I PASSI DELLA COOPERAZIONE

I PASSI DELLA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - Nell’ambito del programma PLASEPRI/PASPED, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ufficio di Dakar, ha dato il via ad una collaborazione con le Agenzie di Sviluppo Regionali (ARD) delle sei regioni di intervento del programma (Dakar, Diourbel, Kaolack, Louga, Saint Louis, Thiès) al fine di strutturare un dispositivo incitativo di inserzione nel mondo del lavoro di giovani attraverso contratti di stage.
Come riferisce Francesco Mele in una nota riportata sul portale dell’AICS, il 30 aprile scorso sono state firmate le convenzioni di partenariato fra la titolare della sede AICS di Dakar, Alessandra Piermattei, e i direttori delle ARD di ciascuna regione. Questa collaborazione permetterà di approfondire la conoscenza del settore privato e delle reali opportunità di impiego nelle zone di intervento del programma facilitando il dialogo con il settore privato al fine di inserire 1.200 giovani entro la fine del 2020, per un un anno.
Nei mesi di maggio e giugno si sono svolte le attività di formazione delle équipe delle ARD, ciascuna coinvolta in due giornate di attività organizzate dai colleghi del PLASEPRI/PASPED su quattro moduli tematici: il programma PLASEPRI/PASPED nei suoi aspetti più generali e la comunicazione; la convenzione AICS-ARD e la pianificazione strategica dei primi sei mesi di attività; la gestione amministrativa e finanziaria; il monitoraggio e la valutazione delle attività legate alla convenzione stessa. Durante queste giornate si è discusso anche della futura organizzazione delle fiere di lavoro regionale riportate al 2021 a causa dell’attuale emergenza sanitaria.
Un’opportunità per i partner istituzionali di collaborare alla creazione di un sistema incentivante per la promozione dell’impiego giovanile ma anche un’opportunità concreta per i giovani formati e le imprese di fare incontrare il loro bisogno di competenze qualificate e i giovani formati alla ricerca di impiego.
Inoltre, vista la necessità di organizzare le formazioni a distanza, la reazione positiva delle ARD e la loro capacità organizzativa ha permesso di far progredire le attività senza alcun ritardo rispetto alla pianificazione.
Le prossime attività legate alla convenzione AICS-ARD riguardano lo studio e l’analisi del settore privato regionale, l’analisi dei bisogni in termini di competenze qualificate delle imprese che hanno manifestato l’interesse a inserire i giovani formati e la selezione dei giovani che integreranno le imprese attraverso un contratto di stage.
La realtà delle regioni nelle quali il PASPED opera, da un punto di vista dell’impiego formale, è e resta critica. Partendo da questo assunto, AICS Dakar cerca di promuovere un approccio multistakeholder che riesca a tenere assieme livello istituzionale, settore privato e competenze qualificate. In questa prospettiva, l’inserimento nel settore privato formale senegalese di 1200 giovani è un primo passo per cercare di concretizzare la valorizzazione delle competenze locali e promuovere il rafforzamento del settore privato locale che ancora non riesce a valorizzare adeguatamente tutti quei giovani che hanno realizzato percorsi formativi qualificanti.
È stato presentato a Padova, nella sede di Medici con l’Africa Cuamm, il progetto “Italian Response to COVID-19”: l’intervento è parte di un piano strutturato sviluppato da Cuamm in Italia che valorizza una rete di volontari, professionisti e formatori sanitari collegati all’organizzazione, per portare avanti la risposta al Covid-19 in chiave preventiva, con un’attenzione particolare alle comunità più fragili ed emarginate.
Sostenuto per un anno da USAID (agenzia americana per lo sviluppo internazionale), il progetto coinvolgerà strutture sanitarie e universitarie, associazioni di categoria e gruppi di volontari in tutta Italia. Alla presentazione sono intervenuti rappresentanti di USAID e dell’ambasciata americana in Italia, insieme ai rappresentanti dei gruppi Cuamm sul territorio italiano e dei tanti partner coinvolti nel progetto.
“Il Covid è l’emblema di una salute che va intesa in chiave sempre più globale. È un fronte di impegno su cui, come Cuamm, abbiamo concentrato i nostri sforzi negli ultimi anni con il lavoro dei gruppi sul territorio e dei formatori nelle Università“, ha dichiarato don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm. “Un’esperienza che vogliamo mettere ancor più a servizio delle nostre comunità, in questo periodo di emergenza. Rivolgendoci alle recenti parole del Presidente della Repubblica, che ha richiamato a “un impegno rivolto alla ricostruzione di un tessuto, capace di affrontare i rischi che si manifestano e di rilanciare la fiducia sul futuro”, sentiamo di dover fare la nostra parte e ringraziamo i tanti compagni di strada che ci sostengono, in particolar modo Usaid che è al nostro fianco in questa grande sfida, ma anche tutti i partner, i gruppi e i volontari che si spendono con generosità e dedizione”.
