LA MEDIAZIONE CULTURALE TRA ITALIA E ARGENTINA: DI MARIA STREPPONE IL PRIMO STUDIO IN LINGUA ITALIANA SU VICTORIA OCAMPO

LA MEDIAZIONE CULTURALE TRA ITALIA E ARGENTINA: DI MARIA STREPPONE IL PRIMO STUDIO IN LINGUA ITALIANA SU VICTORIA OCAMPO

ROMA\ aise\ - La mediazione culturale tra Italia e Argentina può rappresentare una opportunità per fare emergere l’importante scambio artistico tra i due Paesi. È stato così anche grazie all'opera di Victoria Ocampo, alla quale la ricercatrice Maria Victoria Streppone dedica il primo studio in lingua italiana.
Victoria Ocampo. Mediatrice delle Arti tra Argentina e Italia” è il titolo del lavoro di Streppone, che si propone di presentare al lettore italiano la figura complessa di Victoria Ocampo (Buenos Aires 1890-1979), intellettuale cosmopolita, critica letteraria e mecenate, fondatrice della rivista argentina “Sur” (1931-1992), impostasi sulla scena letteraria internazionale nel 1924 con il saggio “De Francesca a Beatrice: a través de La divina comedia”, con la prefazione di Ortega y Gasset. Ella abbracciò fin dal principio un tipo di critica interdisciplinare a livello trans-europeo, indagando tempi e modi dell’apporto italiano al panorama creativo argentino, in particolar modo occupandosi di architettura, cinema e critica d’arte.
Nonostante queste caratteristiche, analizzate in seguito da diversi punti di vista, e un consenso pressoché unanime sul suo ruolo di mediatrice culturale, la figura di Victoria Ocampo rimane, ad oltre quarant’anni dalla morte, ancora poco approfondita nel panorama italiano, nonostante recentemente le case editrici Sellerio e Archinto abbiano tradotto e pubblicato il carteggio complessivo tra la scrittrice e figure del calibro di Jorge Luis Borges, Pierre Drieu La Rochelle o Roger Caillois.
Lo studio di Streppone presenta dunque ulteriori aspetti inediti, tra cui i molteplici contatti e le esperienze che la Ocampo ebbe con gli intellettuali italiani, tra cui l'Attilio Rossi, Vittorio de Sica, Cesare Zavattini, Alberto Sartoris e altri.
Questo studio, il primo scritto in italiano, presenta la mecenate argentina da prospettive plurime ed interdisciplinari, al centro di un dialogo con la modernità italiana come modello culturale per l’Argentina a partire degli anni Trenta del novecento. Affrontando la genesi del numero Letras Italianas del 1953 come un “manifesto nascosto” in cui l’Italia viene promossa a paradigma definitivo per lo sviluppo della modernità in Argentina.
Inoltre il focus su Ocampo spinge l’analisi critica entro il moderno quadro degli studi di genere, aprendo un panorama complesso e fecondo di spunti, e permette di riconoscere la cultura italiana ben oltre la mera componente migratoria.
È dunque opportuno riavvicinarsi a Victoria Ocampo, ponendola al centro di un dialogo che si ricostruisce grazie alla raccolta curata del carteggio, l’autobiografia e la bibliografia a lei dedicata, assieme ad un ampio parterre archivistico internazionale tra cui “Victoria Ocampo Papers, 1908 1979” a Harvard University e La Academia Argentina de Letras a Buenos Aires.
Maria Victoria Streppone è architetto, scrittrice e ricercatrice. Si laurea all’Universidad de Buenos Aires e nello stesso periodo inizia a collaborare come docente e ricercatrice. Nel 2001 si trasferisce a Barcellona; oltre a collaborare con diversi studi, qui fonda un atelier orientato a progetti tra l’arte e l’architettura. Durante il soggiorno di sette anni in Spagna partecipa anche in qualità di relatore a diversi eventi culturali tra cui Arquitectura inversa, Multiplication of Art Spaces, 3 ½ Souvenirs, etc., in alcuni casi anche in modo curatoriale. Nel 2007 arriva in Italia e ottiene la laurea magistrale in Architettura all’IUAV di Venezia, presentando la tesi Architettura e avanguardie artistiche del XX secolo: quattro casi di studio.
Recentemente, all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha discusso la tesi di dottorato in Storia delle Arti, intitolata “Victoria Ocampo: mediatrice delle Arti tra Argentina e Italia. Il caso Sur”, incentrata sul rapporto tra cinema, architettura e critica d’arte come spazi pedagogici. Nel frattempo ha collaborato alla realizzazione di diverse pubblicazioni tra Argentina, Italia e Spagna. (aise) 

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