IL COMITES DI SAARBRÜCKEN E LE MODALITÀ DI ACCESSO AI CONSOLATI IN GERMANIA

IL COMITES DI SAARBRÜCKEN E LE MODALITÀ DI ACCESSO AI CONSOLATI IN GERMANIA

SAARBRÜCKEN\ aise\ - “Il Comites di Saarbrücken, capitale del Land Saarland, osserva ormai da mesi la discussione incentrata attorno alle modalità di accesso ai consolati italiani in Germania per i servizi ai connazionali. Si parla di necessità dell’appuntamento e si parla di opportunità di appuntamento con regole più o meno discusse e controverse come nelle ultime settimane a Monaco di Baviera”. Lo riferisce in una nota Giovanni Di Rosa, presidente del Comites di Saarbrücken, che aggiunge: “Il Comites della Saar nel ribadire la propria aderenza alle posizioni già assunte dall’Intercomites, nella persona del Coordinatore Tommaso Conte, sull’argomento degli appuntamenti ai consolati in generale e sulla situazione di Monaco di Baviera in particolare, non può fare a meno di attirare l’attenzione anche sulle modalità di accesso al Consolato onorario istituito a Saarbrücken nel dicembre del 2015”.
Il Consolato onorario è aperto al pubblico due giorni al mese per complessive sette ore. L’accesso ai servizi (consegna carte d’identità e prelievo dei dati biometrici per passaporti e nulla più) è concesso solo su appuntamento.
“La collettività del Saarland”, scrive Di Rosa, “è sottoposta a maggiore stress rispetto ai connazionali di altre zone poiché il sistema di prenotazione online comporta equivoci e difficoltà altrove sconosciute.
Facilmente i connazionali prenotano un appuntamento con il “servizio passaporti” convinti che la Sede centrale di Francoforte e Saarbrücken siano unificate in tale servizio, costatando poi che l’appuntamento stabilito era con la sede sbagliata”.
“In casi eccezionali, di emergenza o comunque di urgenza i connazionali del Saarland non hanno alcuna possibilità di interloquire con il Consolato onorario per discuterli poiché le linee telefoniche a Saarbrücken, come la presenza degli addetti ai lavori, sono attive, purtroppo, solo durante i due giorni di apertura e per le complessive sette ore mensili”.
“È importante segnalare”, aggiunge il presidente del Comites, “che In questo periodo estivo la situazione rischia il collasso dopo l’annuncio che in agosto l’ufficio onorario è aperto un solo giorno.
Mentre negli altri consolati in Germania può capitare che al connazionale sia indicato di venire il giorno dopo, a Saarbrücken ci si può sentir dire “torni tra un mese” o “si rechi a Francoforte a duecento chilometri di distanza”.
“Il Comites Saarland ha il dovere morale di ringraziare il Console onorario per quanto riesce a fare per i nostri connazionali.
Il Comites Saarland ha però anche il dovere istituzionale di richiamare l’attenzione dei responsabili dei servizi consolari nella circoscrizione di Francoforte sul Meno, sia alla sede centrale sia presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino e presso il MAECI a Roma sull’insopportabile situazione in atto ormai da anni. Nulla di fatto è purtroppo seguito agli accorati appelli che il Presidente del Comites Cav. Giovanni Di Rosa ha rivolto personalmente al Sottosegretario Ricardo Merlo in occasione di un incontro in Ambasciata a Berlino il 30 marzo scorso e al Direttore Generale per gli Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali il 17 maggio a Francoforte sul Meno”.
“Che non si dica che il Comites del Saarland stia a guardare in silenzio mentre personaggi in cerca di notorietà gironzolano attorno al politico di turno per il solito articoletto su Facebook”. Puntualizza Di Rosa, “La questione dei servizi consolari a Saarbrücken è una questione seria e non si risolve con un selfie. A Saarbrücken vige la necessità di servizi consolari regolari e ben oltre la sola consegna della carta d’identità e del prelievo dei dati biometrici, con orari di ufficio regolari e uguali a quelli di ogni altro consolato, con personale ben attrezzato con tutte le competenze istituzionali. Che i responsabili prendano coscienza del problema”.
Conclude il presidente Comites Giovanni Di Rosa: “Il Comites del Saarld si riserva ogni possibilità di civile protesta per ottenere la giusta attenzione su un problema che riguarda non solo i 24.000 italiani nei confini della Saar ma anche gli oltre 12.000 connazionali nei centri urbani del vicino Palatinato, i quali fino al 2014, anno della chiusura dello Sportello consolare a Saarbrücken, godevano di un’assistenza amministrativa e sociale consolare senza intoppi di sorta”. (aise) 

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