EUROPEE, CANDIDATO IN SLOVACCHIA CON EDS ANCHE L’ITALIANO ANTONIO PARZIALE

EUROPEE, CANDIDATO IN SLOVACCHIA CON EDS ANCHE L’ITALIANO ANTONIO PARZIALE

BRATISLAVA\ aise\ - “Sessantasei anni, imprenditore, diplomatico, italiano trapiantato in Slovacchia da oltre trent’anni. Il fondatore, dieci anni fa, del partito Európska demokratická strana‎ (EDS) Antonio Parziale si presenta come capolista della formazione di centro alle correnti elezioni europee, auspicando il raggiungimento del 5% necessario per l’elezione di almeno un europarlamentare”. Così si legge nell’articolo pubblicato sul quotidiano “Buongiorno Slovacchia”, diretto da Pierluigi Solieri.
“Nelle schede elettorali che saranno consegnate a chi si recherà a votare sabato 25 maggio ci sarà dunque anche il nome del suo partito, di cui Parziale è al numero uno della lista. EDS in Europa è membro del centrista Partito democratico europeo (PDE-EDP), a sua volta inquadrato all’interno della Alliance of Liberals and Democrats (ALDE), oggi terzo gruppo politico al Parlamento europeo.
Antonio Parziale, piuttosto conosciuto nell’ambito della comunità italiana in Slovacchia, da molti anni cittadino slovacco, ha avuto diverse attività imprenditoriali, è stato co-fondatore della prima associazione imprenditoriale italiana in Slovacchia, l’Unimis, e in seguito della Camera di Commercio Italo-Slovacca, di cui è stato nel comitato direttivo per diversi anni. In entrambe le associazioni ha diretto le rispettive riviste, per ultimo il trimestrale Est della Camera, e dal 2011 è Console onorario della Repubblica Moldava in Repubblica Slovacca. Con il partito EDS ha esordito alle elezioni politiche del 2010 ottenendo nel corso degli anni posti di sindaco e consigliere comunale in diversi comuni della Slovacchia.
La Slovacchia può eleggere 14 deputati al Parlamento europeo. Oggi i tredici parlamentari in scadenza appartengono ai partiti Smer-SD (4), Movimento cristiano-democratico (KDH, 2), SDKU-DS (2), Gente ordinaria e Personalità indipendenti (OLaNO, 1), NOVA (1), Libertà e Solidarietà (SaS, 1), SMK (1) e Most-Hid (1). Dei due parlamentari di SDKU-DS, dopo la dissoluzione del partito nel 2018 uno è passato a KDH e l’altro è entrato nel gruppo degli indipendenti.
L’ultima volta, nel 2014, soltanto il 13,05% degli aventi diritto si recò alle urne, facendo della Slovacchia il “pierino” d’Europa. Sono 31 le liste di candidati alle elezioni europee in Slovacchia, presentate da 29 partiti e due coalizioni. Abbiamo fatto qualche domanda a Parziale sulla sua visione dell’Europa nel prossimo mandato.
Secondo lei, cosa avrebbe dovuto fare il Parlamento europeo in questi cinque anni e non ha fatto?
Intanto, bisogna ricordare che il Parlamento europeo non ha il potere di legiferare, ma solo quello di approvare quanto gli viene richiesto dalla Commissione. Questo è uno dei problemi centrali che bisogna affrontare per rilanciare il progetto originario dei padri fonadatori e che i vari governi sono restii a trattare. Fare un bilancio positivo e negativo in poche righe non è possibile. Sicuramente alcune leggi sull’ecologia e sul clima sono molto positive. Molte altre leggi, purtroppo, risentono della pressione delle lobby.
C’è qualcosa di positivo che a suo parere hanno fatto nel corrente mandato i parlamentari europei?
Molti deputati sono assolutamente inattivi ed invisibili. Pochi sono quelli propositivi. La stampa cerca di dare risalto solo ad attività scandalistiche, riguardandi posizioni populistiche e parla poco del lavoro fatto da molti deputati, specializzati in vatri settori. Non è difficile trovare dati statistici sulla presenza e la proposizione di modifiche legislative e regolamentari.
Cosa pensa che si dovrebbe fare per migliorare la funzione del Parlamento europeo? Si dovrebbe aumentarne i poteri?
Non è pensabile poter sostenere la situazione attuale, dove organi non eletti dal popolo [è il cado ad esempio della Commissione europea e del Consiglio dell’UE – ndr] hanno un potere esecutivo e operativo, che un organo elettivo come il Parlamento europeo non ha. Questa è una delle casuse della mancata efficacia della politica dell’UE, che è lasciata sempre in mano a burocrati (legati alle lobby) oppure a organizzazioni specializzate, che non hanno nulla di politico e che sicuramente allontanano il cittadino dall’Istituzione.
Quale contributo pensa che potrebbe dare il suo partito alla rappresentanza della Slovacchia in Europa?
