LA RETE DIPLOMATICA AL FIANCO DEL CITTADINO

LA RETE DIPLOMATICA AL FIANCO DEL CITTADINO

ROMA – focus/ aise - Si è messa in moto la macchina della solidarietà per aiutare concretamente gli italiani attualmente in Cina a combattere l’epidemia di coronavirus.
Le associazioni Apulian Way, Confederazione Italiani nel Mondo, CREA, Donne italiane a Shanghai, Italiani a Shanghai, Liguri in Cina, Lombardi in Cina, Officina Teatrale CBD, PromoItalia, Sardi in Cina, Siciliani in Cina e Veneti di Cina, con il supporto del Consolato Italiano a Shanghai, hanno lanciato un appello agli italiani in Italia, siano essi privati o aziende.
"In questa delicata fase in Cina servono in via prioritaria mascherine da destinare ad adulti e bambini", affermano associazioni e Consolato. "Per questo motivo, lanciamo da oggi un appello, apartitico e apolitico, agli italiani per reperire mascherine N95 (modelli 1860 e 9132) o le equivalenti FPP3 o mascherine chirurgiche ed inviarle ai magazzini in Italia che stanno supportando questo progetto prima del 9 febbraio".
Le aziende BDM e Savino del Bene in Italia stanno fornendo, gratuitamente, i propri magazzini a Roma, Milano e Firenze come deposito per le maschere prima dell’invio in Cina.
Gli indirizzi per l’invio delle maschere sono: BDM Roma Hub, via Galileo Galilei snc 00012 Guidonia Montecelio (RM); BDM Milano Hub, via Morandi 56 20090 Segrate (MI); via Schiapparelli, 38 - 50019 Firenze; Savino Del Bene S.p.A. Italy - Osmannoro (Fi).
Le mascherine, reperibili in farmacia e online, verranno prima distribuite a Shanghai, da dove è partita l’iniziativa, e successivamente alle altre città della Cina. Gli italiani in Cina riceveranno un format da compilare e le mascherine saranno consegnate, tramite servizio a domicilio, in base all’ordine di arrivo delle domande, con un massimo di 5 per casa.
Da oggi, anche a Belo Horizonte sarà attivata la videochiamata WhatsApp per prenotare l’appuntamento per richiedere il rilascio o il rinnovo del passaporto italiano.
Una modalità, sottolinea il Consolato, “concepita per facilitare l’utente e rendere più agevole il servizio di prenotazione per il passaporto”.
Prima di procedere alla videochiamata WhatsApp per la richiesta dell’appuntamento, occorre aggiornare la propria posizione anagrafica, controllando eventualmente i propri dati sul portale istituzionale FAST IT. In caso contrario non sarà possibile fissare l’appuntamento.
L'appuntamento è considerato individuale, nominale e non delegabile. Non sarà possibile effettuare videochiamate di prenotazione per terzi. Tuttavia, sarà consentita, con un’unica videochiamata, la prenotazione di nuclei familiari: genitori/coniugi e figli minori. Eventuali inclusioni di figli maggiorenni o altri tipi di parentela non verranno considerate. Ogni diretto interessato o figlio maggiorenne dovrà procedere con un’ulteriore videochiamata.
Dunque, una volta verificato che la propria situazione anagrafica e di stato civile sia effettivamente aggiornata, l’interessato dovrà videochiamare via WhatsApp il seguente numero: 31 992599130.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:30 alle ore 12:30. Non sarà data risposta a richieste e dubbi inviati attraverso messaggi di testo.
Tutte le indicazioni sul servizio e i documenti necessari sono pubblicati qui.
Infine, L’Ambasciatore d’Italia a Tirana, Fabrizio Bucci, ha visitato il Liceo Ismail Qemali che ospita la sezione bilingue italo-albanese per inaugurare la Mostra “Oltre 100”, progetto finanziato dall’Ambasciata d’Italia a Tirana a sostegno della Lingua Italiana affinché gli alunni che apprendono l’italiano abbiano interesse e curiosità per lo straordinario e storico intreccio delle relazioni fra i due paesi.
Nella mostra – spiega l’Ambasciata – sono esposti alcuni documenti tratti dall’archivio storico Nazionale di Tirana, che si riferiscono tutti allo stesso tema: la presenza dell’Italia, della lingua e della cultura italiana nel sistema scolastico albanese. La curatrice Albana Muceku, docente di lingua italiana presso il Liceo Petro Nini Luarasi, ha svolto una ricerca d’archivio dal 2013 al 2015, finalizzata a un Master Universitario, riportando alla luce scambi epistolari, rapporti, pagelle, curricula delle scuole italiane, in particolare relativi al periodo che va dal 1918 al 1941.
Dai documenti presenti nella mostra, annota l’Ambasciata, “si comprende come l’influenza che l’Italia ha avuto nel sistema scolastico albanese si è realizzata non solo grazie a scelte istituzionali condivise fra i Ministeri dei due Stati, ma soprattutto grazie all’impegno di persone che hanno costruito le basi di un sistema che ancora oggi ha un suo preciso ruolo nell’istruzione albanese, con le sezioni bilingui e il Programma Illiria. Questi pannelli offrono alcuni sguardi sulle relazioni fra le istituzioni che hanno avuto momenti di intenso scambio e che hanno affrontato varie difficoltà di natura organizzativa e gestionale. Ci sorprendono, comunque, per la loro attualità, per la vicinanza alle questioni che abitano da sempre le scuole, al di là di confini geografici o dei contesti storici. La ricerca di docenti, l’affanno per i limiti di spesa, le indicazioni che riguardano le date di esami, la nomina delle commissioni, la preoccupazione di un dirigente per la scarsa frequenza di bambini, la richiesta di erogazione di un corso della Dante Alighieri e altri dati che appartengono alla consuetudine scolastica”.
“Sono – conclude l’Ambasciata – vibranti interpretazioni di necessità ancora attuali: la reciproca attenzione ai diversi codici culturali, l’adozione di modelli pragmatici, la scelta di potenziare l’insegnamento di arti e mestieri a sostegno del commercio e dell’artigianato, aspetti rivolti ai metodi della vicina Italia, in una rinnovata logica europea e internazionale”.
Nel corso della sua prima visita, gli studenti hanno deciso di accogliere l’Ambasciatore con un progetto dedicato al cibo e alle tradizioni gastronomiche italo-albanesi, approfondendo gli aspetti organolettici e illustrando le proprietà e i benefici degli alimenti per il benessere psicofisico, mettendo così in pratica quanto studiato a scuola con quanto appreso in famiglia. (focus\ aise) 

Newsletter
Archivi