IL RICORDO DELLE RADICI

IL RICORDO DELLE RADICI

ROMA – focus/ aise – Parliamo adesso delle iniziative e presentazioni inerenti all’importamza delle proprie radici, qualunque esse siano.
Doppio appuntamento a Torino con il Centro Altreitalie. Il primo in agenda è stato lo scorso venerdì, 11 ottobre: dalle 18.30 alla libreria LaFeltrinelli Village di via Nizza 262, è stato presentato “Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura”, libro della scrittrice argentina Maria Josefina Cerutti, edito da Interlinea.
Intervenuti, con l’autrice, Albina Malerba del Centro Studi Piemontesi, e Maddalena Tirabassi del Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane.
“La Casa Grande era il sole e i pianeti erano il vigneto, l’azienda vinicola, le case dei braccianti e la Casita” scrive Maria Josefina Cerutti in “Vino amaro”, una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico dell'autrice argentina prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.
Il secondo appuntamento si terrà il 14 novembre: in occasione della presenza della Professoressa Maria Cristina Dadalto dell’Universidade do Espirito Santo, Brasile, presso il Centro Altreitalie si terrà un workshop dal titolo "Il discorso sull’italianità in Espirito Santo, Brasile: realtà o mito?”. Andiamo in Italia, dove è stato presentato venerdì 11 ottobre, alle 18.30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, il nuovo romanzo che si misura con la scottante tematica dell’emigrazione di ritorno di Giuseppe Foscari, dal titolo “L’Americana”, edito dalla Marlin, la casa editrice di Tommaso e Sante Avagliano.
“L’Americana” è un libro che pone al centro l’eterno dissidio tra la mentalità elastica, moderna, adattativa di chi viene da una grande città, in questo caso una brillante ed umanissima Americana, e le chiusure retrive del piccolo centro, un paesello dell’Italia meridionale, dalle convenzioni e convinzioni infarcite di bigottismo, presuntuosa e pretestuosa arretratezza e malcelata invidia.
Siamo agli arbori di un ’68 che fatica ad affacciarsi, con le sue minigonne e capelloni, in un luogo impregnato delle sue tradizioni e vicissitudini del secondo dopoguerra. Una storia di famiglia, con personaggi vivaci e veri, ritratti con penna ora ironica, ora iperrealista.
La prosperosa e, forse anche per questo, discussa Maria, emigrata di ritorno dall’America ed il pensionato e vedovo Francesco, vivono il loro amore sincero, pacato e saggio, come può esserlo quello di un rapporto nato in età più che matura. Accanto a loro figlie e figli di precedenti matrimoni, vicinati complicati, una Chiesa pruriginosa, compaesani pettegoli, interessi materiali, falsi miti da sfatare e nuovi orizzonti da raggiungere, al costo di grande perseveranza, fatica, coraggio e pazienza.
L’autore, Giuseppe Foscari, docente dell’Università di Salerno e che ha, al suo attivo, numerosi saggi, è con “L’Americana” alla sua prima prova narrativa. Collabora con vari giornali e ha una sua rubrica su Salernosera.it, dove analizza fatti della realtà sociale e politica italiana e internazionale.
Accanto all’autore, durante la presentazione, ci sono stati il Sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, il giornalista Andrea Manzi, e il politologo e scrittore Antonio Martone. Il tutto coordinato dal giornalista Franco Bruno Vitolo, mentre le letture contestuali saranno affidate a Chiara Della Rossa e Marco Foscari. Siamo ancora in Italia, precisamente a Gualdo Tadino. Più che una conferma, una certezza. Non poteva mancare anche quest’anno lo speciale testimonial Piero Angela, che da anni segue il Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti - Centro di Ricerca sull’Emigrazione Italiana ed in particolare il progetto Memorie Migranti. Una iniziativa che si rinnova diventando festival.
Nata dall’esperienza del Concorso Video Memorie Migranti, la rassegna si arricchisce di presentazioni di libri, dibattiti, letture e proiezioni sul tema storico dell’emigrazione italiana e riflette sugli scenari migratori di oggi. La manifestazione si è svolta l’11 e il 12 ottobre presso la Mediateca del Museo del Museo dell’Emigrazione e vede la collaborazione dei media partner Erreti Radio Tadino e Gualdo News, il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, del Consiglio Regionale dell’Emigrazione e dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea.
"L’emigrazione italiana, fenomeno storico quasi completamente assente nei manuali scolastici", spiega il giornalista Piero Angela, "attraverso questo progetto torna ad essere indagata diventando momento di riflessione e di confronto con le migrazioni che riguardano l’Italia ed il mondo oggi. Inoltre, l’attenta attività didattica che l’istituto svolge, attraverso laboratori e percorsi di approfondimento, ne fanno un punto di riferimento importante per le scuole di ogni ordine e grado".
Per il sindaco Massimiliano Presciutti, "Memorie Migranti Festival è la vetrina ideale per un importante traguardo grazie infatti all’impegno dell’Associazione Onlus Museo dell’Emigrazione, è stato possibile riprogettare gli spazi museali, rendendo il percorso museale ancora più coinvolgente ed interattivo".
Essere italiani è una storia, recita lo slogan del museo, ed infatti, specifica Catia Monacelli, direttore del Museo dell’Emigrazione, "indiscutibilmente al centro del festival ci sono le storie e la memoria che i protagonisti dell’emigrazione sono stati in grado di restituirci. Per tutto il weekend il rinnovato museo sarà visitabile con ingresso libero, i docenti che parteciperanno potranno avere l’attestato ed in più sarà consegnato loro un pratico vademecum per scegliere i vari temi delle attività didattiche".
Dopo l’apertura con i saluti iniziali del sindaco Presciutti e dell’assessore alla Cultura, Barbara Bucari, tanti i protagonisti del festival: Pierangelo Campodonico, direttore Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni; Milena Tomassini, dirigente Servizio Affari Europei e Relazioni Internazionali Regione Umbria; Remo Ceccarelli, autore del libro "Viaggio nella memoria", e Maria Luisa Caldognetto, storica, saggista e giornalista, entrambi dal Lussemburgo; Alberto Sorbini, direttore Isuc; Michele Presutto, autore del volume "Gli anarchici italiani e la Rivoluzione messicana 1910-1914"; e Gianni Paoletti, docente di Filosofia e Storia.
L’iniziativa sarà animata dai canti dell’emigrazione con la voce di Nicoletta Gioielli e Simone Pascolini alla chitarra, con il documentario "Vengo dalle navi", regia di Giulia Peragine, mentre l’attore Marco Panfili reciterà dei brani suggestivi, con la collaborazione dell’Associazione culturale Arte e Dintorni. (focus\aise) 

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