Gianantonio Da Re giura il convinto europeismo della Lega alle Fiamme gialle Anfi di Bruxelles-Ue

BRUXELLES\ aise\ - “Gli euroscettici hanno visto l’Europa come un impositore delle leggi e dei regolamenti. In realtà non è così. Serve una costituzione europea. In base alla costituzione europea diventiamo uno stato federale, o federato. Sceglieremo la formula, il mandato, e solo così riusciremo a fare quel passo vanati che è necessario per trasformare questa Europa in una grande nazione”. A dirlo ieri, in video conferenza zoom della Sezione di Bruxelles-Unione Europea dell’ANFI (l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia) non è stato un membro del movimento federalisti europei, ma Gianantonio Da Re, europarlamentare della Lega.
L’occasione è stata la conferenza sulla svolta europeista del partito organizzata per i propri soci dalla sezione di Fiamme Gialle Europe e di Patrioti Italiani ed Europei, come si definiscono gli appartenenti alla Sezione.
“Ricordo a tutti che, ai sensi della lettera c) dell'articolo 1 dello Statuto: l'ANFI "é apolitica, apartitica e non ha fini di lucro". Ed il rigoroso rispetto dello Statuto e dello spirito associativo è sempre stato e sempre sarà la primaria preoccupazione del Vostro Presidente e di tutto il Consiglio di Sezione”, ha ricordato in esordio il Generale Alessandro Butticé, presidente e fondatore della Sezione.
“Sapete tutti che il nome della sezione che assieme a molti di voi ho fondato, non a caso non é semplicemente "Bruxelles", ma "Bruxelles-Unione Europea".
A testimonianza dello spirito profondamente europeista, da "patrioti italiani ed europei", di tutti i suoi membri. “Perché molti di noi prestano o hanno prestato servizio presso le Istituzioni Europee, senza mai aver reciso il proprio rapporto, di servizio e/o ideale, con la Guardia di Finanza. Che ci ha messi a disposizione dell'Ue, ai sensi della legge 1114/62. Ma, soprattutto, perché rispettare i Trattati e la legislazione Ue discende dal nostro giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana ed all'osservanza della Costituzione e delle leggi. Costituzione che, in modo particolare nei suoi articoli 10 e 11, assieme alle altre leggi (tra i quali vi sono, come ben sapete, i regolamenti Ue), danno legittimità costituzionale all'Unione Europea, imponendoci i doveri, oltre che diritti, che ne conseguono”, ha precisato Butticé.
“Prevenendo qualunque equivoco di carattere politico o partitico, che mai dovrà coinvolgere l'ANFI, ed in particolare la nostra Sezione”, ha continuato il presidente della Sezione ANFI, “d'intesa con il Consiglio di Sezione, ho ritenuto interessante per tutti noi avere la testimonianza dell'On. Gianantonio Da Re, sulla nuova visione europea e "neo-europeista" della Lega”.
Autentico europeismo leghista, quello dichiarato da Da Re.
“Io arrivo dal Veneto. Noi siamo orgogliosi della storia millenaria di Venezia di cui siamo orgogliosi. È stato un principio di democrazia che ha dominato il Mediterraneo. La stessa cosa possiamo fare con l’Europa. Un paese di 500 milioni di persone che ha un peso politico mondale fondamentale. Dobbiamo diventare une stato”, ha detto Da Re in un intervento che ha toccato le corde europeiste dei soci della Sezione.
“Quello che lei questa sera ci ha detto a proposito dell’Europa è musica per le nostre orecchie di patrioti italiani ed europei”, ha risposto all’intervento dell’Europarlamentare. Che pur non rispettando forse il pensiero di alcuni residui sovranisti all’interno del partito rappresenta la nuova linea politica della Lega. Ove hanno prevalso soprattutto gli europeisti della prima ora come Da Re. Che in modo estremamente chiaro e molto apprezzato da tutti i partecipanti ha confermato la sincerità e l’irrevocabilità della svolta leghista. Alla quale ha detto aver sempre creduto e fortemente contribuito.
“Appena arrivato a Bruxelles come europarlamentare”, ha ricordato, “ho chiesto al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, che non ho votato, di impegnarsi per mandare avanti un progetto di Costituzione Europea. In modo tale da trasformare l’unione europea non in una sola unione monetaria ma in una nazione. Se un partito d’opposizione chiede la Costituzione, vuol dire che crede nell’istituzione. La vuole rafforzare, la vuole portare avanti. E questo è stato il mio impegno all’interno del gruppo. E ho accolto con piacere questo passaggio generazionale che ci vede sì critici, ma costruttivi”.
