LA CULTURA NON SI FERMA

LA CULTURA NON SI FERMA

ROMA – focus/ aise - Dopo lo straordinario successo della prima diretta in italiano trasmessa il 26 marzo scorso da San Pietroburgo, secondo appuntamento con il Museo Ermitage a sostegno dell'Italia in questo difficile momento, per raccontare la grande arte del nostro Paese custodita nel museo russo. Giovedì 2 aprile, alle 18.00 ora italiana, sul canale YouTube del museo la puntata è stata dedicata a "Venezia nella Venezia del nord. Canaletto, Marieschi e Guardi".
I massimi protagonisti del vedutismo, il famoso genere pittorico del paesaggio urbano fiorito a Venezia nel Settecento, sono straordinariamente rappresentati nelle collezioni del museo di San Pietroburgo.
Canaletto, Guardi, Bellotto, Marieschi e Carlevarjis raffigurano nelle loro tele, nel corso del XVIII secolo, palazzi e chiese, calli e canali della Serenissima, città tra le più amate dalla corte degli zar, innovando il senso della luce e la tecnica della rappresentazione in pittura. E del resto quale città meglio di Venezia, dove si fondono l'immagine e la maestosità degli edifici, può offrire straordinari scorci?
“Ah, signori miei, che città magnifica è questa Venezia! Immagina una città fatta di caso e di chiese tante quante mai ne hai ancora vedute: un'architettura incantevole, ogni cosa grandiosa e leggera, come una gondola in una forma di uccello. Case e chiese simili han potuto costruirle solo uomini forniti di un gusto artistico e musicale eccelso e dal temperamento leonino”, così si entusiasma per la città lagunare Anton P. Cechov.
Ad accompagnarci tra i capolavori dell'Ermitage è stata Irina Artemieva, grande studiosa dell'arte italiana, conservatrice della pittura veneta del Museo di San Pietroburgo e condirettrice di Ermitage Italia.
Dopo la prima seguitissima diretta in italiano del 26 marzo scorso che ha visto 11.000 persone collegate, oltre 190.000 visualizzazioni e si è classificata al sesto posto fin dall'inizio nei trend di You Tube, ecco dunque un altro momento dell'omaggio che il Museo Statale Ermitage e il suo direttore Michail Piotrovsky hanno voluto nei confronti del nostro Paese.
Un altro ponte gettato tra le nazioni, grazie alla cultura.
In vista della prossima edizione della Giornata Internazionale del Design Italiano, l'Ambasciata d'Italia a Buenos Aires, in collaborazione con la Fondazione Clorindo Testa, presenta virtualmente sul proprio sito Internet un'anteprima della mostra che sarà dedicata al grande architetto e artista italo-argentino Clorindo Testa.
Nato a Napoli nel 1923, figlio di un medico emigrato italiano e di una argentina, Testa arriva con la famiglia a Buenos Aires in tenera età. Appassionato di navi, studia per un breve periodo di tempo ingegneria navale e civile finchè, quasi per caso, entra nella Scuola di Architettura presso l'Università di Buenos Aires, dove si laurea nel 1948.
Nello stesso anno, grazie ad una borsa di studio, Testa viaggia per tutta l'Europa allo scopo di consolidare la sua formazione intellettuale e professionale. Di ritorno in Argentina, entra far parte dell’Ufficio per il piano urbanistico di Buenos Aires, fortemente influenzato dall'esempio di Le Corbusier. In quel periodo realizza la sua prima esibizione personale nella galleria d’arte van Riel. Da quel momento, sviluppa in parallelo le carriere di architetto e di artista.
Testa è celebrato come uno dei massimi esponenti del movimento “brutalista” in America del Sud, con opere paradigmatiche come la Biblioteca Nazionale o la Banca di Londra e America del Sud (oggi Banco Hipotecario), entrambe a Buenos Aires. Allo stesso tempo, partecipa a numerose esposizioni in gallerie d’arte, musei e biennali, che ne fanno un punto di riferimento in Argentina.
Nel corso della sua vita, Clorindo Testa mantiene uno stretto legame con l’Italia. Grazie alla borsa di studio vinta nel 1948, egli passa due anni nella Penisola durante i quali forgia relazioni professionali e amicizie che influenzano profondamente il suo lavoro.
Ospite assiduo della Biennale di Venezia, Clorindo Testa riceve nel 2003 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università di Roma La Sapienza.
Dieci anni più tardi, nell’aprile 2013, Clorindo Testa muore a Buenos Aires.
La mostra offrirà un’articolata retrospettiva sulla produzione di design, una parte meno conosciuta dell’opera di Testa. Sarà inoltre presente una sezione specifica sulla produzione artistica dedicata all’Italia, con tele e disegni della serie La Peste a Ceppaloni e altre legate all'eruzione del Vesuvio, così come alcuni progetti di architettura urbana nelle città di Milano, Roma e Firenze.
Sul sito Internet dell'Ambasciata è possibile ammirare un’anteprima delle opere che saranno esposte. (focus\ aise) 

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