LA SOLIDARIETÀ DEL COMITES BERLINO AD ALDO ROLFI

LA SOLIDARIETÀ DEL COMITES BERLINO AD ALDO ROLFI

BERLINO\ aise\ - Nella notte fra il 23 e il 24 gennaio, a Mondovì, ignoti hanno imbrattato la porta d’ingresso della casa di Aldo Rolfi, situata nella via intitolata a sua madre Lidia Beccaria Rolfi, con la scritta "Juden Hier".
Il Com.It.Es. Berlino ha voluto testimoniare la propria "incondizionata solidarietà" ad Aldo Rolfi e, in una nota, ha condannato "senza appello questo gesto vergognoso, che offende la memoria di tutte le vittime della Shoah".
Il Com.It.Es., si legge nella nota, ha avuto il "grande onore di conoscere e ospitare Aldo Rolfi" in occasione delle celebrazioni organizzate dallo stesso Comitato per la Giornata della Memoria nel 2018 e nel 2019. "Aldo ci ha accompagnato, in qualità di instancabile e generoso testimone, nella visita al memoriale di quello che fu il campo di concentramento femminile di Ravensbrück, nel quale furono internate moltissime donne italiane, fra le quali sua madre, Lidia Beccaria Rolfi, arrestata in quanto staffetta partigiana. A Ravensbrück c’erano soprattutto prigioniere politiche provenienti da tutta Europa, ma anche donne ebree, testimoni di Geova e molte altre, spesso insieme ai loro bambini".
Lidia Beccaria Rolfi, sopravvissuta alla tremenda esperienza del lager, raccolse le sue memorie in due libri: "Le donne di Ravensbrück" e "L'esile filo della memoria".
"Gesti inqualificabili come quello accaduto a Mondovì", sottolineano da Berlino, "evidenziano, ancora una volta, la necessità di preservare la memoria, come unico antidoto alle degenerazioni presenti e future. Per questo il Com.It.Es. Berlino si impegna a proseguire nel lavoro di recupero e trasmissione di testimonianze come quelle di Lidia Beccaria Rolfi, al fianco di Aldo Rolfi, di tutti i parenti e discendenti dei sopravvissuti ai crimini contro l’umanità, compiuti dai due regimi dittatoriali nazisti e fascisti, e di tutti coloro che", conclude la nota, "intendono impegnarsi nella costruzione di un futuro nel quale gli orrori dei lager non possano ripetersi". (aise)


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