LA MARCA (PD) NELLA “SUA” TORONTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

LA MARCA (PD) NELLA “SUA” TORONTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

TORONTO\ aise\ - Deputata Pd eletta in Centro e Nord America e residente in Canada, Francesca La Marca ha partecipato il 2 giugno alla festa della Repubblica a Montreal e, lunedì 3, alla celebrazione tenuta a Toronto.
Per l'occasione, il Console generale Eugenio Sgrò, che ha coordinato l'iniziativa, ha riaperto alla comunità la storica sede del consolato, la Chedleigh House, da anni inaccessibile. Una decisione molto apprezzata dalla comunità italiana di Toronto.
L'incontro ha visto una numerosa partecipazione di rappresentanti politici di diverso livello istituzionale, imprenditori ed esponenti della densa ed attiva comunità italiana.
Nel suo intervento, La Marca ha insistito in particolare sui valori democratici e costituzionali che sono alla base della ricorrenza.
"Quella della Repubblica è una festa molto radicata, soprattutto tra gli italiani all'estero, ma relativamente giovane - ha sottolineato la parlamentare - dal momento che si intreccia con il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, dopo la caduta del fascismo. La memoria di quelle vicende, del prezzo e dei sacrifici che è stato necessario pagare per riconquistare le libertà democratiche, ci devono far capire che quei valori non sono dati per sempre, ma vanno difesi quotidianamente con la buona politica e il buongoverno, per evitare che le tensioni e la rabbia sociale si trasformino in disamore per le istituzioni democratiche".
"La nostra Repubblica - ha ribadito La Marca - mira a costruire l'uguaglianza sostanziale dei cittadini, per questo il valore della solidarietà deve essere sempre legato alla libertà e alla democrazia. In Italia, oggi come ieri, oggi più di ieri".
La deputata non ha nascosto la sua emozione di poter svolgere la sua funzione istituzionale a Toronto, a "casa sua", dove è nata e cresciuta, dove sono i suoi legami affettivi più profondi e lei stessa vive quando è libera da impegni parlamentari.
Una ragione in più, ha concluso, “per rappresentare nelle istituzioni italiane le attese e gli interessi di un mondo dal quale provengo”. (aise) 

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