GIACOBBE (PD) ALLA PLENARIA DEL CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO

GIACOBBE (PD) ALLA PLENARIA DEL CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL

ROMA\ aise\ - Tanti i temi trattati nella giornata di ieri alla Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero che si concluderà domani alla Farnesina. Tra i presenti alla prima sessione anche il senatore Pd Francesco Giacobbe, che, nel suo intervento, ha voluto toccare diversi argomenti.
A tenere banco, innanzitutto, il testo della proposta di disegno di Legge sulle modifiche del voto all'estero a firma del Presidente della Commissione Affari Esteri ed Emigrazione del Senato, Vito Petrocelli.
Giacobbe ha esordito criticando la "retorica" sentita in sala conferenze internazionali: "di riforma del voto all’estero si è sempre parlato e non si è mai concluso nulla: stavolta mi pare uno scaricabarile. È un’iniziativa parlamentare delle due forze di maggioranza, che contiene alcune posizioni giustificate da chi dice che meglio di così non poteva fare, visto che uno dei due partiti di maggioranza vuole proprio eliminare la Circoscrizione Estero". Proposte come l'inversione dell'opzione per votare e l'ineleggibilità per i componenti dei Comites e del Cgie fanno diventare gli italiani all’estero cittadini di serie b. Che forse a un sindaco di un qualsiasi comune italiano viene impedito di candidarsi al Parlamento?".
"Io sono a favore di una riforma che garantisca e salvaguardi il voto all'estero, una riforma che dovrebbe riguardare e ampliare la più alta partecipazione degli italiani all'estero non solo per le elezioni politiche, ma anche per le elezioni amministrative, regionali ed europee".
Il Senatore ha tenuto a sottolineare che questi tipi di ragionamenti derivano da un fattore fondamentale "una visione distorta in Italia della realtà degli italiani nel mondo dove spesso prevale una visione romantica dell’emigrazione e non si tiene in considerazione le grandi potenzialità e le risorse non utilizzate. Ma gli italiani residenti all'estero - ha continuato - malgrado tutto, il loro contributo lo hanno dato e lo danno in ogni caso; hanno permesso la diffusione del made in Italy, anzi direi che in alcune realtà lo hanno creato, hanno permesso a migliaia di aziende italiane di entrare in mercati nuovi".
"Qualcuno crede che i pochi finanziamenti che ci danno bastino. Sono dei contentini. Non si considera che i contributi economici che vanno alle nostre Comunità sono investimenti. Questo paradigma dovrebbe essere inteso dall'Italia e dai suoi rappresentanti come una opportunità per proiettarsi nel Mondo, una proiezione del Sistema Paese". È per questo che il Senatore ha poi sostenuto che al Governo non si può dire "grazie per le elemosine". "È un problema di cultura e mentalità".
Sul prossimo rinnovo dei Comites e sulla prossima Conferenza Stato Regioni e Cgie ieri sono arrivate le rassicurazioni che si faranno. La “calda speranza” del senatore è che “per i Comites ci sia la più ampia partecipazione e che la Conferenza sia riempita di contenuti ed obiettivi e soprattutto tracci la strada per il futuro”. Il senatore eletto in Australia ha voluto ribadire che in questo contesto è indispensabile sostenere sempre di più sia i Comites che il Consiglio generale con risorse che permettano loro di portare avanti le attività e progetti di fondamentale importanza per le comunità.
Giacobbe ha ribadito tutta la sua contrarietà alla riduzione della rappresentanza degli eletti all'estero anche se oramai appare una cosa fatta con pochissimo spazio di manovra parlamentare.
Sul fronte del riacquisto della cittadinanza per le persone che per naturalizzazione nei Paesi di residenza l'hanno persa: "la soluzione è semplice, la riapertura dei termini per il riacquisto prevista nella legge del 1992. Ci vuole la volontà politica". Il senatore ha anche annunciato di aver presentato in Senato un disegno di legge per estendere fino a sei mesi la dovuta copertura sanitaria agli iscritti all’AIRE che vengono in Italia. Infine, su lingua e cultura per Giacobbe “bisogna superare il concetto attuale per riconoscere che c’è nel mondo una domanda per lingua e cultura italiana. Imparare la lingua italiana e partecipare ad attività culturali sono il primo passo per generare interesse nell’Italia”.
Concludendo, Giacobbe ha assicurato la disponibilità a "lavorare insieme, anche dall’opposizione”. Infine, l’invito ai Consiglieri del Cgie ha detto: “facciamo squadra perché altrimenti, fra 12 mesi, non avremo più nulla". (aise) 

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