IL GENERALE ALESSANDRO BUTTICÉ DELEGATO A RAPPRESENTARE L’ANCRI NEL REGNO DEL BELGIO

IL GENERALE ALESSANDRO BUTTICÉ DELEGATO A RAPPRESENTARE L’ANCRI NEL REGNO DEL BELGIO

ROMA\ aise\ - Il Prefetto Francesco Tagliente nell’annunciare ai soci dell’ANCRI - l’Associazione degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana - la nomina del Generale Alessandro Butticé (che é anche collaboratore di Aise a Bruxelles) quale delegato in Belgio, presso le Istituzioni UE e della NATO, ricorda un periodo romano di condivisione della carriera.
“L’ANCRI ha una delegazione anche nel Regno del Belgio, che comprende le sedi delle Istituzioni dell’Unione Europea e della NATO.
Con formale comunicazione all’Ambasciatrice d’Italia a Bruxelles ed agli Ambasciatori Rappresentanti Permanenti d’Italia presso l’Unione Europea ed il Consiglio Atlantico, il generale Alessandro Butticè, insignito della onorificenza di Ufficiale dell’OMRI, è stato nominato Delegato ANCRI per il Regno del Belgio.
Salgono così a 15 le Delegazioni ANCRI istituite nel Mondo: Albania, Argentina, Belgio, Canada, Cipro, Francia, Germania, Inghilterra, Libano, Malta, Olanda, Portogallo, Spagna, Ucraina e USA.
Sono contento che Alessandro Butticé abbia dato la sua disponibilità a rappresentare l’ANCRI in Belgio. E mi piace ricordare un periodo di condivisione della carriera professionale con Alessandro Butticè. Mi riferisco alla seconda metà degli anni ’80, quando io dirigevo la Sala Operativa della Questura di Roma e l’allora Capitano Butticé era vice capo ufficio Stampa del Comando Generale della Guardia di Finanza e responsabile de “Il Finanziere”. Erano gli anni in cui la Guardia di Finanza cercava di rialzarsi da un grande scandalo mediatico-giudiziario (lo “Scandalo dei Petroli”) che ne aveva intaccato gravemente l’immagine nei confronti dell’opinione pubblica.
Il giovane Capitano Butticé, che aveva da sempre coltivato la passione per il giornalismo e la comunicazione istituzionale, desiderava rinnovare l’immagine del Corpo di appartenenza, che non aveva una grossa tradizione nelle pubbliche relazioni, nei rapporti con la stampa e con l’opinione pubblica.
Con molta umiltà e desiderio di lanciare una nuova politica di comunicazione istituzionale della Guardia di Finanza, Alessandro Butticè chiese consiglio ed aiuto ai suoi cugini istituzionali: i comuni colleghi e amici Massimo Occello e Massimo Santucci, allora responsabili di “Polizia Moderna” e dell’allora innovativa campagna di comunicazione Istituzionale della Polizia di Stato, ed i responsabili dell’Ufficio Stampa del Comando Generale dei Carabinieri e della redazione de “Il Carabiniere”, tra i quali l’allora Tenente, Carlo Felice Corsetti.
Alessandro veniva spesso a trovarmi in Sala Operativa. Non mancava mai durante le visite ferragostane del Ministro dell’Interno pro tempore e della stampa. Alessandro Butticè diceva spesso anche pubblicamente, che veniva a “rubare il mestiere” della comunicazione istituzionale ai colleghi della Polizia di Stato e dei Carabinieri, che gli offrirono aiuto e supporto con assoluta generosità.
I frutti di quella collaborazione interforze, sempre riconosciuti da Butticé, si sono visti nel tempo, con una modernizzazione ed un grande rafforzamento della politica di comunicazione istituzionale della Guardia di Finanza, che mosse i primi passi proprio in quegli anni.
Alessandro ripagò la collaborazione ricevuta con altrettanta generosità, sia alla Polizia di Stato che all’Arma dei Carabinieri. Prima, nel 1990, con la pubblicazione di un libro dal titolo “Forze dell’Ordine e Comunicazione. Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Opinione Pubblica e Mass-Media”, con una bella prefazione di Maurizio Costanzo. Poi, nei suoi anni pioneristici a Bruxelles, presso la Commissione Europea, nel valorizzare il nostro Paese (troppo spesso rappresentato con lo stereotipo del paese di “Mafia, pizza, spaghetti e mandolino”) e le nostre forze di polizia. Ricordando in ogni occasione, nei suoi discorsi pubblici e articoli, oltre che nel lavoro quotidiano, che l’Italia non era solo il Paese che ha dato i natali a Al Capone, ma anche quello che li ha dati al celebre ed incorruttibile poliziotto italo-americano Joe Petrosino, prima ancora che ad eroi dal nome di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninni Cassarà e tanti altri eroi italiani.
