LA CULTURA ITALIANA SI PRESENTA AL MONDO

LA CULTURA ITALIANA SI PRESENTA AL MONDO

ROMA – focus/ aise - È stata inaugurata il 25 gennaio scorso a San Paolo - presso il Pavilhão das Culturas Brasileiras all’interno del Parco Ibirapuera - la mostra “Da Vinci Experience”, promossa e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dal Gruppo Enel, che ha già ottenuto un importante successo in Cile, Perù, Colombia e adesso si prepara a fare il pienone nella città brasiliana.
L’esposizione, che è stata aperta al pubblico da sabato scorso e lo rimarrà fino al 22 marzo, è completamente gratuita e offre un percorso spettacolare alla scoperta delle molteplici sfaccettature del genio vinciano, attraverso un format innovativo, in grado di coinvolgere anche i più giovani. La mostra, infatti, si snoda in un percorso multisensoriale con diverse attrazioni digitali e modelli di macchine progettate dall’artista. Un vero e proprio viaggio nel mondo di Leonardo, un talento trasversale nonché uno dei massimi esponenti del genio italico.
All’evento di apertura ha partecipato il Console Generale d’Italia a San Paolo, Filippo La Rosa, il Country Manager di Enel Brasile, Nicola Cotugno, nonché esponenti istituzionali ai più alti livelli del governo della città e dello Stato.
100 anni Gianni Rodari” la serata in onore dello scrittore si è svolta il 28 gennaio, dalle ore 19.30 alle ore 22.00, a Löwenbräukeller Nymphenburger Straße 2, Monaco di Baviera, a cura del Lions Club Mediterraneo di Monaco.
Le letture che hanno composto la serata sono state a cura di Floriano Negri, mentre a presentare la serata ci sono stati Anna Conti e Peter Hilkes.
Gianni Rodari è nato a Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre del 1920. Dopo aver conseguito il diploma magistrale iniziò a lavorare come insegnante elementare. Durante la Seconda Guerra Mondiale prese parte alla Resistenza e nel 1944 si iscrisse al Partito Comunista Italiano. Dopo la Liberazione intraprese la carriera giornalistica, dapprima a Milano e poi a Roma, dove si trasferì nel 1950. Ha collaborato con numerosi giornali, tra cui “L’Unità”, “Paese Sera”, il “Pioniere”, “Avanguardia”. Nel 1953 sposò Maria Teresa Ferretti, qualche anno dopo nacque la figlia Paola. Negli stessi anni cominciò a dedicarsi alla scrittura per bambini, pubblicando – per lo più con Editori Riuniti ed Einaudi – alcune delle sue opere più famose. I suoi libri ottennero subito un notevole successo di pubblico e di critica, e nel 1970 gli valsero il Premio Andersen, il massimo riconoscimento della letteratura per l’infanzia. Nel 1973 pubblicò il suo capolavoro pedagogico: La grammatica della fantasia, che offre riflessioni, ancor oggi imprescindibili, sul ruolo della creatività e dell’immaginazione nel processo educativo. Tra gli anni Sessanta e Settanta ha preso parte a numerosi incontri con insegnanti, genitori e alunni, in Italia e anche in Unione Sovietica, dove si è recato più volte. Per i bambini compose filastrocche, poesie, favole e romanzi, divenuti dei classici della letteratura per l’infanzia, come Le avventure di Cipollino, Gelsomino nel paese dei bugiardi, Filastrocche in cielo e in terra, Favole al telefono, Il libro degli errori, C’era due volte il barone Lamberto. È morto a Roma nel 1980.
È stata infine inaugurata il 30 gennaio, presso la Residenza dell’ambasciatore d’Italia a Teheran la terza edizione del progetto artistico "Urban Art Unites": protagonisti l’italiano Ricky Boy e l’iraniano NirOne.
Nel corso dell’apertura dell’evento, è stata presentata anche un’opera realizzata dall’artista iraniano Hoshvar in ricordo di Kobe Bryant. Autore di numerosi murales a Teheran, Hoshvar ha voluto così esprimere la grande emozione suscitata nella Repubblica Islamica dalla tragica e prematura scomparsa del campione americano, considerato anche in Iran un idolo dentro e fuori dal campo di gioco.
"Urban Art Unites" è il programma lanciato dall’Ambasciata italiana in Iran lo scorso settembre con l’obiettivo di esporre a scadenza regolare opere di artisti italiani ed iraniani sul muro esterno della residenza dell’Ambasciatore. La terza edizione ha visto protagonisti due giovanissimi artisti che hanno presentato i due murales realizzati per l’occasione dinanzi a una folta platea di invitati. Si tratta del milanese Ricky Boy e dell’iraniano NirOne, che hanno lavorato fianco a fianco a Teheran per due settimane, confrontandosi e scambiando idee, ispirazioni e tecniche pittoriche.
In occasione dell’evento inaugurale, l’ambasciatore Giuseppe Perrone ha dichiarato che "Urban Art Unites" vuole essere "un contenitore all’interno del quale artisti iraniani e italiani possano stabilire contatti diretti da cui far scaturire nuove idee e ispirazioni creative che possano contribuire all’ulteriore rafforzamento dei legami culturali tra Italia e Iran particolarmente in un settore d’avanguardia come la Urban Art". (focus\ aise) 

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