IL MARCHIO ITALIANO ALL’ESTERO

IL MARCHIO ITALIANO ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise - La società di ingegneria Tecno Engineering 2C (TE2C), che ha sede a Roma, si è aggiudicata il bando di gara dell’Aeroporto Internazionale di Sarajevo per la redazione del progetto esecutivo di riqualifica della pavimentazione della pista di volo, delle vie di rullaggio e di parte del piazzale di parcheggio aeromobili. Ne dà notizia l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo, spiegando che il progetto prevede la riqualifica e, ove previsto, la nuova creazione delle superfici pavimentate per 216mila metri quadrati, nonché l’adeguamento degli impianti luminosi della pista di volo e delle associate vie di rullaggio al fine di migliorare la capacità operativa e di sicurezza nelle ore notturne ed in condizioni di bassa visibilità.
Il progetto contribuirà pertanto alla riduzione della cancellazione o il dirottamento di voli su altri scali nei periodi dell’anno caratterizzati dalla presenza di nebbia e da condizioni meteorologiche avverse.
TE2C è un’affermata società operante in molteplici settori dell’ingegneria civile e specializzata in ambito aeroportuale. Costituita nel 1989, vanta un’esperienza trentennale nella fornitura di servizi di consulenza specialistica e progettazione integrata di infrastrutture ed impianti aeroportuali, ed ha già realizzato lavori di manutenzione dell’aeroporto di Mostar nel 2014. A conferma del potenziale della cooperazione economica tra imprese italiane e locali, TE2C si è aggiudicata la gara in associazione con Ecoplan e Integra, che hanno entrambe sede a Mostar.
E poi: Un caleidoscopio di opportunità di business per le imprese venete; prospettive di ampliamento per le aziende giapponesi operanti in questa regione; proiezioni di incremento del turismo che intraprende nuove strade come il wedding: il seminario “Il Giappone in Veneto – Cooperazione e investimenti”, fra gli eventi più importanti della Japan Week in Venice. La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Italia Giappone, presieduta dall’ambasciatore Umberto Vattani, col sostegno del Comune di Venezia e la collaborazione della Venice International University (VIU) e dell’Università Ca’ Foscari, e ha lanciato una “via del fior di ciliegio” che porterà un ulteriore incremento dei rapporti e degli affari.
Sul palcoscenico di Palazzo Vendramin Calergi si sono susseguiti protagonisti italiani e giapponesi per rafforzare o stringere alleanze imprenditoriali, col supporto delle autorità competenti (erano presenti le agenzie governative deputate alla promozione). Insomma una sorta di Stati Generali di un promettente futuro nei rapporti economici bilaterali.
Ha aperto l’incontro il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha ribadito l’impegno del Comune e suo personale per percorrere nuove strade di sviluppo per il tessuto economico veneziano, a cominciare dagli insediamenti di nuove imprese a Marghera.
Il creatore della Japan Week in Venice, l’ambasciatore Umberto Vattani, ha tratteggiato una via maestra per sviluppare proficuamente l’interlocuzione inaugurata con questa manifestazione: sulla scia dei grandi ambasciatori dell’Italia appena unita che aprirono la strada alla nostra presenza in Giappone, sin dal lontano 1865, a cominciare da Alessandro Fe’ d’Ostiani, propagatore nell’Impero nipponico dell’arte e della cultura italiane. Vattani, inoltre, ha lanciato l’idea di creare, in collaborazione con l’ICE, l’Università Ca’ Foscari e la VIU corsi destinati a dotare di competenze commerciali i giovani studenti di lingua giapponese.
L’onorevole Akira Amari, presidente dell’Associazione di amicizia fra i parlamentari giapponesi e italiani, ha ribadito come Giappone e Italia siano entrambi Paesi manifatturieri che godranno dei frutti positivi dell’accordo di libero scambio fra Europa e Giappone, firmato nello scorso febbraio. Frutti che sono stati, fra l’altro evidenziati dall’Ambasciatore Giorgio Starace, che ha evidenziato come tali accordi abbiano portato una crescita media dell’export pari al 17% nel primo semestre di vigenza, con un picco a giugno. Il made in Italy, fra luglio 2018 e luglio 2019 risulta cresciuto dell’11, 23%, lasciando indietro col segno meno altri Paesi europei.
I nostri vini, poi, hanno messo il turbo, liberandosi della zavorra di un dazio del 15% e quindi si aprono nuovi interessanti mercati, purché si riesca a limitare la concorrenza di Francia e Spagna. L’eccellenza italiana in generale, in particolare quella delle cosiddette “bollicine”, ha tutti i numeri per affermarsi, sostenuta da azioni di promozione creative dell’Ambasciata e dell’ICE. L’ambasciatore d’Italia in Giappone, Giorgio Starace, ha annunciato una serie di iniziative per sostenere il life style italiano, come l’abitudine all’aperitivo serale, attraverso attività promozionali e l’intervento di influencer. Sul fronte dell’innovazione, nella primavera 2020 l’Ambasciata d’Italia si farà promotrice di un forum sulla ricerca e innovazione, settori già al centro di due iniziative come il Global start up program e l’Italian Innovation Day.
