“IL TRIONFO DELLA RAGIONE”: LUCA NANNIPIERI RIBALTA LA PROSPETTIVA CONCETTUALE SU RAFFAELLO

“IL TRIONFO DELLA RAGIONE”: LUCA NANNIPIERI RIBALTA LA PROSPETTIVA CONCETTUALE SU RAFFAELLO

MILANO\ aise\ - "L'uomo è più importante di Dio". Nonostante Raffaello (1483-1520), di cui nel 2020 cadono i 500 anni dalla morte, venga comunemente celebrato come il pittore per eccellenza delle Madonne e delle Stanze in Vaticano, che rappresentano uno dei vertici espressivi del Rinascimento, il critico d'arte Luca Nannipieri, nel saggio "Raffaello. Il trionfo della ragione", in uscita il 14 febbraio pubblicato da Skira, ribalta questo consolidato giudizio: Raffaello, nella sua breve vita, lancia una sfida inaudita per l'epoca in cui vive, non solo alla pittura e all'arte, ma al pensiero del suo e nostro tempo.
Sembra scritto questo nell'opera più importante, lo Sposalizio della Vergine, conservata alla Pinacoteca di Brera, e in altre singole opere: l'uomo è più importante di Dio. Raffaello è forse il primo artista della storia dell'arte europea, nelle cui opere sacre, "il protagonista assoluto paradossalmente non è il sacro, anche se lo rappresenta, ma è lo spazio umano, terreno, perfettamente e armonicamente razionalizzato".
Nello Sposalizio di Brera, ad esempio, il racconto cristiano diventa, forse per la prima volta nella storia, assolutamente comprimario, ausiliario, rispetto al grandioso tempio in prospettiva che troneggia su tutto. È un cambio di prospettiva concettuale radicale, che il nostro artista non svilupperà mai compiutamente se non nella stanza della Segnatura in Vaticano e, nello specifico, nella Scuola di Atene, ma che di fatto testimonia pittoricamente l'essenza del Rinascimento: e soprattutto, assieme ad altre opere coeve, apre quella crisi e quel conflitto tra uomo e Dio che l'arte moderna e contemporanea porterà ai suoi estremi.
Il saggio mette a confronto le opere di Raffaello con quelle di artisti precedenti e coevi, come il Perugino, Simone Martini, Duccio, Antonello da Messina, Gentile da Fabriano, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Cima da Conegliano, Melozzo da Forlì, Piermatteo d'Amelia, ed analizza l'insolita eredità che l'artista d'Urbino ha lasciato nei secoli successivi, fino alla contemporaneità, con Francis Bacon, Alberto Burri, Martin Kippenberger, Maurizio Cattelan, Giuseppe Veneziano.
"Guardando la scena dello Sposalizio, così come altre sue opere, centrale non è Dio, non è il suo racconto, ma è l’opera dell’uomo. Te lo dice lo sguardo, anzitutto. Raffaello voleva che lo dicessero anzitutto loro: i tuoi occhi. I tuoi occhi che, osservando l’opera, sono sospinti a guardare con insistenza non tanto i personaggi evangelici quanto il grandioso tempio in prospettiva che troneggia su tutto. Silenziosamente con Raffaello si fa strada quel laicismo - quella fiducia cioè nella potenza dell'uomo, prima che in Dio - che la modernità ha interamente metabolizzato".
Il libro esce nella collana SMS, i cui libri precedenti sono di Walter Benjamin, Jean Clair, Claude Monet, Andrea Camilleri, Gertrude Stein, Carlo Bertelli, Giuliano Briganti e Tomaso Montanari.
Luca Nannipieri, critico d'arte, ha pubblicato con Skira il libro "Capolavori rubati" dalla rubrica televisiva omonima tenuta al Caffè di RaiUno, mentre dalla rubrica "SOS Patrimonio artistico", Rai Eri ha pubblicato il libro "Bellissima Italia. Splendori e miserie del patrimonio artistico nazionale". Tra gli altri suoi libri, ricordiamo quelli allegati al quotidiano Il Giornale, come "L'arte del terrore. Tutti i segreti del contrabbando internazionale di reperti archeologici", "Il soviet dell'arte italiana. Perché abbiamo il patrimonio artistico più statalizzato e meno valorizzato d'Europa", "Vendiamo il Colosseo. Perché privatizzare il patrimonio artistico è il solo modo di salvarlo". Dirige Casa Nannipieri Arte, curando mostre e conferenze, da Giacomo Balla a Keith Haring. (aise)


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