EUROPEE: LE ACLI SVIZZERA INVITANO GLI ELETTORI A VOTARE

EUROPEE: LE ACLI SVIZZERA INVITANO GLI ELETTORI A VOTARE

LUGANO\ aise\ - La Presidenza delle ACLI Svizzera riunitasi a Zurigo il 4 maggio 2019 ha preso posizione sulle prossime elezioni europee, invitando gli oltre due milioni di cittadini residenti nella Confederazione in possesso di una cittadinanza di un Paese dell’UE a partecipare al voto per scegliere i 751 rappresentanti che siederanno nel Parlamento europeo.
Di questi potenziali elettori, oltre 630.000 hanno la cittadinanza italiana. Gli svizzeri (residenti in Svizzera e all’estero) in possesso anche della cittadinanza di un Paese dell’UE sono invece quasi un milione.
Le ACLI Svizzera partecipano al dibattito pubblico, offrendo occasioni di studio e di approfondimento come il dossier nel numero di maggio del bimestrale “il Dialogo” e l’Assemblea della FAI (Federazione ACLI Internazionali) in programma il 15 maggio a Parigi.
L’elezione per il Parlamento europeo, con ogni probabilità, sarà ricordata come una delle più importanti di sempre poiché determinerà la direzione politica che prenderà l’Unione Europea (UE)negli anni a venire. I padri fondatori dell’Europa immaginavano un’identità fondata su valori condivisi, una particolare visione dell’uomo e del mondo. È un’identità molto diversa da quella che viene spesso rivendicata oggi dai populisti. Da un lato l’Europa sta perdendo la propria identità e dall’altro rivendica un’identità sbagliata.
L’auspicio delle ACLI Svizzera è che vi sia un progressivo processo di rinnovamento e completamento delle istituzioni comunitarie, operazione necessaria per restare al passo con l’evoluzione dei diversi sistemi sociali. L’UE come entità sovranazionale ha garantito ai suoi attuali 28 membri 70 anni di pace, un lungo periodo di benessere, di crescita economica, di sviluppo scientifico e tecnologico. Non a caso nel 2012 la UE è stata insignita del premio Nobel per la pace. L’Europa, che è nata dalla cultura del cristianesimo e proprio per questo ha saputo accogliere e contemperare ogni differenza, può essere il più importante soggetto internazionale di pacificazione. La dimensione europea appare come quella più idonea per affrontare le questioni più urgenti come quelle legate alla tutela ambientale, al mercato del lavoro, alla circolazione delle persone, alla formazione e alla ricerca, rispetto alle quali le azioni intraprese dai singoli Stati non risultano più sufficienti.
La richiesta delle ACLI ai governi europei è quella di rafforzare l’Europa sociale e di mettere al centro il lavoro come strumento di crescita relazionale e culturale della comunità, investendo su nuove tutele per le giovani generazioni.
“È necessario proseguire nell’investimento in cittadinanza europea, lo strumento di pace più potente a nostra disposizione: le opportunità di mobilità europea per i giovani devono essere moltiplicate per crescere generazioni di ragazzi che abbiano identità plurime, che riconoscano nell’altro un pezzo della propria esistenza”. Si legge in un comunicato diffuso dalla presidenza ACLI. (aise) 

Newsletter
Archivi