I saluti istituzionali si sono conclusi con gl’interventi dell’ambasciatore giapponese in Italia, Keiiki Katakami, che, facendo eco all’augurio del premier Shinzo Abe, espresso durante la visita di Stato a Roma dello scorso aprile, ha auspicato sempre maggiori rapporti fra i due Paesi, anche sotto il profilo di accordi di co-produzione cinematografica; del senatore Pier Ferdinando Casini, presidente del Gruppo italiano dell’Unione Interparlamentare, che ha insistito – quasi una messa in guardia al Governo insediatosi mezz’ora prima - sulle comuni radici democratiche dell’impianto politico dei due Paesi tale da renderli affini, a differenza dell’imprinting di altri Paesi asiatici come la Cina; dell’ex sottosegretario al MISE Michele Geraci, profondo conoscitore della realtà giapponese; del presidente di Confindustria Veneto, Matteo Zoppas che ha confermato come, in un momento di stagnazione dell’economia europea e italiana, avere un partner forte come il Giappone costituisca un’opportunità di grande interesse. Il Giappone, secondo Zoppas, costituisce per gl’imprenditori del Nord Est una delle mete più ambite per “volare alto”.
Ha concluso la fase dei saluti istituzionali la professoressa Marcella Mariotti dell’Università Ca’ Foscari, sede del più grande centro universitario italiano di studi nipponici. In rappresentanza anche del rettore Michele Bugliesi, Mariotti ha evidenziato la tradizione dei rapporti tra la Serenissima e il Giappone, sin da quando, nel 1873, inaugurò il primo consolato giapponese in Europa.
Le due sessioni che hanno animato il resto della mattinata hanno ciascuna affrontato un segmento di interlocutori fra cui costruire ponti. Il presidente dell’ICE, Carlo Maria Ferro, ha sottolineato come l’export veneto col suo +2,8% sopravanzi la media dell’intero Paese (+1,9%). Rispetto all’intero export italiano in Giappone, il Veneto contribuisce con l’8%. Si tratta di dati incoraggianti, tanto che l’ICE non solo sta rafforzando il suo ufficio di Tokyo, ma a breve aprirà un desk a Osaka e a novembre è prevista una importante missione ICE – Confindustria in Giappone.
Corollario interessante saranno poi i corsi per studenti di giapponese, al fine di dare loro una formazione sotto il profilo del marketing e del management, frutto dell’accordo con VIU, Ca’ Foscari e ICE.
Il presidente e ceo di Alcantara, Andrea Boragno, vicepresidente della Fondazione Italia Giappone, ha narrato come il modello di business della sua azienda si basi su un forte imprinting emozionale che trae origine dalle radici di italianità: per questo il suo prodotto è molto amato dagli artisti che ne fanno fonte di ispirazione.
Sono intervenuti Luisella Pavan Woolfe, rappresentante del Consiglio d’Europa a Venezia, e Vito Borrelli, vice capo dell’Ufficio di Rappresentanza della Commissione europea in Italia, i quali hanno approfondito la tematica dell’accordo di libero scambio Europa – Giappone (Economic Partnership Agreement) e le valenze politiche di questo protocollo, il più grande mai negoziato dall’Ue. “Grazie ad esso – ha detto Borrelli – sono stati cancellati i dazi sul 97% delle merci. Inoltre, l’accordo comprende anche un capitolo sullo sviluppo sostenibile, con impegni giuridicamente vincolanti riferiti agli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici”.
Un tema ripreso anche da Francesco Confuorti, presidente di Advantage Green, azienda che ha sviluppato una piattaforma incentrata sul concetto di commercio e business sostenibile: i consumatori sono disposti a spendere di più per premiare le aziende virtuose che puntino sulla sostenibilità e sull’etica. Di Invitalia si è fatto portavoce Andrea Tabella, che ha evidenziato gl’interventi sviluppati da questa agenzia del MEF, che funziona da attrattore degli investimenti stranieri in Italia.
La relazione di Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto e del Nuovo Centro Estero Veneto è stata letta dal Policy Advisor della Fondazione Italia Giappone, Mattia Carlin, che ha indicato alcuni dati molto significativi: “L’export italiano in Giappone è stato di 6,5 miliardi nel 2018: nonostante una flessione dell’export italiano e veneto in Giappone nel 2018 rispetto al 2017 (-1,1% e -4,7%), i primi dati positivi pubblicati da Istat per il 2019 dimostrano che la tendenza si è invertita e le aziende hanno iniziato a sfruttare le opportunità commerciali moltiplicate grazie all’Accordo di libero scambio tra UE e Giappone. Pertanto, le aziende italiane hanno aumentato l’export del 15% (maggio 2019 su maggio 2018), mentre le aziende venete hanno registrato un +2,4%”.
