GARAVINI SCHIRÒ E UNGARO (PD): COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA L'IMU

GARAVINI SCHIRÒ E UNGARO (PD): COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA L

ROMA\ aise\ - "Il 17 giugno è il giorno delle grandi scadenze fiscali. Il cosiddetto "Tax day", un incubo da 33 miliardi di euro per milioni di contribuenti residenti in Italia e per decine di migliaia residenti all'estero. Il giorno in cui bisogna versare anche l'acconto per l'imposta immobiliare IMU e la tassa sui servizi comunali TASI". Così in una nota i parlamentari PD eletti in Europa, Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro, che spiegano cosa fare ai “ritardatari” per rimettersi in regola.
In primo luogo, i tre parlamentari Pd ricordano che dal pagamento Imu e tasi " sono esonerati, dal 2015, solo i connazionali iscritti all'Aire che percepiscono una pensione straniera. Infatti grazie ad un emendamento introdotto da noi parlamentari eletti all'estero del PD, è considerata direttamente adibita ad abitazione principale, e quindi esente dal pagamento dell'IMU, l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), titolari di pensione estera, anche se in regime di convenzione internazionale, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso”.
“Con la stessa norma – ricordano ancora Garavini, Ungaro e Schirò – abbiamo inoltre stabilito che sulla stessa unità immobiliare, e per gli stessi soggetti, le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi (successivamente la TASI è stata azzerata). I restanti connazionali che sono titolari di un immobile in Italia e non percepiscono una pensione straniera sono invece tenuti al versamento dell'IMU".
"Ma cosa succede a coloro che non hanno rispettato la scadenza prevista? Chi non ha ancora pagato può ricorrere al cosiddetto "ravvedimento operoso" per un intero anno. Esiste innanzitutto il ravvedimento sprint: entro 14 giorni dalla scadenza – puntualizzano i parlamentari – si applica una sanzione pari allo 0,1% giornaliero dell'importo dovuto, fino a un massimo dell'1,4%, più gli interessi per ogni giorno di ritardo nel pagamento".
"Poi – precisano – si passa al ravvedimento breve: dal 15esimo al 30esimo giorno della scadenza si applica una sanzione fissa pari all'1,5% dell'importo, più gli interessi per ogni giorno di ritardo nel pagamento. Dopo di che si può far ricorso al ravvedimento medio: dopo il 30° giorno e fino al 90° giorno dalla scadenza si applica una sanzione fissa dell'1,67% più gli interessi giornalieri per pagamento".
"Infine si può applicare il ravvedimento lungo: dopo il 90° giorno di ritardo ed entro l'anno dalla scadenza, si applica una sanzione fissa del 3,75% più gli interessi. Trascorso un anno dal termine di scadenza, - concludono – non si potrà più beneficiare del ravvedimento operoso e l'importo di Imu e Tasi dovrà essere pagato con la maggiorazione della sanzione fissa del 30%, più gli interessi". (aise) 

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