Quando Alessandro Butticè creò, e presiedette per quasi un decennio, dal 2000 al 2009, la rete dei comunicatori antifrode dell’OLAF, che racchiudeva i responsabili della comunicazione istituzionale delle forze di polizia e dei servizi doganali di tutta Europa, diede grande spazio alle forze di Polizia italiane (Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza), tra i cui membri ha avuto personaggi del livello dell’attuale Direttore del DIS, Gennaro Vecchione, del direttore dell’AISE, Luciano Carta, del Prefetto Roberto Sgalla, di Mario Viola, attuale responsabile della Comunicazione istituzionale della Polizia di Stato e, per i Carabinieri, di Carlo Felice Corsetti, assieme al quale Alessandro Butticé ha creato il quindicinale Più Europei e l’Associazione Pubblicisti Italiani Uniti per l’Europa (PIUE).
Va ricordato che durante tutto il suo periodo di presidenza della rete OAFCN, Alessandro Butticé pretese e ottenne dal suo Direttore Generale, tedesco, che lingua di lavoro della rete, scritta e parlata, fosse anche l’italiano. Cosa che purtroppo terminò dal momento in cui Alessandro Butticé lasciò la funzione. Da quel momento, e purtroppo sotto l’egida di un nuovo direttore generale italiano, i lavori e le riunioni della rete si svolgono solo in lingua inglese.
Dal suo arrivo a Bruxelles, nell’ottobre del 1990, Alessandro Butticé, quale primo appartenente ad un corpo di polizia italiano presso la Commissione Europea, ha vestito l’abito, non solo del pioniere europeo ma anche del primo “ambasciatore” del sistema anti-frode e anti-crimine italiano presso le Istituzioni Europee e gli altri Paesi Europei.
Tale sua azione non solo gli permise di aprire la strada per Bruxelles a decine di altri ufficiali e funzionari delle forze di polizia e qualche magistrato italiani. Gli permise anche di ribaltare, con esempi e fatti concreti, l’interpretazione allora corrente secondo la quale il Paese che aveva più casi di frodi ai danni del bilancio europeo accertati fosse anche il paese che frodava di più.
In quegli anni la maglia nera della frode veniva regolarmente e pubblicamente attribuita all’Italia, che ne pagava anche forti conseguenze a carico del bilancio nazionale.
Illustrando gli strumenti investigativi dispiegati dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura italiana (che non esistevano affatto in tutti gli stati membri dell’UE) per la protezione delle finanze europee, da Paese sotto osservazione l’Italia è divenuta nel tempo un esempio virtuoso nella lotta alla criminalità economico-finanziaria e nella tutela del bilancio dell’UE.
Innumerevoli sono stati gli aiuti forniti, grazie a queste sinergie, alle principali procure della repubblica, ed in particolare alla Procura Nazionale Antimafia.
Sostanziale anche il sostegno dato ai diversi Ministri delle Finanze. In particolare ai Ministri Vincenzo Visco e Ottaviano Del Turco, andati appositamente a Bruxelles per chiedere l’aiuto europeo, anche tramite il supporto interno di Alessandro Butticé, dei suoi direttori nella lotta alla militarizzazione del contrabbando di sigarette, in modo particolare ai tempi degli sbarchi, anche sanguinari, sulle coste pugliesi all’epoca della «Montenegro connection».
Importante anche il sostegno fornito all’allora Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, ai tempi della creazione del nuovo servizio investigativo europeo, ed al Vicepresidente Francesco Frattini, che propose Alessandro Butticé al Presidente Barroso come Vice Portavoce della Commissione Europea.
Dall’aprile del 2018, l’Ufficiale Alessandro Butticé ha lasciato la Commissione Europea dedicandosi, in quello che lui ha definito il “terzo tempo” della sua vita professionale, alla sua antica passione del giornalismo e ad attività di volontariato da autentico patriota italiano ed europeo.
Come ricordato, assieme al Generale dei Carabinieri Carlo Felice Corsetti, ha fondato il quindicinale “Più Europei”, del quale ha assunto la condirezione e la responsabilità della Redazione di Bruxelles, e l’Associazione Pubblicisti Italiani Uniti per l’Europa (PIUE), della quale è Vicepresidente per l’Europa.
Ha anche costituito, nel 2014, la Sezione di Bruxelles-Unione Europea dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI), della quale è il Presidente.
Sono quindi molto contento di aver reclutato nel nostro sodalizio l’amico Generale Alessandro Butticé, e di averlo come delegato della nostra associazione in Belgio.
Segno dell’ulteriore esportazione dei nostri valori di insigniti dell’OMRI anche nel cuore dell’Europa. Un’Europa che spesso ci appare ancora lontana ma che ora, grazie anche alla nostra delegazione a Bruxelles, dovremo sentire sempre più vicina a noi.
Senza mai dimenticare, infine, che le radici dell’essere Paese fondatore dell’Unione Europea, per l’Italia, si ritrovano nella nostra Costituzione, ed in particolare negli articoli 10 e 11. Quella stessa Costituzione che è la nostra bussola di cittadini, ma anche di insigniti dell’OMRI e soci dell’ANCRI. Auguri, Alessandro, contiamo su di te!”. (aise) 

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