Gli ha fatto eco il presidente di Confindustria Venezia, Vincenzo Marinese, che ha rivendicato la vocazione all’industria della città di Venezia, laddove il turismo, sui 44 mld di euro, vale da solo 2 mld di euro. Una affermazione che ha provocato successivamente la levata di scudi da parte del presidente di Federturismo veneto, nonché vicepresidente nazionale di Federturismo, il quale ha richiamato il volano anche industriale di ciascun albergo, visto non solo come servizio di ospitalità, ma anche come mosaico di impianti e relativa manutenzione, arredi e continua ristrutturazione. Marinese ha altresì segnalato la circostanza che il territorio della città metropolitana di Venezia esporti il 42% di quanto produce, contro il 31% esportato nelle altre province d’Italia: una vera locomotiva.
Il secondo round ha riguardato alcune aziende giapponesi che proiettano il Veneto ai più alti livelli produttivi: a cominciare dalla Hitachi con Lorena Della Giovanna e dalla FIAMM, quest’ultima a pieno regime e versata all’espansione, impegnata sul fronte delle batterie per i veicoli elettrici, come ha testimoniato il suo ad Fujio Owa. Un vero caso di scuola è quello rappresentato dall’imprenditore e mecenate Yuzo Yagi, che ha aperto i mercati giapponesi alla fashion italiana sin dagli anni ’70: “Le imprese italiane del settore sono generalmente medio-piccole e, pertanto, hanno difficoltà a competere sui mercati esteri, schiacciate dai giganti del fast fashion o del lusso. Eppure sono portatrici di creatività e di qualità. Il ruolo della mia azienda è quello di far scoprire al mercato giapponese questa fascia di valore che altrimenti non avrebbe le forze per sbarcare nel Paese del Sol Levante”. Yuzo Yagi, ha fatto, inoltre, un grande gesto di munificenza, che, a suo dire, era un modo di ringraziare l’Italia per il proprio successo: con oltre 2milioni di euro ha contribuito al restauro della Piramide Cestia a Roma.
Interessante l’intervento dell’ad di Ebara Pumps Europe, Hiroshi Okazaki, che vanta un’azienda di elettropompe industriali e domestiche con più di 500 dipendenti e una produzione annua di 400mila pompe nei suoi due stabilimenti in provincia di Vicenza e di Trento: “Investire in Veneto conviene – ha detto – sia per le competenze ingegneristiche in loco; sia per la posizione strategica e logistica; sia, infine, per la filiera già presente sul territorio”.
La Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems, rappresentata sia dal suo vicepresidente e direttore generale Yoshiomi Araki, sia dal suo vicedirettore generale marketing Marco Vialetto, è una realtà vincente nel panorama delle aziende a capitale giapponese in Italia: trainata dall’acquisizione di alcuni marchi storici della climatizzazione in Italia, con la più grande acquisizione mai realizzata da Mitsubishi Electric, ha ora in vista ulteriori espansioni. L’impiantistica per automazione industriale è il core business della Salvagnini Italia, rappresentata all’incontro dal suo presidente, Francesco Scarpari. “Abbiamo lavorato con umiltà e professionalità in Giappone, dove opera il nostro maggiore competitor, tanto da conquistarvi quote di mercato tali da aprire anche una filiale a Osaka”. (aise)
Infine, un padiglione Italia al Riga food per presentare aziende d’eccellenza dell’agroalimentare italiano alla più importante fiera dei Baltici. È stato l’Ambasciatore Sebastiano Fulci ad inaugurare lo stand assieme al Ministro dell’Agricoltura lettone Kaspars Gerhards per quella che è ormai una collaborazione consolidata. È infatti la quarta volta consecutiva che l’Ambasciata d’Italia realizza il padiglione nazionale alla fiera.
Importante vetrina del settore, Riga Food, aperta al pubblico fino a sabato scorso, 7 settembre, ha visto quest’anno la partecipazione di 37 Paesi e di oltre 700 aziende, con una presenza stimata di 40.000 visitatori, tra privati e professionisti.
Il padiglione “Italia” ha ospitato “Ferrero” (cioccolato), “Lavazza” (caffè), “Barilla” (pasta e sughi), “Sistema Espresso Italiano” Srl (Caffè “Buscaglione”), “Vingo” SIA (vari prodotti alimentari e vini), “Cantina di Carpi e Sorbara” SAC (vino, spumante, Lambrusco) e “Natali Alimentari di Natali e Zanasi Maura & C.” SNC (primi e secondi piatti pronti). (focus\ aise) 

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