GIORNO DEL RICORDO/ UNGARO (IV): EUROPA PIÙ FORTE ONORA VITTIME DELLE FOIBE

GIORNO DEL RICORDO/ UNGARO (IV): EUROPA PIÙ FORTE ONORA VITTIME DELLE FOIBE

ROMA\ aise\ - “Quella del confine orientale è una pagina della storia nazionale ed europea ancora fortemente dibattuta sia perché molti di coloro che ne hanno subito le conseguenze sono ancora in vita sia per il vivo significato storico-politico che questa ha contrassegnato tutta la seconda metà del XX secolo”. Queste le parole di Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, in occasione del Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e delle decine di migliaia di italiani costretti all'esodo dalle ex province italiane della Venezia Giulia, dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.
“Delle atrocità, dell'epurazione etnica che colpì anche chi da italiano si unì o meno ai titini in nome di un'appartenenza politica – continua l’eletto all’estero - si è scritto molto, spesso più per trovare colpe che per sanare ferite. L'Italia del Dopoguerra ebbe poi la colpa di chiudere gli occhi e non riconoscere la condizione degli istriani e i giuliano-dalmati con la stessa attenzione dei connazionali sfollati e in miseria ad esempio a Roma, Milano, Napoli”.
“Oggi – evidenzia ancora Ungaro - non si può e non si deve più dimenticare. Non per alimentare sterile risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro”. L’eletto all’estero renziano sottolinea anche il fatto che questo tipo di commemorazione sia una “responsabilità verso le giovani generazioni”, perché è importante, a parere del deputato, trasmettere a chi non sa che un tempo “Pola, Fiume, Zara, Ragusa, Spalato erano effettivamente territorio italiano. Da qui deve nascere l’impegno per favorire il processo di riaffermazione dei diritti delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia, in base ai principi cui debbono attenersi tutti i Paesi membri dell'Unione Europea”.
Ungaro conclude elogiando le qualità del Progetto Europeo, “un’unione di pace, solidarietà e sviluppo economico, oggi sempre più sostenibile”. Questi, per l’eletto all’estero, sono “i pilastri cui poggia l'unica via per far sopravvivere il nostro Continente. Un’Europa più forte cancella odi e rancori e sconfigge il nazional-populismo che impoverisce socialmente ed economicamente tutti”. (aise) 

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