IL CONTRIBUTO DI "AUSTRALIA DONNA" AL SOUTH AUSTRALIA HISTORY MONTH

IL CONTRIBUTO DI "AUSTRALIA DONNA" AL SOUTH AUSTRALIA HISTORY MONTH

ADELAIDE\ aise\ - L’11 maggio l’associazione Australia Donna ha partecipato al South Australia History Month con l’evento "Australia Donna – Capturing women’s migration stories", tenutosi press il Migration Museum di Adelaide.
Nel corso dell’incontro Daniela Costa, presidente di Australia Donna, ha fatto una breve introduzione ricordando che l’associazione è stata pioniera nella creazione del sito bilingue australiadonna.org.au, che nell’arco di 20 anni ha messo in rete una ricca raccolta di storie di vita e testimonianze di donne che hanno condiviso le loro esperienze nel vivere a cavallo di generazioni, di due lingue e culture.
Protagoniste dell’evento sono state quattro donne di origine italiana, di diverse età e provenienza regionale, che hanno condiviso le loro memorie di emigrazione e le esperienze del periodo di insediamento in Australia.
La presentazione di Giuliana Otmarich si è conccentrata sulla partenza dall’Italia, al seguito dei genitori, che avevano dovuto abbandonare Fiume, loro città di origine. La sua è stata una testimonianza pregnante che ha colto, attraverso gli occhi di Giuliana, allora una bambina di tre anni, i momenti e le emozioni dovute all’abbandono delle persone e dei luoghi cari e insieme le speranze dei genitori per un nuovo futuro in Australia.
Amalia Martini ha rivissuto il suo entusiasmo nel ritrovare in Australia l’amato fidanzato e la soddisfazione di aver vissuto una vita felice con la sua famiglia, le due figlie e cinque nipoti.
Vera Ubaldi ha condiviso il ricordo di sua madre che, giovane sposa, dovette affrontare il primo viaggio della sua vita, un lungo viaggio in nave, per raggiungere il marito. Il suo è stato un intenso omaggio alla resilienza e determinazione della madre nell’aver voluto creare una forte famiglia in un nuovo mondo.
La testimonianza finale di Jordana Ubaldi, figlia di Vera, ha messo in luce la forte influenza della madre e della nonna nel suo percorso culturale e nell’affermazione della propria identità.
L’evento si è concluso con i ringraziamenti, taluni anche commossi, di un pubblico di italo-australiani. (aise)


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