reati collegati".
Il testo inoltre, ha evidenziato il senatore Fantetti, "ha assorbito le proposte di legge di analogo tenore, tra cui quella a prima firma della deputata Giusi Bartolozzi, che ha più volte insistito durante l'esame in Commissione giustizia per rimarcare l'impegno profuso sul tema della violenza di genere da diverse parlamentari del Gruppo Forza Italia, a iniziare dalle colleghe Carfagna e Prestigiacomo, che si battono da lungo tempo in difesa delle donne vittime di violenza".
Raffaele Fantetti ha poi voluto sottolineare "due buoni risultati" ottenuti dal Gruppo Forza Italia nella lettura presso la Camera dei deputati. "Il primo è l'introduzione nel testo del reato del cosiddetto revenge porn, la porno vendetta, proposta sostenuta da Forza Italia. La maggioranza ha dovuto accettare l'intervento per contrastare la diffusione di video o immagini a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati senza il consenso delle persone rappresentate. Il secondo risultato è stato l'introduzione, sempre grazie a due emendamenti a firma della deputata Carfagna, delle norme contro i matrimoni forzati e l'utilizzo del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, per le borse di studio in favore degli orfani di crimini domestici e per misure di sostegno e di aiuto economico in favore delle famiglie affidatarie".
Fantetti, in qualità membro della Commissione di indagine sul fenomeno del femminicidio istituita in questa legislatura, aveva presentato anche degli emendamenti "frutto dell'esperienza di lavoro maturata in questi mesi dalla Commissione sulla scorta di numerosi incontri e audizioni, ma anche del lavoro egregio compiuto da una simile Commissione nella precedente legislatura. È un peccato, al riguardo, che la maggioranza non abbia ritenuto doveroso o quanto meno opportuno farli propri, forse per la solita fretta di preferire un risultato di immagine su uno di maggiore sostanza giuridica".
"Eppure", ha concluso Fantetti, "la situazione è tale che nel nostro Paese si sono registrati oltre 600 femminicidi negli ultimi quattro anni. La stragrande maggioranza di essi è stata definita primitiva per le modalità di esecuzione. È ora di dire basta e di dimostrare che la risposta del legislatore non permetterà ulteriormente ad alcuni membri della nostra società di violare fondamentali diritti umani, inalienabili, alla base della vita, della libertà e della sicurezza: in una parola, attentare con la violenza sulle donne alla stessa umanità del nostro genere". (aise)


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