EUROBAROMETRO: IN ITALIA MIGLIORA PERCEZIONE UE

EUROBAROMETRO: IN ITALIA MIGLIORA PERCEZIONE UE

ROMA\ aise\ - I risultati dell’Eurobarometro, resi noti ieri a Bruxelles, sono il risultato di una ricerca effettuata da Kantar Public su un campione di 27.601 persone durante il mese di aprile 2018 per il Parlamento europeo. Una prima relazione era già stata pubblicata a maggio 2018.
Da quello che si evince osservando i dati, più del 50% dei cittadini europei che hanno partecipato al sondaggio Eurobarometro ha dichiarato di volere un’Europa più attiva in settori che vanno dalla politica economica alle migrazioni all’uguaglianza di genere.
La lotta contro il terrorismo, la lotta alla disoccupazione e la protezione dell’ambiente sono le tre aree in cui, in media, i tre quarti degli europei si aspettano un’Europa più presente.
Più o meno sulla stessa linea gli italiani: rispetto a dodici temi su quindici sondati, la considerazione nei confronti dell'UE negli ultimi due anni è migliorata.
Una chiara maggioranza degli europei vuole che gli stati membri agiscano insieme sulla scena internazionale. Sette intervistati su dieci pensano che gli stati membri debbano lavorare insieme per far fronte alla crescente influenza della Russia e della Cina (71%), all’instabilità nei paesi arabi (71%) e agli Stati Uniti con la presidenza Trump (68%).
Non bisogna però perdere di vista i bisogni e gli interessi dei singoli paesi. Il 58% degli italiani ritiene, ad esempio, che gli interessi del proprio paese vadano presi in considerazione lavorando con gli altri stati membri, registrando un aumento, rispetto al 2016, del 5%, esattamente come per quanto riguarda la promozione della democrazia e della pace nel mondo, che ha registrato un giudizio positivo per il 43% degli intervistati, a fronte di un 40% con un opinione tendenzialmente negativa.
Migliora la percezione dell’UE
Gli europei considerano che le azioni dell’UE sufficienti superano quelle insufficienti in diverse aree fra cui: l’uguaglianza di genere (46% contro 40%), la politica industriale (42% contro 31%) e la politica estera (41% contro 36%). La soddisfazione degli intervistati cresce anche in aree come terrorismo, con sostanziali differenze tra paese e paese.
Le iniziative UE nella lotta al terrorismo sono considerate adeguate dal 32% degli intervistati, contro il 23% dell’aprile 2016. Per quanto riguarda l’immigrazione, il 26% pensa che l’UE faccia abbastanza, una percentuale in aumento di sette punti rispetto al 2016. Anche in questo contesto, la posizione dell’Italia non registra “strappi” rispetto alla media. L’emergenza migratoria viene percepita come tale, ma non ci sono allarmismi, così come non ce ne sono rispetto al pericolo del terrorismo. Stesso discorso per sicurezza e protezione dei confini: in questo caso l’incremento del consenso verso l’UE si attesta tra gli 8 e i 10 punti percentuali in più rispetto al 2016.
Nonostante questo bilancio positivo, resta comunque la percezione, nel nostro Paese, che l’Unione Europea debba impegnarsi di più. Da quanto risulta, i cittadini italiani al di sopra dei 55 anni restano i più scettici verso l’operato dell’Unione, mentre i più giovani appaiono quelli meglio disposti. (aise) 

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