I VOLTI DEL MAECI

I VOLTI DEL MAECI

ROMA – focus/ aise - Dopo l’ufficio consolare di Berna, è presso il Consolato D’Italia a Basilea che il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, ha portato a termine la sua prima missione durante la crisi covid-19, conclusa ieri, 22 ottobre, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano.
“Un sincero onore per il Console e per tutti i funzionari consolari - hanno spiegato dal Consolato -, ricevere il DG Vignali e l’Ambasciatore Mignano che, con attenzione e impegno, hanno visitato la nostra sede consolare (nota per l’Ambasciatore già Console Generale a Basilea), incontrando l’organico per parlare della situazione in essere e del miglioramento dei diversi servizi offerti alla nostra comunità, con ammirabile devozione, da tutta i collaboratori consolari. Servizi che il nostro Consolato offre ad una comunità numerosa e importante, qual è quella residente nella nostra grande circoscrizione, che abbiamo saputo aggiornare e adattare tanto alla nuova era della digitalizzazione quanto a quella triste del COVID. Servizi erogati ai Connazionali a cui a breve si aggiungerà la carta d’identità elettronica tanto attesa e tanto utile alla nostra Comunità”.
L’attenzione e l’impegno per la comunità italiana in Svizzera hanno spinto Vignali e l’Ambasciatore a incontrare, in seconda battuta, anche i rappresentati più autorevoli degli Italiani all’Estero, ossia il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, e la Presidente del Comites Basilea, Nella Sempio, oltre alla rappresentante del GIR, Marianna Sica.
“Uno scambio proficuo e concreto sulle ricchezze e le problematicità - hanno scritto sempre dal Consolato a commento dell’incontro - ma, soprattutto, i passi avanti compiuti dalla nostra numerosa comunità di Connazionali ivi residenti caratterizzata da una migrazione storica, tradizionale e ben integrata e una nuova mobilità vivace e anch’essa molto cospicua”.
Il rappresentante del Maeci si è complimentato per l’operato del Comites e ha sottolineato l’importanza dell’assunzione di un impegno collettivo nel promuovere al meglio l’informazione verso le prossime elezioni dei Comitati all’Estero che nonostante il quadro incerto dovuto alla crisi pandemica in atto, saranno senza dubbio e, per impegno tanto del DG quanto della Farnesina tutta, caratterizzati da una semplificazione delle procedure di voto per “permettere una più attiva e cospicua partecipazione di tutta la nostra comunità al rinnovo di questi importanti organismi”.
Con il Segretario Generale Schiavone sono state toccate tematiche di dirimente importanza per i Connazionali come gli accordi bilaterali per i frontalieri, le convezioni con i patronati, il rafforzamento dei funzionari nella rete diplomatica svizzera e dello stesso nostro Consolato i cui numeri danno ragione dell’impegno e del gran lavoro svolto da tutti i collaboratori consolari, anche in una situazione di organico non sufficiente e di crisi pandemica da COVID-19 che sicuramente comporta enormi disagi sia alla comunità di connazionali presenti in territorio elvetico che alla possibilità di erogazione dei servizi consolari. Schiavone ha proposto di far ritornare il consolato di Basilea al rango di Consolato Generale, sia per la posizione di cesura internazionale del consolato stesso che per la presenza dell’unico vero aeroporto “internazionale” e per il cospicuo numero di connazionali (106.000).
L’attenzione del DG Vignali e dell’Ambasciatore Mignano si è poi concentrata sulla “nuova mobilità”. I due hanno dunque incontrato alcun esponenti della rete dei giovani GIR, progetto sempre del Comites di Basilea nato dal Seminario di Palermo organizzato nell’aprile del 2019 dal CGIE. Un ricco e vivace progetto che ha trovato nel nostro Consolato e nell’Ambasciata partner istituzionali interessati e partecipi all’attività del gruppo e che ha attirato l’attenzione di Vignali proprio per la capacità di accogliere, sostenere e mettere in rete i tanti giovani italiani che vivono e lavorano in Svizzera. Tra gli esponenti della nuova mobilità vi erano anche rappresentati di diversi campi d’eccellenza elvetici in cui i nostri giovani Connazionali si distinguono quotidianamente, valorizzando e diffondendo le alte performance del nostro Paese nel mondo: da esponenti della Roche, della Novartis, fino all’Ospedale Universitario di Basilea e alla Banca Internazionale.
Una giornata intensa, dunque, e una visita partecipata e molto apprezzata dalla comunità.
Forte identità di vedute nel colloquio, svoltosi alla Farnesina, tra il sottosegretario Ivan Scalfarotto e Thomas Oppermann, vice presidente del Bundestag tedesco. La profonda interconnessione economica, commerciale e sociale, tra Italia e Germania e la necessità di mantenere sforzi congiunti per affrontare un destino comune all’interno dell’Unione Europea, hanno rappresentato i messaggi chiave condivisi nella conversazione.
Scalfarotto ha innanzitutto ringraziato la Germania per l’aiuto concreto portato al nostro Paese all’inizio della pandemia di Covid-19. Ha quindi evidenziato la rilevanza storica del Recovery Fund e la piena consapevolezza, da parte italiana, che sul Paese grava una particolare responsabilità in ragione dell’ingente mole di risorse messe a disposizione per sostenere una trasformazione dell’economia in termini di competitività, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e inclusione sociale.
“Il governo italiano sta affrontando con grande serietà i lavori per l’elaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) italiano: abbiamo la responsabilità di spendere bene questi soldi, si tratta di una sfida e di una grande opportunità al contempo”, ha detto il sottosegretario Scalfarotto.
In materia di migrazioni, a seguito della presentazione da parte della Commissione Europea del nuovo patto su Asilo e Migrazione, Scalfarotto ha riconosciuto che esso riconosce in parte le esigenze italiane. Tuttavia, rimane necessario avviare una fase di negoziazione per rivedere alcune criticità che il nuovo Patto presenta per l’Italia e per la politica migratoria europea nel suo complesso.
“I migranti che si dirigono in Italia o in Grecia, o in Spagna sono in realtà diretti in Europa e i 27 hanno una responsabilità comune nei loro confronti. In generale, deve consolidarsi il principio che quando vi è una crisi all’interno dell’Unione Europea, la crisi deve essere gestita dall’intera Unione, non lasciando soli i Paesi più colpiti”, ha concluso il sottosegretario, concordando con il vice presidente Oppermann sulla necessità di una maggiore condivisione della crisi migratoria a livello continentale. (focus\ aise) 

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