Sensibilizzazione, formazione, ma anche sostegno alle strutture sanitarie e ai gruppi vulnerabili: sono dunque queste le parole chiave del progetto Cuamm.
Formazione sulla salute globale
La pandemia di Covid-19 ha dimostrato con forza che la salute del singolo e delle comunità dipende da dinamiche globali. Il tema della salute globale è al centro dell’azione di Medici con l’Africa Cuamm da anni: il nuovo progetto potenzierà le attività di formazione su questi temi rivolte a professionisti sanitari, in particolar modo ai giovani medici. Fondamentale il network costruito negli anni dall’organizzazione con 39 Università italiane e la collaborazione con il Segretariato Italiano Studenti di Medicina (SISM) Federspecializzandi e Segretariato Italiano Giovani Medici, per un totale di 12.000 giovani medici raggiunti dalle attività di formazione.
Sensibilizzazione delle comunità con i gruppi Cuamm
Come è evidente dalle cronache di questi giorni, dovremmo abituarci sempre più a convivere con il virus in attesa di sconfiggerlo, in questo senso è indispensabile attrezzarsi al meglio per contrastarlo. In aggiunta, il lungo periodo di lockdown da tutti sperimentato ha dimostrato quanto sia cruciale poter contare su comunità coese, capaci di far fronte insieme alla crisi. I 27 gruppi di volontari Cuamm distribuiti in 11 regioni d’Italia diventano strumento prezioso di un lavoro di sensibilizzazione dei nostri territori per costruire una comunità resiliente. Un’attività speciale sarà quella del Treno della salute, realizzato in collaborazione con la Regione Veneto dal 18 settembre al 10 ottobre.
Sostegno ai gruppi vulnerabili: migranti nel foggiano e senzatetto a La Spezia
Un’attenzione particolare sarà dedicata alle fasce più emarginate e meno visibili della popolazione, che nei momenti di emergenza sanitaria sono potenzialmente più esposte al virus o alle sue conseguenze indirette. Come negli ultimi cinque anni, anche durante il lockdown della scorsa primavera, i volontari del gruppo Medici con l’Africa Cuamm Bari hanno continuato a portare avanti le loro attività di medicina di base nei “ghetti” del foggiano, a favore dei migranti impiegati come braccianti nei campi. Attraverso il nuovo progetto verrà data continuità all’intervento presso il “ghetto Pista” di Borgo Mezzanone, potenziandolo ed estendendolo, così da prevenire la diffusione di eventuali nuovi focolai. Completamente nuovo invece l’intervento a favore dei senzatetto nella città di La Spezia, in collaborazione con l’associazione “Vincenziani – Gruppo san Giovanni Bosco”.
Miglioramento delle strutture sanitarie e formazione del personale
Durante la fase acuta dell’emergenza in Italia Cuamm, grazie alla solidarietà di tanti amici e sostenitori, ha donato 5 respiratori a 4 ospedali italiani. Il numero delle strutture pubbliche sanitarie ospedaliere, residenziali e territoriali, supportate da Cuamm si estende ora da 4 a 15, arrivando a coprire 5 regioni. Verranno forniti equipaggiamento e formazione per migliorare le pratiche di igiene, l’assistenza al paziente e la protezione/efficienza del personale potenzialmente esposto al virus anche nei prossimi mesi.
COVID IN AFRICA: CUAMM CONTINUA A ESSERE “CON”
In parallelo, Medici con l’Africa Cuamm è impegnato a fronteggiare l’epidemia di Covid-19 in Africa che si aggiunge a una situazione sanitaria già estremamente fragile. La sfida è quella di mettere in sicurezza ospedali e comunità degli 8 paesi in cui Cuamm è presente, cercando insieme di ridurre gli effetti indiretti del Covid: negli ultimi mesi infatti molte persone hanno scelto di non andare in ospedale per paura del contagio. Molto spesso le donne si trovano a partorire e affrontare le complicazioni del parto in casa. Per questo Medici con l’Africa Cuamm non ha voluto lasciare le aree di progetto nel corso delle prime fasi della pandemia: per preparare la risposta, tenere attivi i servizi salva-vita nonostante il coronavirus e combattere, oltre al virus, la paura che genera nelle persone. Nei 23 ospedali sostenuti, Cuamm è impegnato dunque a garantire la tenuta dei servizi essenziali e insieme ad assicurare mascherine, tute e guanti per il personale sanitario ma anche termometri e saturimetri, oltre che a fare formazione e sensibilizzare le comunità sulla gestione del Covid-19. (focus\ aise) 

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