LA PROFESSIONALIZZAZIONE DEL MULTICULTURALISMO – DI DOMENICO LETIZIA

LA PROFESSIONALIZZAZIONE DEL MULTICULTURALISMO – di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - “Viviamo in una società multietnica e multiculturale dove l’emergere delle differenze richiede l’acquisizione di nuovi stili di pensiero e di vita necessari a contrastare i processi di marginalizzazione, di violenza, di razzismo, nonché i fondamentalismi di varia estrazione, al fine di costruire valori di pace, di legalità e garantire progresso e occupazione. I tempi sono maturi per comprendere l’importanza nella vita quotidiana del multiculturalismo e la necessità di intraprendere studi accademici specifici anche per future prospettive lavorative”. Così scrive Domenico Letizia su “L’Opinione delle libertà” diretto da Arturo Diaconale.
“Le differenze culturali sembrano essere, nei nostri tempi, un elemento che mina la sopravvivenza della nostra quotidianità. In realtà, sono numerose le imprese e le multinazionali, confermando quanto ribadito anche dagli analisti economici e geopolitici, che iniziano a guardare con interesse figure professionali capaci di leggere una società in cambiamento, multiculturale e complessa e di elaborare strategie di risoluzione dei conflitti, favorendo una interazione e una reciproca contaminazione tra culture diverse.
Tra le Università che guardano concretamente agli strumenti di analisi del fenomeno e a prassi di azione per istituzioni e imprese ritroviamo l’Università Federico II di Napoli. Il Centro Italiano Femminile con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” promuove, scadenza il 21 gennaio 2019, il Corso di Alta Formazione in “Multiculturalità e Politiche di Interazione interculturale”, il cui bando è reperibile sul sito di Scienze Politiche dell’Ateneo napoletano. La finalità è di creare figure professionali capaci di leggere i fenomeni contemporanei sociali, economici e antropologici legati al multiculturalismo.
Anche l’evolversi delle Organizzazioni internazionali e di quelle non Governative vedono tra le proprie strategie di azione la necessità di mediatori culturali e agenti capaci di leggere e comprendere fenomeni multiculturali assumendo spesso stagisti dall’estero poiché gli studenti italiani non hanno una conoscenza approfondita dell’analisi multiculturale.
Il multiculturalismo diviene, quindi, elemento di sviluppo economico e di incentivo all’occupazione poiché gli “agenti” che leggono le prospettive sociali non possono non analizzare i fenomeni anche con lenti multiculturali, data la complessità del reale nel quale ci troviamo a vivere. Ciò che risulta essenziale, anche nella visione sociale, economica e occupazionale, è che la diversità culturale all’interno di un Paese è una fonte di maggior valore, incremento e guadagno per la stessa realtà sociale. Affrontare il tema della migrazione come opportunità di crescita e arricchimento per un Paese è ancora un argomento inattuale in un contesto in cui pervadono l’angoscia della sicurezza e della disoccupazione dovuta alla crisi, alla paura verso lo straniero, del diverso. I fenomeni di crisi occupazionale si risolvono leggendo ciò che la società diviene e generando creatività occupazionale con nuovi servizi per le emergenti esigenze sociali e antropologiche. Gli esperti in pratiche multiculturali possono inserirsi proprio all’interno di tali meccanismi, istituzionali e non, incentivando la creazione e la diffusione di nuovi servizi”. (aise) 

Newsletter
Rassegna Stampa
 Visualizza tutti gli articoli
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli