LA "GIOIA" DI GIORGIA PER I BAMBINI DI STRADA DI MARALAL - DI FREDDIE DEL CURATOLO

LA "GIOIA" DI GIORGIA PER I BAMBINI DI STRADA DI MARALAL - di Freddie del Curatolo

MALINDI\ aise\ - “Giorgia Zanin è uno dei tanti esempi di come dal volontariato attivo e consapevole, può nascere un progetto serio e ben strutturato, ma anche di come l’Africa vissuta nelle sue pieghe anche amare con la giusta predisposizione, può cambiare la propria vita e migliorare quella di tante anime allo sbando. Dopo la prima esperienza di volontariato in Kenya nel 2009, la studentessa di Conegliano Veneto ha conosciuto la realtà del nord del Kenya, fermandosi a Maralal, una delle cittadine di riferimento della sperduta, arida, povera ma affascinante regione del Samburu. Proprio lì oggi c'è una fantastica realtà di accoglienza, riabilitazione e reintroduzione nella società per bambini di strada che si chiama Kikora ("gioia" in kiswahili)”. A scriverne è Freddie del Curatolo che a Malindi ha fondato “malindikenya.net”.
“Un progetto sociale nato dalla passione, dalla volontà e dalla competenza di una giovane italiana.
A Maralal convergono ragazzi che spesso fuggono dalla misera realtà rurale e da condizioni sociali e familiari al limite della sopportabilità. Ma nella cittadina spesso trovano solo la strada, l’arte di arrangiarsi e la droga, rischiando di trasformarsi ben presto in giovanissimi, perduti zombie.
“Ho rimesso piede in Kenya cinque anni dopo la prima esperienza – racconta a Malindikenya.net Giorgia - quando ho svolto il tirocinio per la Laurea Specialistica in Local Development presso il St.Martina CSA di Nyahururu, dove ho fatto esperienza e raccolto dati per la mia tesi sui bambini di strada in Kenya. In quei mesi sono tornata a visitare Maralal ed è lì che, vedendo la realtà dei tanti “street children”, è nata la prima idea di provare a fare un progetto simile a quello di Nyahururu per aiutare questi ragazzi”.
Così Giorgia è tornata in Italia, si è laureata e ha iniziato a condividere la sua idea con altre persone, trovando un confortante supporto.
“A Giugno del 2014 ero già pronta a partire – ammette Giorgia - sapevo solo che sarei andata a vivere a Maralal, in mezzo alla Savana, dove conoscevo solo un paio di persone (tra cui Chris che sarebbe poi diventato mio marito...ma questo ancora non lo sapevo!). Ero determinata, il mio obbiettivo era aiutare i ragazzi di strada, nient’altro”.
Pochi spiccioli raccolti, una bozza di project plan che poi chiaramente sul campo sarebbe stato adattato e modificato, ma la volontà e la competenza per farcela.
Giorgia inizia ad interessarsi alle vicende personali di ragazzini che dormivano sulla veranda davanti all’unico supermercato della zona, a conoscere le loro situazioni familiari.
A Novembre 2014 Giorgia mette in atto le prime attività con I ragazzi di strada.
“Stavano con noi solo durante il giorno e alla sera purtroppo tornavano in strada perchè non avevamo ancora un posto dove farli dormire – rivela la ragazza - La costruzione della struttura che doveva essere destinata al progetto non era mai pronta e a questo si accumularono vari problemi diplomatici che mi fecero cambiare i piani molte volte. Difficoltà che per chi conosce questi luoghi sono purtroppo all’ordine del giorno: persone che si offrivano di aiutare ma poi volevano solo approfittarne, altri che ce l’avevano con me perchè ero determinata a non sprecare i soldi del progetto gonfiando le tasche di qualcuno... e allora mi mettevano I bastoni fra le ruote. Tanti problemi e ostacoli ma l’entusiasmo era più forte e mi spinse a continuare”.
Così Giorgia inizia a colloborare con una nascente NGO kenyota, Advocacy & Development Initiative – Kenya (ADI-Kenya), fondata da alcuni amici. Nel 2015 parte un progetto più strutturato.
“Ma era Gennaio – prosegue il racconto Giorgia - il primo gruppetto di ragazzi era pronto per essere inserito a scuola e ancora non riuscivamo a trovare un centro. Così abbiamo preso in affitto una stanza a 20 euro al mese. La proprietaria aveva lasciato il suo divano dentro e abbiamo sistemato I 6 materassi per terra, non c’era altro ma almeno avevamo un posto dove poterli far dormire la notte!”.
A Marzo 2015 le cose iniziano a girare per il verso giusto, finalmente si trova il primo centro dove poter ospitare i ragazzi di strada e nei pomeriggi fare attività di doposcuola per un gruppo più ampio che comprende sia gli ormai ex-street boys che altri ragazzi a rischio che vivevano ancora in famiglia. “Tutte le attività sono sempre state svolte dallo staff locale che veniva formato e seguito – tiene a precisare la volontaria - compito non facile ma sicuramente necessario per garantire una sostenibilità al progetto. Ora, più di 4 anni dopo, siamo riusciti a creare un buon gruppo che inizia ad essere autonomo e così io ho deciso di spostarmi da Maralal per occuparmi di altri aspetti di coordinamento del progetto a distanza anche se sono quotidianamente in contatto con lo staff tramite telefonate e video chiamate (la tecnologia in questo caso aiuta…) Ogni giorno cerchiamo di migliorarci e imparare, siamo un progetto dinamico che è alla ricerca di quella formula vincente per aiutare I ragazzi di strada a reinserirsi in società”.
Quello di Giorgia e dei suoi collaboratori non è un compito facile, non si tratta di dare loro cibo e un tetto sopra la testa ma ben altro. Sono ragazzi traumatizzati, cha fin da piccolissimi hanno sperimentato la crudeltà degli adulti, sono stati abbandonati, abusati, maltrattati finchè hanno deciso che l’unico modo di sopravvivere per loro è quello di stare da soli, in strada, con chi è come loro.
Hanno bisogno di molto di più che di cibo e vestiti, hanno bisogno di imparare l’amore, e riceverlo senza secondi fini, hanno bisogno di ritrovare la fiducia, ricostruire l’autostima, credere di poter avere un futuro.
“Quello che cerchiamo di dare loro al centro Kikora è l’insieme di tutte queste cose – spiega Giorgia - attraverso ogni attività che viene programmata, con la modalità in cui affrontiamo litigi e problemi, con l’approccio che abbiamo quando insieme cuciniamo, laviamo, puliamo, chiacchieriamo, giochiamo. Una strada lunga e dissestata ma basta guardare uno di quei sorrisi o sentire le urla di gioia quando vengono ad aprirci il cancello per sapere che ne vale la pena. Per questo diamo molto valore alla formazione e alla condivisione con altri progetti. Quest’anno ad esempio abbiamo avuto la fortuna di avere con noi Roberta Cavallo e Antonio Panarese, autori di vari bestseller sull’educazione, che sono stati ospiti di Kikora per un mese e ci hanno accompagnati in un intensivo ed utilissimo training su come riuscire a capire i veri bisogni dei bambini e come diventare dei super “aiutanti magici” (così li chiama Roberta) per accompagnarli in una crescita sana".
L'approccio di Kikora punta alla reintegrazione in famiglia dei ragazzi. Dopo averli tenuti per un periodo di riabilitazione di circa 6 mesi, si cercano membri delle famiglie che siano nella condizione di prendersene cura.
Progressivamente vengono fatti avvicinare fino a quando il bambino è pronto ad andare a vivere in famiglia; a quel punto il supporto di Kikora continua tramite le attività di doposcuola nel pomeriggio.
"Il motivo che ci spinge a puntare alla reintegrazione familiare - spiega Giorgia - è la convinzione che ogni bambino abbia diritto ad avere una famiglia e un legame con le sue origini; in genere ogni bambino, anche se orfano, ha un membro della famiglia allargata che vive nei dintorni. Crediamo di dover essere un supporto per la famiglia, non di doverci sostituire ad essa, anche in cuore nostro staremmo con loro fino all'età adulta. Così nel momento più critico stiamo con il bambino a tempo pieno ma quando si apre una possibilità lasciamo che rientri nel suo nucleo familiare mentre noi ci facciamo un po’ in disparte ma continuiamo a monitorare la situazione e a rimanere dei punti di riferimento”.
“Nel processo di riabilitazione ci occupiamo anche di reinserire il ragazzo a scuola e di accompagnarlo in questo momento delicato; in genere sosteniamo anche le spese iniziali per l’uniforme o anche i boarding fees nel caso il ragazzo sia in collegio (optiamo per il collegio nei casi di situazioni familiari "traballanti"). In questi anni per preparare le famiglie ad accogliere I ragazzi abbiamo anche lavorato sul fronte delle attività economiche. Vari genitori sono stati aiutati ad iniziare dei piccoli business individuali, altri collaborano con il progetto nella produzione di oggetti di artigianato, in particolare collane di perline e borse all’uncinetto che vendiamo sia a Maralal che all’estero”.
“Questi prodotti hanno il doppio significato di sostenere le mamme che li producono e il progetto stesso. Un’altra iniziativa per il sostentamento del progetto è stata l’apertura di una caffetteria a Maralal: il Kikora Accessories & Café nel Dicembre 2017. Un posticino accogliente, con un’atmosfera diversa dagli standard della città dove si possono degustare cose non comuni in Samburu County come Cappuccino, Caffe` (quello vero, fatto con la moka...) torte fatte in casa, pizza e panini; inoltre è qui che si possono anche acquistare collane, orecchini e borse fatte a mano. Il progetto ha il supporto di due organizzazioni di volontariato Italiane AVI Onlus di Montebelluna (TV) e KARIBU Onlus di Scorzé (VE) che in questi anni ci hanno sostenuto con vari eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi.
La Fondazione Zanetti di Treviso ha sostenuto il progetto per un periodo di due anni che però sta per volgere al termine. Continuiamo il nostro lavoro anche grazie ai donatori privati che contribuiscono con una quota annuale che viene usata per comprare il cibo al centro o per sostenere I ragazzi a scuola”.
Giorgia da pochi mesi vive a Malindi con Chris, suo collega a Maralal e ora marito. Hanno una bellissima bambina di nome Maya e un contagioso entusiasmo per la vita, una curiosità e voglia di condividere che fa ancora sperare in una società più giusta e solidale.
Per sostenere il progetto di Giorgia si può donare tramite PayPal Inserendo l’indirizzo email Adikenya14@gmail.com CAUSALE: Kikora, Street children in Maralal Bonifico Bancario KARIBU Onlus Scorzè CENTRO MARCA – CREDITO COOPERATIVO DI TREVISO E VENEZIA IBAN IT20 P 08749 36322 033000001856 CAUSALE: Kikora, Street children in Maralal OPPURE AVI Onlus (Montebelluna, TV) BANCA POPOLARE ETICA – TV IBAN: IT05 F050 1812 0000 0001 5050 404 CAUSALE: Kikora, Street children in Maralal Per Saperne di più: www.kikoramaralal.org FB @kikoramaralal kikoramaralal@gmail.com”. (aise) 

Newsletter
Archivi