ECCELLENZE TRICOLORI

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ROMA – focus/ aise - Organizzato da Apt Servizi Emilia Romagna, in collaborazione con il Consorzio Terrabici, nell’ambito del progetto di comunicazione e marketing sui mercati bike esteri, l’“Emilia-Romagna Cycling Networking Event” va in scena a Rimini dal 13 settembre, a mercoledì prossimo, 18 settembre, e vede undici tour operator specializzati provenienti da tutta Europa, dal Canada, dagli Stati Uniti e dalla Cina partecipare a uno “fam trip” informativo prodotto da “Emilia Romagna Cycling”.
Il programma di appuntamenti è fitto e contestuale alla seconda edizione dell’Italian Bike Festival di Rimini, il Workshop tra buyers e sellers che si svolgerà oggi al Grand Hotel di Rimini.
Obiettivo principale dell’iniziativa lo scouting della destinazione Emilia Romagna Cycling, le strutture, i servizi e la logistica al top dei bike hotels di Terrabici, insieme alle eccellenze e alle tipicità dell’entroterra.
Oggi, al Grand Hotel di Rimini si svolge una presentazione generale per gli ospiti internazionali, con i dettagli sul programma e una spiegazione approfondita sul progetto Emilia Romagna Cycling & Terrabici. Sabato e domenica, invece, sono stati dedicati ad alcuni eventi all’interno dell’Italian Bike Festival, tra cui un focus sul mondo e-bike.
Oggi, sempre al Grand Hotel di Rimini, si svolgerà il Workshop B2B tra i buyers invitati e i sellers del consorzio Terrabici.
Contestualmente, inizieranno i tour guidati in e-bike a tema enogastronomico, con tappe in due note aziende vinicole del territorio romangnolo. Il primo di circa 40km tra i Colli di Rimini e San Marino con tappa degustazione in una cantina di Coriano. Martedì transfer a Fratta Terme per un tour di circa 30km tra le località di Polenta e Bertinoro con una seconda visita tra i vigneti di Sangiovese Doc.
Secondo la rivista britannica diffusa nei giorni scorsi, “THE Times Higher Education World University Rankings”, che stila una delle classifiche più accreditate al mondo riguardo l’istruzione, le scuole “Superiore Sant’Anna” e “Normale Superiore” di Pisa sono i primi atenei in Italia. Nel ranking, le scuole italiane sono 45 in totale.
Nella classifica riferita al 2020 - è pensata per le famiglie e gli studenti che si iscriveranno ai corsi universitari nel prossimo anno - le Scuole universitarie superiori di Pisa, da due anni riunite in Federazione di cui fa parte anche la Scuola IUSS di Pavia, occupano a livello mondiale la 149esima posizione (Sant’Anna) e la 152esima (Normale). Entrambe migliorano la performance e salgono, rispettivamente, di 4 e di 9 posizioni, rispetto all’edizione 2019 del THE World University Rankings. Si tratta di un risultato apprezzabile a livello mondiale, considerando che le università valutate sono salite da 1258 a 1396, distribuite in circa 90 paesi.
Tra i parametri che hanno contribuito al successo della Scuola Superiore Sant’Anna, si segnalano il trasferimento tecnologico (parametro “Industry Income) che la vede tra i primi cento atenei al mondo. Per la capacità di favorire la nascita di imprese spinoff, per i brevetti e, più in generale, per la cosiddetta “terza missione” delle università. La Scuola Normale Superiore si conferma tra le prime cento università al mondo, 72esima, come qualità della didattica (parametro Teaching). Notevole anche il miglioramento per la percentuale di studenti internazionali, come l’aumento delle citazioni che testimonia il rilievo della ricerca alla Scuola Normale Superiore e spiega l’avanzamento di 9 posizioni.
Il THE World University Rankings è una delle classifiche ritenute più autorevoli e attendibili. Oltre al trasferimento tecnologico e al livello dell’insegnamento, gli analisti di THE valutano la qualità della ricerca (“Research”), l’impatto delle citazioni scientifiche (“Citations”), l’internazionalizzazione dello staff accademico (“International outlook”), con metodi di ponderazione per limitare i diversi dimensionamenti delle università. La Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore sono comunque penalizzate dal confronto con istituzioni accademiche di dimensioni notevolmente maggiori, visto che per esempio il numero di citazioni non viene normalizzato in base alla “taglia” degli atenei, pur svettando ai primi posti al mondo (quarto e quinto, per l’esattezza) nella recente classifica del THE sulle “piccole università”.
In un commento congiunto, la Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, Sabina Nuti, e il direttore della Scuola Normale Superiore, Luigi Ambrosio, fanno sapere la loro soddisfazione per la posizione raggiunta e per il miglioramento in graduatoria nonostante l’incremento degli atenei valutati. “Ci gratifica - continua il commento - constatare come siano riconosciuti la qualità della ricerca, l’impatto dell’innovazione e del trasferimento tecnologico e, dunque, il valore che queste attività rivestono per la formazione degli allievi. Sant’Anna e Normale sono due istituzioni pubbliche, oggi federate, diverse per storia ma complementari dal punto di vista scientifico, accomunate dal tratto distintivo di contribuire, per missione, alla valorizzazione del merito a tutti i livelli, quale volano di sviluppo per il nostro “Sistema Paese” e non soltanto”.
“Il livello di finanziamento universitario in Italia - concludono Nuti e Ambrosio - risulta essere non certo equiparabile a quello di paesi come la Germania o la Francia. Tutto il sistema universitario soffre di questo cronico sottofinanziamento della ricerca. Pur con queste premesse, Sant’Anna e Normale guadagnano posizioni con le migliori realtà a livello mondiale e anche le 45 università del nostro paese in classifica dimostrano che c’è possibilità di fare sistema. L’auspicio è che questi risultati, nostri come degli altri atenei italiani, possano facilitare nuove politiche di bilancio per la formazione universitaria e la ricerca scientifica”. Concludiamo con I dati diffusi il 12 settembre dall’Istat, che indicano che nei primi sei mesi del 2019 il Lazio è la prima regione in Italia per crescita dell’export: +26,9% a fronte di una media nazionale del +2,7%. Nel primo semestre dell’anno il Lazio ha esportato merci per 13,9 miliardi di euro, circa 3 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2018.
Molto positivi i risultati delle province di Latina (+56,8%) e Frosinone (+27,3%). Settore trainante si conferma il farmaceutico (con una crescita del 64,4%). In forte crescita anche le esportazioni del settore agroalimentare, dell’abbigliamento e dell’elettronica.
“Si tratta per il Lazio di risultati straordinari poiché sono la conferma di una politica degli investimenti lungimirante che la giunta regionale ha promosso con continuità e convinzione in questi sei anni di governo su tutto il territorio”, ha commentato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. “Ci aspettano sfide difficili, ma il Lazio ha tutte le potenzialità per fare bene e continuare a crescere grazie anche al coraggio e alla determinazione dei nostri imprenditori e a una strategia condivisa con le amministrazioni locali. Dobbiamo consolidare questi risultati e lavorare affinché il nostro tessuto produttivo diventi sempre più dinamico, proiettato sui mercati internazionali e capace di creare nuova occupazione di qualità, soprattutto per i nostri giovani”. (focus\ aise) 

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