I WEBINAR DELLA DIPLOMAZIA

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ROMA – focus/ aise - Dopo New York, proseguono con successo gli eventi della serie #Italiandigitaltownhall. L'ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio, ha aperto ieri il secondo appuntamento dedicato alla collettività italiana di Boston e del New England, alla presenza del console generale d'Italia, Federica Sereni.
La città del Massachusetts, che ospita una numerosa comunità italo-americana e università di fama mondiale e all'avanguardia nella ricerca scientifico-tecnologica, è stata anche una delle realtà più colpite dalla pandemia negli Stati Uniti d'America.
I panelist Alessio Fasano (professore di Pediatria alla MGH - Harvard Medical School e professore di Nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health), Maurizio Fava (direttore del Dipartimento di Psichiatria del MGH e professore di Psichiatria alla Harvard Medical School) e Alessandro Vespignani (professore di epidemiologia computazionale delle Northeastern University) hanno dato vita ad un interessante dibattito sulla risposta medico-sanitaria alla pandemia nell’area metropolitana di Boston, arricchendo le spiegazioni di carattere scientifico con esperienze personali e rispondendo ai tanti quesiti del pubblico.
Vespignani ha ripercorso gli studi condotti dal suo team, che hanno consentito di tracciare e prevedere l'evoluzione della pandemia; Fava ha illustrato alcune delle conseguenze psicologiche derivanti dal cambiamento repentino e forzato delle nostre abitudini di vita e dalle incertezze, soprattutto economiche, causate dalla crisi; Fasano con la sua analisi ha contribuito a fare chiarezza su aspetti diagnostici, clinici e di trattamento dell'infezione da Covid-19.
La discussione tra gli esperti del panel è stata moderata da Dante Roscini, professore di Economia internazionale della Harvard Business School, che ha stimolato la conversazione e raccolto le domande dai numerosi partecipanti: erano infatti collegate in diretta oltre 150 persone tra Zoom e Facebook, mentre sono state circa 1400 le visualizzazioni.
La conversazione, come sottolineato dall'ambasciatore Varricchio in chiusura, ha rappresentato "una nuova occasione per confermare quanto le nostre eccellenze siano punti di riferimento essenziali non solo per le nostre collettività all'estero, come quella di Boston e del New England, ma anche per le comunità in cui vivono e per le quali, in questo frangente doloroso, il loro instancabile lavoro e la loro esperienza professionale ha rappresentato un faro".
La serie #italiandigitaltownhall continuerà nei prossimi giorni a Houston (22 maggio), Los Angeles (26 maggio) e San Francisco (4 giugno).
Si è svolto in queste ore il quarto video-collegamento dedicato al settore agroalimentare tra l’Ambasciata d’Italia in Giappone, gli attori del Sistema Italia in Giappone, i connazionali presenti nel paese del Sol Levante e le aziende italiane.
Vi hanno partecipato qualificati operatori tra i quali il Direttore Generale di Verona Fiere, Giovanni Mantovani, e il Vicepresidente di Federalimentare, Paolo Zanetti. Anche l’Ambasciatore d’Italia a Tokyo, Giorgio Starace, è intervenuto durante l’iniziativa, assistito dalla Direttrice dell’Ufficio ICE a Tokyo, Erica Di Giovancarlo, facendo il punto sull’andamento dell’export italiano in Giappone, sulle prospettive di rilancio per il dopo-emergenza Coronavirus e sul cruciale strumento dell’Economic Partnership Agreement (EPA) tra Unione Europea e Giappone che continuerà a facilitare enormemente l’accesso al mercato giapponese dei nostri prodotti di qualità. L’Ambasciata ha inoltre fornito un aggiornamento sui principali dossier oggetto di negoziato bilaterale con le competenti autorità giapponesi (kiwi, carni ovine-caprine, cavalli vivi).
“Nel primo anno di attuazione dell’EPA, dal febbraio 2019 al gennaio 2020, i dati ci mostrano uno straordinario effetto positivo sul nostro export agroalimentare in Giappone, inclusi vini e bevande - ha affermato Starace -. In questo settore, per noi strategico, non solo abbiamo registrato un +12%, con 961,5 milioni di Euro di merci esportate, ma siamo anche riusciti a utilizzare in maniera veramente capillare i benefici dell’Accordo, grazie anche all'operato di Farnesina, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero della Salute, ICE, Agenzia delle Dogane e Sistema Italia nel suo complesso: Istituzioni sin da subito schierate con noi per informare e assistere le nostre aziende”.
“Il 67% dei prodotti agroalimentari italiani è così entrato in Giappone attraverso le tariffe agevolate EPA - ha sottolineato in conclusione l’Ambasciatore -. Basti pensare al vino, per esempio, dove grazie all’EPA sono state abbattute le tariffe che si aggiravano attorno al 15% e dove siamo riusciti a utilizzare questa importantissima liberalizzazione per oltre il 90% del valore delle nostre spedizioni. Se si considera l’export nel suo complesso, al di là dunque dell'agroalimentare, l’Italia è il Paese UE che è riuscito a esportare il più alto valore di merci, circa 3 miliardi di Euro, attraverso le tariffe agevolate EPA".
Riparte la promozione culturale in Cina e l’Italia torna ad essere protagonista della scena artistica del Paese con la mostra “Raffaello Opera Omnia”, realizzata da RAICom presso il Global Century & SUNAC Center for Contemporary Art di Kunming grazie al sostegno dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura a Pechino e con il supporto del prestigioso CAFA Museum di Pechino.
La mostra sarà inaugurata il 13 giugno prossimo. Nel cinquecentenario della scomparsa del grande Maestro italiano, ne celebrerà il genio e l’eredità artistica, proponendo il suo messaggio di speranza rinascimentale, mai così attuale, e testimoniando concretamente la ripresa dell’attività di cooperazione culturale tra Italia e Cina, interrottasi a inizio anno a causa dell’emergenza pandemica.
Per i visitatori cinesi si tratterà di un’occasione rara e preziosa per ammirare in un unico luogo 36 riproduzioni in alta definizione delle opere dell’artista provenienti da innumerevoli musei nel mondo che sinora le hanno gelosamente custodite.
In parallelo e con l’obiettivo di rafforzare ancor più la promozione digitale integrata anche nel campo culturale, l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino avvierà a partire da giugno un programma di conferenze on-line, con cicli dedicati ad arte, letteratura e musica italiane, partendo proprio da Raffaello Sanzio.
Al fine di consentire la migliore resa video e sonora degli eventi on-line, l’Istituto si è dotato di una nuova piattaforma di trasmissione streaming che fa uso anche della tecnologia 5G e che consentirà la partecipazione simultanea di più di mille spettatori in condizioni di altissima qualità.
L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Pechino puntano sull’impiego dei più aggiornati strumenti telematici per rispondere alla crescente domanda digitale di prodotti culturali italiani nella società cinese, tra le più ricettive di contenuti on-line, composta da oltre 904 milioni di internauti. L’obiettivo è quello di raggiungere una audience sempre più vasta e sempre più incline alla fruizione dell’alto intrattenimento digitale, mettendo a frutto le molteplici iniziative virtuali avviate dalle principali istituzioni culturali italiane in questi ultimi mesi. (focus\ aise) 

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