EXODUS: L’ESODO DEI POPOLI NELLE OPERE DI SAFET ZEC A TORINO

EXODUS: L’ESODO DEI POPOLI NELLE OPERE DI SAFET ZEC A TORINO

TORINO\ aise\ - La Basilica di Maria Ausiliatrice, presso il complesso salesiano di Valdocco a Torino, apre i suoi spazi all’arte ospitando l’opera di Safet Zec “Exodus”, un ciclo composto da teleri di grandi dimensioni raffiguranti scene di esodo e migrazione. La mostra – che sarà inaugurata il prossimo 24 ottobre alle 12 – è sostenuta da Missioni Don Bosco che aiuta i giovani nei Paesi svantaggiati attraverso il sostegno ai salesiani che caratterizzano la propria opera con uno stile improntato sulla comprensione e sulla valorizzazione delle realtà culturali, sociali e religiose locali.
Il progetto “Exodus” - presentato e promosso a Torino da AMICI (Associazione Milanese Incontro Cultura e Immagine) – aderisce ai valori e ai temi che Missioni don Bosco sostiene e promuove in particolare attraverso la campagna “Stop Tratta”. Avviata nel 2015 con il VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, per combattere lo human trafficking nell’Africa subsahariana attraverso campagne di informazione e attività di formazione, “Stop Tratta” ha come obiettivo principale quello di fornire un’alternativa alla migrazione e alle morti che ne derivano.
Nel ciclo pittorico EXODUS, che sarà esposto nel cuore pulsante della salesianitá, la Basilica di Maria Ausiliatrice, Safet Zec affronta attraverso temi figurativi resi con straordinaria potenza espressiva, il dramma di quell’esodo inarrestabile che caratterizza il contesto geopolitico mondiale della nostra epoca, richiamando, attraverso grandi teleri, la dimensione biblica di un fenomeno che coinvolge quotidianamente migliaia di vite umane.
Portatore di un dolore profondo e radicato, che nelle sue opere raggiunge vette di grandissima forza emotiva, Zec scuote lo spettatore e lo conduce a riflettere sull’assurdità delle sofferenze, dei traumi fisici e psicologici, ma anche sociali, che intere popolazioni sono costrette a subire.
Dolore, sradicamento, abbandono, perdita della propria identità, ma anche accoglienza e speranza in un futuro migliore sono solo alcune delle sensazioni che suscitano e trasmettono in maniera vibrante le opere di Safet Zec che trovano, infatti, la loro ideale collocazione nella basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, il luogo dove Don Bosco, a metà Ottocento, accoglieva i ragazzi più vulnerabili e emarginati. Safet Zec denuncia la tragedia etica e sociale della migrazione e ne evidenzia con grande pathos la violenza, restituendo enorme dignità a quella che spesso viene percepita come una massa numerica indistinta e mettendo in luce l’umanità e la singolarità di ciascuna persona coinvolta nel fenomeno migratorio.
EXODUS pone lo spettatore di fronte a un’evidenza drammatica e spesso dimenticata da cui Missioni Don Bosco e VIS sono partiti per avviare Stop Tratta: “Qui si Tratta di essere/i umani”, il focus della campagna avviata nei Paesi dell’Africa subsahariana proprio per contrastare il traffico di esseri umani attraverso la sensibilizzazione e l’informazione ai potenziali migranti sui rischi di sfruttamento, violenza e morte che li attendono sulle rotte verso l’Europa. Affinché il diritto alla migrazione sia esercitato come scelta consapevole, in modo da offrire un’alternativa a quell’esodo che spesso per molti rappresenta l’unica possibilità e segna una condanna a morte per molti esseri umani.
Safet Zec, pittore e incisore, è nato in Bosnia nel 1943. Dopo aver frequentato la Scuola di Arti Applicate di Sarajevo e l’Accademia di Belle Arti di Belgrado, diventa la figura di riferimento del movimento artistico chiamato Realismo Poetico, acclamato da tutta la critica europea. Costretto ad abbandonare la Jugoslavia nel 1992 a causa del conflitto che colpisce duramente il Paese, da allora vive a Venezia, pur avendo ripreso un’assidua frequentazione con la Bosnia e in particolare Sarajevo, la città in cui risiedeva all’inizio della guerra.
Curata da Giandomenico Romanelli, insigne storico dell’arte che ha diretto i Musei Civici Veneziani per 30 anni e che ha dedicato a Safet Zec, rifugiato bosniaco a Venezia, un’antologica al museo Correr intitolata Il potere della Pittura, nel 2010, dopo una prima esposizione alla Pietà di Venezia, e una seconda presso l’Oratorio di San Francesco Saverio del Caravita a Roma, Exodus approda dai salesiani di Valdocco nella Basilica di Maria Ausiliatrice.
L’esposizione torinese sarà inaugurata il 24 ottobre alle 21,00 con una meditazione di Enzo Bianchi, della comunità di Bose, e con l’intervento di don Francesco Cereda, vicario del Rettor Maggiore dei salesiani.
Exodus sarà visitabile tutti i giorni fino al 20 dicembre dalle ore 10 alle 16, compatibilmente con le celebrazioni eucaristiche e con i momenti di preghiera richiesti dai gruppi.
Il 6 dicembre alle ore 21 si terrà un concerto con il maestro di cappella don Maurizio Palazzo all’organo e il giovane concertista Gianmario Strappati, tubista e “ambasciatore” di Missioni Don Bosco nel mondo della musica. (aise) 

Newsletter
Archivi