“Su questi valori noi ci siamo mossi. Io sono stato tra quelli che ha trascinato il gruppo. Perché ci credo”, ha proseguito l’europarlamentare. “Credo in questa Europa. Credo però in un’Europa che integri soprattutto non tanto le nazioni ma i popoli che la compongono. Senza divisioni. Su questi valori noi ci siamo. Abbiamo fatto uno sforzo politico molto importante. In questo momento è chiaro che a Bruxelles non ci spalancano ancora le porte. Ma ci vedono come una forza che costruisce e non certamente come una forza che distrugge”.
“Costruire l’Europa in una grande Nazione, sola capace di fronteggiare colossi mondiali con i quali dobbiamo oggi confrontarsi”, è stato il filo conduttore del suo intervento.
Numerose le domande da parte dei soci. Molti increduli per tale chiarezza e precisione di visione.
Il Tenente Guido Berardis, Consigliere della Sezione, già Presidente di Sezione del Tribunale dell’Unione Europea, dopo essere stato anche Direttore al Mercato Interno presso la Commissione Europea, ha confermato ad esempio, dopo il Generale Butticé, la sua gradevolissima impressione nell’ascoltare dall’on. Da Re. Che ha detto considerare musica per le sue orecchie da europeista. Però, rimanendo nella metafora della musica, ha chiesto se la Lega non stia suonando in questo momento una bellissima musica. Che non segue però lo “spartito”. Intendendo per spartito lo statuto della Lega e, soprattutto, quello del gruppo politico del Parlamento Europeo, Identità e Democrazia (ID), cui la lega appartiene. Il cui articolo 3 precisa che viene respinta “qualsiasi ulteriore evoluzione verso un superstato europeo. I membri del gruppo ID riconoscono che lo Stato-nazione è il livello più alto possibile in cui la democrazia può funzionare pienamente. Essi si oppongono a qualsiasi nuovo trasferimento di potere dalle nazioni all'UE”.
“Credo fermamente che c’è stato un cambio della Lega non soltanto puramente politico come molti rimproverano, ma che si sia imboccata una strada molto favorevole. Ma chiedo se la Lega, sia a livello nazionale che Europeo, ha l’intenzione di modificare lo spartito per adeguarlo a questa bella musica che abbiamo sentito”, ha chiesto Berardis, considerato uno dei migliori esperti di diritto dell’Ue.
“Tutto cambia e tutto passa. Questo è stato un passo fondamentale all’interno del mio partito”, ha risposto Da Re rassicurando l’ex Giudice della Corte di Giustizia Europea su successive modifiche anche degli statuti. “Sono stato consigliere regionale e sindaco di Vittorio Veneto, 40 medaglie d’oro al valore militare per fatti della Resistenza e per la Prima Guerra Mondiale. E da Sindaco, oltre ad avere fatto costruire una nuova caserma della Guardia di Finanza, ho celebrato la festa del 2 giugno quando non era ancora abitudine farlo”.
“Ci sono cose che si trasformano e cambiano con il tempo, con una evoluzione lenta ma inesorabile, ed è quello che stiamo facendo all’interno di questo movimento. Altrimenti non saremmo passati dal 3, 7% ai numeri attuali. È un cambio generazionale. È chiaro che ci vuole il tempo e che ci sono delle regole da cambiare. Come è stato per il cambio da Lega Nord a Lega Salvini. Un movimento nazionale. Ci vuole il tempo, ma il cambio è iniziato. E lo avete percepito tutti a Bruxelles. Nel modo in cui noi ci siamo mossi da quando siamo entrati. E non sono passati che due anni”, ha concluso.
Apprezzato intervento che da speranza per l’Italia e per l’Europa
“In un momento istituzionale di grande sensibilità per il nostro Paese, penso che questa conferenza sia stata l'occasione per rispondere a molte domande che, da europeisti, ci poniamo tutti. E cui non sempre riusciamo ad avere risposta da quanto riportato a volte confusamente sulla stampa”, ha detto il Presidente della Sezione delle Fiamme Gialle di Bruxelles-Ue nel ringraziare l’europarlamentare per aver accolto l’invito. Che lo scorso anno era stato fatto ad altro europarlamentare leghista. Il quale però non aveva dato seguito all’invito. “Forse perché preoccupato del nostro da sempre dichiarato convinto europeismo”, ci ha detto il Generale Butticé. Aggiungendo che “pur nei limiti dell’apoliticità prevista dal nostro Statuto, e dello stile e correttezza istituzionale e comportamentale della nostra Associazione e della nostra Sezione, ogni domanda al termine di ogni conferenza, anche da parte di europarlamentari, è sempre permessa e benvenuta”.