Il mio partito da anni contribuisce a promuovere la Slovacchia in ambito comunitario, tramite conferenze e riunioni politiche, in quanto è membro di EPD-PDE, a sua volta frazione di ALDE. Inoltre, è membro di IED – Intitute of Eurepean Democrats.
Perché gli elettori slovacchi dovrebbero votare EDS? E perché un italiano?
EDS è un partito con precise connotazioni europeiste. Promuove un’integrazione più forte e non si nasconde dietro teorie populistiche. Solo una forte UE puo affrontare le sfide dei nostri tempi. È in atto una globalizzazione inarrestabile, e senza una politica estera, di difesa, sociale ed economica comune, i nostri popoli, le nostre radici, le nostre culture, la nostra storia rischia di essere travolta. Non voglio fare una battuta, ma nel giro di pochi anni potremmo essre costretti a parlare cinese o arabo, senza accorgercene. Nessuno come me può rappresentare le esigenze di attualità e contribuire a promuovere le soluzioni ed i cambiamenti necessari: sono nato in Italia, da oltre 35 anni vivo in Slovacchia, rappresento la Moldavia, lavoro con patner italiani, cechi, ungheresi, rumeni, russi, ukraini, kazaki eccetera. Credo di avere esperienza e capacità necessarie per lavorare alle sfide che stiamo vivendo.
Cosa pensano in Slovacchia degli italiani dopo l’emersione nell’ultimo anno delle frodi e infiltrazioni della ‘ndrangheta anche nella politica slovacca?
Purtroppo questo è un grosso problema, perché quello che è successo lo scorso anno e l’infiltrazione mafiosa, coperta da parti del governo slovacco, danneggia tutti gli italiani. Nonostante la mia lunga residenza e le tante attività avute in questo paese, spesso mi sono sentito accusato di [essere] mafioso o ndranghetista. Non è una senzazione piacevole. Per fortuna, ho una moltitudine di amici e gente che mi conosce bene e quindi non devo giustificarmi più di tanto. Ultimamente ho avuto, da parte di molti slovacci, pubbliche manifestiazioni di stima e di solidarietà, che non mi aspettavo.
Quale è stato in questi dieci anni di storia il contributo del suo partito EDS alla politica della Slovacchia?
Purtroppo, per fare politica oltre alle idee servono anche i soldi, ed il mio partito non ne ha mai avuti. Quindi ho lavorato con volontari, giovani e con tanto impegno. I risultati non sono visibili al pubblico, ma sul terriotiro il partito ha avuto ed ha diversi sindaci, consiglieri comunali e deputati regionali. Mentre a livello parlamentare ha collaborato con diversi deputati, per esempio Igor Hracko (OĽANO) ed Alena Basistova (ex Siet’), che hanno aderito al PDE-EDP come persone fisiche e collaborato direttamente con EDS.
Come giudica la posizione della Slovacchia e del Gruppo di Visegrad nei confronti dell’Europa, e il suo rifiuto di solidarietà anche nei confronti dell’Italia – ad esempio nel campo dell’immigrazione?
Non sono certo io a confermare che il tema „immigrazione” è uno dei temi che sono gestiti in maniere pessima dai responsabili di Bruxelles. Con tutti i miliardi che si spendono per cose inutili, con poco si poteva intanto informare meglio le popolazioni sui vari provvedimenti presi, mentre si è permesso che si parlasse solo e soltanto dei barconi stracarichi di migranti in arrivo nei porti italiani e greci. Si è parlato pochissimo o quasi nulla del sistema mafioso e illegale della gestione di questa massa di sventurati, che paga cifre esose per arrivare in Europa, attratti soprattutto dalla possibilita di sfruttarne i vantaggi dell’accoglienza. Per non dilungarmi, posso ricordare che mio padre aveva alcuni fratelli nati in USA, durante un periodo in cui i miei nonni vi erano emigrati. Ebbene, nonostante questo legame di sangue, per poter espatriare negli USA, per lavoro, ha dovuto aspettare quasi 11 anni, in attesa del ricevimento della „famosa – carta verde”, con la quale è potuto partire.
Cosa pensa delle modalità del voto per le europee?
Il diritto al voto dovrebbe essere riconosciuto a tutti i residenti europei in altri paesi dell’UE. Si è fatta poco informazione, e c’è tuttora molta confusione, sul fatto che il residente all’estero (italiano o di altro paese) per le elezioni europee ha il diritto di scegliere di votare per le liste del proprio paese oppure, registrandosi presso il comune di residenza slovacco (entro il 15 aprile), per i candidati delle liste slovacche. Ancora oggi, qualche amico mi chiama informandomi che ha ricevuto l’invito dell’Ambasciata di recarsi a votare in Consolato e puntualmente devo spiegare (con difficoltà) che in Consolato potrà votare per le liste italiane e non per me o per i candidati delle liste slovacche”. (aise) 

Newsletter
Archivi