Il Generale Butticé ha invitato tutti i soci della Sezione a suggerire altri conferenzieri per prossime riunioni della sezione. Su soggetti di interesse associativo. Con particolare riferimento sia al nostro Paese che all'Unione Europea. Compresi euro-parlamentari di altri gruppi politici, che saranno i benvenuti, nei limiti dello Statuto apolitico e apartitico dell’ANFI, a parlare della loro visione di Europa. Ha annunciato a questo proposito che intende già invitare Caterina Chinnici, europarlamentare del PD, ma anche “autentico Magistrato anti-mafia, con la emme maiuscola, e figlia dell’eroico Magistrato Rocco Chinnici. Martire della lotta alla Mafia”.
Il saluto di Antonio Tajani, socio benemerito ANFI
Alla videoconferenza ha anche partecipato all’inizio, per un breve saluto, Antonio Tajani, Vicepresidente del PPE. Lo ha fatto nella sua qualità di Socio benemerito dell’ANFI e della Sezione di Bruxelles-Unione Europea. Tajani ha detto aver partecipato nella mattinata alle esequie di Stato dell’Ambasciatore Attanasio e dell’Appuntato dei Carabinieri Iacovacci. E di avere notato la nutrita rappresentanza della Guardia di Finanza. Riferendosi poi alla crisi pandemica ed alla recrudescenza dei casi di contagio, ha fatto un appello all’ANFI, fatta di “donne e uomini d’ordine, che hanno portato l’uniforme” a rispettare le regole di prevenzione. Ma ha voluto anche ricordare i rischi provenienti dalle organizzazioni criminali, per fatti di corruzione e infiltrazioni delle mafie. “Abbiamo bisogno dei finanzieri, anche di quelli in congedo”, ha concluso.
Dal 2014 l’opera a Bruxelles dei patrioti italiani-europei dell’ANFI
La sezione ANFI di Bruxelles-Unione Europea, creata nel 2014, come indicato dal nome e dal logo, che riporta le bandiere nazionale, europea e belga, è costituita tutta, come ricordato ad ogni evento, da “Patrioti italiani ed europei”. I quali, dopo aver difeso per anni - dall’ottobre 1990, per la precisione, data dell’arrivo presso i servizi anti-frode dell’unione Europea del primo appartenente alla Guardia di Finanza, prima di tutto attraverso il rispetto delle leggi ed il proprio esempio personale - l’Italia in Europa, sentono ora il dovere di difendere anche l’Europa in Italia. Molti dei soci prestano o hanno prestato servizio, oltre che presso la Guardia di Finanza, presso diverse Istituzioni o Agenzie dell’UE. Oltre che in rinomati studi professionali con sede a Bruxelles.
Nel corso di una conferenza sui fondi europei organizzata nel 2019 a Bruxelles, presso la sede della regione Toscana, il generale Butticé aveva messo in evidenza come la storia della Guardia di Finanza abbia accompagnato tutta la storia della creazione dell’Unità d’Italia. “Un’Italia prima divisa in diversi Stati sovrani, spesso in guerra tra loro. Le frontiere dei quali erano appunto sorvegliate dai Finanzieri dei diversi corpi di Finanza nazionali, che a volte non parlavano neppure la stessa lingua, i cui stipendi venivano pagati con monete diverse, e che tutelavano bilanci e finanze nazionali assolutamente indipendenti tra loro.”
Aveva quindi chiesto al numeroso pubblico che riempiva la sala, se la storia della costruzione dell’Unità d’Italia non abbia, almeno in parte, molte analogie con quella della tutta ancora da compiere costruzione europea. “E se l’Italia, con tutti i imiti che pur conosciamo”, ha aggiunto, “è riuscita ad unire, nella lunga penisola italiana, popoli con lingue, tradizioni, monete, economie e culture così diverse tra loro, non possiamo sperare di riuscire un giorno a farlo anche nella nostra amata, e oggi da alcuni persino odiata, Europa?” È una domanda di ancor più grande attualità, dopo le parole di Da Re. Resta il fatto che l’opera dei finanzieri europei in congedo verso il proprio paese è un segno tangibile di come si può essere, nei fatti e non solo con le parole, autentici patrioti. Italiani ed europei. (aise)